Tuesday, 2 March 2010

Nebulosa di pensieri e ricordi

Nei primi giorni di dicembre, nella nostra città, si festeggiava sentitamente un qualche santo - non credo fosse Sant'Ambrogio comunque.
Era uso allora regalare a noi bambini delle belle mele rosse.
La mamma ce le faceva trovare al mattino sul davanzale della finestra della cucina.
Le prendeva e, porgendole a noi, aggiungeva 'Sentite l'odore di queste mele? E' l'odore del cielo!'.

Beh, era verissimo.

Al mare, come tutti i bambini, cercavamo le conchiglie.
Alcune le avremmo portate a casa, e nell'acquario avrebbero ricordato il mare, nei lunghi inverni del nostro settentrione.
Altre, semplicemente, le portavamo all'orecchio - e quelle turbolenze tenui e confuse che si sentono sempre quando si accosta l'orecchio a una cavità, erano 'Il suono del mare'.
E ancora: era verissimo, e quel suono l'avremmo potuto sentire anche a casa, e ci saremmo sentiti ancora li, sulla spiaggia.

Da bambini non c'è differenza tra 'il mare' e 'l'idea del mare'.
Da bambini non esistono i mille chilometri tra casa nostra e la spiaggia - li si superano in un secondo.
Temo per certe cose io sia rimasto un infante.

In prima elementare un giorno la nostra maestra, una donna cui devo molto, anche alcuni dei miei difetti, ci aveva dato un compito: 'Cosa mangiamo a pranzo', o qualcosa di simile.
Quasi tutti avevano scritto il solito pensierino scontato.
Non un nostro compagno.
Alla maestra presento', in cattedra, il suo lavoro - eccezionale a mio modo di vedere.
Appiccicato con colla o altro, su una pagina del suo quaderno, c'era il suo pranzo: ricordo qualche foglia di insalata, un pomodoro, forse una fetta di prosciutto.
Geniale, a suo modo - ma lei non apprezzo' troppo ;-)

Per il tema dell'esame di quinta elementare, mi aveva dato dei consigli il mio babbo. Mi aveva detto di esprimermi come se stessi parlando ad un amico.
Detto fatto: il tema fu un dialogo, cui spiegavo i segreti del mio giardino - alcuni confesso di essermeli inventati di sana pianta, ad esempio il fatto che la canna di bambu' fosse morta quando le formiche smettevano di cercarvi del nutrimento.

A casa mia si ascoltava molta musica classica - specialmente Verdi.
Devo confessare che non mi piaceva molto - ancora oggi preferisco di gran lunga Mozart e Rossini a qualsiasi altra cosa. Beh, in qualche modo pero' ne ero interessato. Mi ritrovavo sulla scalinata di casa mia, dove l'acustica non è malaccio, a intonare un bel 'Laaaaaaa' - senza avere la minima idea di cosa stessi facendo. Un giorno, ero ancora alle elementari, un talent scout (detto cosi fa figo) dell'Accademia di Santa Cecilia venne in cerca di giovani promesse e fece a tutti un piccolo provino, molto semplice: ci chiese di cantare un 'Laaaaaa'. Beh, fui selezionato, con un altro compagno, come 'idoneo'. Non gli confessai che era da tempo che mi esercitavo su quel 'Laaaaa' ;-)

Oggi, ogni volta che canto 'La ci darem la mano' (e in fede mia, lo canto spesso, a bassa voce per carità, mentre passeggio o faccio la spesa alla ricerca di Zerlina) mi viene in mente quel giorno, con i miei primi 'Laaaa'.

Ho ancora due amici di quegli anni: due persone diversissime tra loro, e diversissime da me. Eravamo inseparabili, ci chiamavano 'I tre dell'Ave Maria' e non ho mai ben capito perchè. Ogni volta che torno a casa, cioè Natale, Pasqua e una settimana magari d'estate, cerco sempre di vederli.
Ne riparleremo.

6 comments:

  1. Bei ricordi Gio. Ho trovato un pò della mia infanzia, un pò di atmosfera, un pò di sapori (malgrado io sia anosmica...).

    E' un bel racconto il tuo. Anzi, è bello sentire raccontare di te.

    Joh

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  2. che strano...oggi, ovunque legga, si parla di ricordi...
    anche da me si annusa malinconia...

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  3. Ho pensato al tuo compagno...Come te, trovo la cosa di una genialità incredibile.
    Se fossi stata la sua insegnante l'avrei premiato, eccome!

    E tu al solito racconti in modo pazzesco!

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  4. E' sempre un piacere leggerti!

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  5. Johakim, pur nelle poche parole dei tuoi commenti, si trova sempre qualcosa di particolare :-)

    Agnese: nel mio caso è stato il tempo a farmi volgere ai ricordi ;-)

    Nicole sei sempre gentilissima!

    Angela, grazie mille!

    A presto!

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  6. ogni età ha le proprie malinconie...
    ed è dolce perdervisi, ogni tanto...

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