Thursday, 11 March 2010

L'osmosi e il vuoto

Wikipedia definisce l'osmosi come ...

Il termine osmosi indica la diffusione del solvente attraverso una membrana semipermeabile dal compartimento a maggior potenziale idrico (concentrazione minore di soluto) verso il compartimento a minor potenziale idrico (concentrazione maggiore di soluto), quindi secondo il gradiente di concentrazione.


Amo le persone buone, termine che la nostra cultura opportunista e ingorda tende a connotare in termini infantili e ingenui: la bontà è una qualità che si insegna, anzi, che si predica senza troppa convinzione, come una vecchia materia scolastica che non fa media.

Amo le persone umili, che sono le uniche che ritengo serie.

Amo le persone che sanno sognare e soffrire.

Non sono sicuro di essere una persona molto buona, forse lo sono stato.
Della mia umiltà posso ben vantarmi ;-)
Ho sognato per anni, ma ora dei sogni ho solo il ricordo, un'ondata di dolore li ha spazzati via tutti, e non è detto che riuscirò ad andare oltre la memoria, e vivere ancora un sogno.

Non posso legarmi a una persona che non sia buona, umile, sognatrice, e raramente ho trovato questi attributi disgiunti da una qualche forma di dolore, intimo o condiviso che fosse.

Tutto quel che rimane, è il terreno fertile dell'osmosi: quel confrontarsi e confondersi sulle differenze che arricchisce, quell'interrogarsi a vicenda infinito e a volte inconcludente, quello specchiarsi prima e dopo, e scorgere le differenze che sono dovute all'incontro con te.

Ma quando è il vuoto a farti compagnia, l'osmosi rischia di strapparti via tutto.
Quando c'è il nulla al tuo fianco, ti impoverisce, rende tutto arido e freddo.

Il nulla sa solo impoverire e inaridire.

Nei lunghi anni, che si sono susseguiti l'uno dopo l'altro come soldati in fila indiana, nei quali sono stato solo, ho cercato di difendermi dalle insidie del vuoto: leggendo, ascoltando, alle volte scrivendo.

Ma ogni volta che ho arricchito me stesso di una sensazione, di un'intuizione o di un sogno, il vuoto si faceva via via più feroce.

Ho perso molto in quegli anni; alla fine della scorsa primavera poi ho avuto uno shock totale, e non credevo sarei stato più capace di trovare la forza per ricominciare, la curiosità per un'altra persona, l'affetto.

Li ho trovati, in qualche modo, per caso, anche se non vitali come un tempo: li ho trovati lontano, li ho inizialmente forse solo immaginati, ma li ho infine percepiti davvero.

Ho scritto questo messaggio dopo aver letto un commento di Johakim.

Quel franare di ogni cosa attorno a noi, l'ho vissuto non troppo tempo fa: in una vita si può letteralmente morire e continuare a esistere.

Fin da quando ero bambino, rimanevo incuriosito da alcune frasi che sentivo dire 'dai grandi'.

'Com'è cambiato Giorgio da quando ha divorziato'.
'Non si riconosce più Lucia dopo che è stata lasciata da Michele'
'Non so cosa sia successo a Luca, ma è diverso'

Ci sono istanti che segnano la nostra esistenza, e che all'apparenza sono il nulla.

Una frase detta senza troppa cura.
Un gesto schietto.

Come il raggiungimento di una massa critica, innescano un fenomeno violento e irreversibile, dalle conseguenze definitive.

Definitive: io non tornerò più il Gio che oggi ripenso con affetto per la sua sensibilità, la sua capacità di amare in modo totale e puro. E' morto un pomeriggio dello scorso Giugno, l'ho sentito morire dentro di me - fisicamente perfino.

Ma se in una vita è vero che si può morire, è vero anche che si può rinascere.

13 comments:

  1. no, caro Gio, lui è ancora dentro di te che si è trasformato in un uomo sensibile, dolce, intelligente, curioso, amabile e tanto altro ancora.
    Niente di quello che conteniamo è perso, noi siamo il totale di un insieme formatosi giorno dopo giorno.
    ti abbraccio.

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  2. si muore e si rinasce tante volte e tutte le volte in maniera differente...
    anch'io sono molto cambiata nel tempo, il vissuto non può lasciarti tale e quale...
    si cresce, si migliora, a volte si peggiora...
    ringrazia ogni rinascita...
    [io detesto l'immobilità...forse è per questo che in ogni foto sono diversa]

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  3. Ieri girandomi per un abbraccio avrei voluto trovarci te.

    Ci sono dolori che possono poi renderci diffidenti, disillusi, disincantati , ma mai cattivi.
    Molti mi dicono, com'è cambiato il tuo ex! No, non è cambiato è venuta fuori la sua vera natura.
    E se per caso succedesse per troppo dolore incattivirsi, non sarebbe destinato a durare...perdura solo nelle anime viziate in origine.
    Indietro non si torna, hai ragione...Ci sono cose che mutano...oggi un sorriso vero mi esce di rado e la mano di chiunque la sfioro, non l'afferrò più.

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  4. Cara Marisa credimi: prima ero diverso.
    Adesso sento un decimo di quello che sentivo prima.
    Mi sento un cadavere ;-)

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  5. Panta rei cara Agnese :-)
    Uomo saggio quel tale Eraclito

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  6. E' proprio il mio stato d'animo Nicole.

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  7. La sofferenza e' fondamentale per la nostra crescita interiore...
    Solo così si risveglia in noi la consapevolezza di quello che la vita e' adesso e non proiettata nel futuro, o peggio, ancorata nel passato...
    Morire equivale a toccare il fondo e non lasciarsi andare, ma aprire gli occhi e guardare il mondo come non l'hai mai visto...
    e' come rinascere.
    Questa almeno la teoria.
    Un po' dura per me da mettere in pratica.
    Un abbraccio!

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  8. Si può morire in maniere differenti. La morte più dolorosa è quella che ti lascia ancora in vita, ti espone senza compassione alla cattiveria e ti distrugge le cellule di quei sentimenti che anno dopo anno hai costruito intorno al tuo essere.

    Il fatto è che quando hai "passato" questa porta, spesso non ti rendi conto che la rinascita sta già avvenendo. Si cambia, è vero... ma io sto iniziando a chiedermi chi sia la vera "Joh", quella del passato oppure quella che si sta lentamente (e nemmeno troppo lentamente nel mio caso) risollevando?
    Il cambiamento che è avvenuto in noi forse è solo semplicemente il nostro essere tornati alle origini.
    Il dolore è un passaggio, lo sappiamo bene, in tutti i sensi. Più ci ostiniamo in comportamenti che si disgiungono dalla nostra essenza e più i colpi sono forti e violenti.

    Non sono affatto masochista ma... io sto iniziando a ringraziare chi mi ha colpito così violentemente, perchè ora sono una persona migliore.

    Un abbraccio
    Joh

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  9. Grazie Gio, davvero un bellissimo post. Hai detto delle cose difficili da dire, e in un modo giusto. Penso che con le tue parole aiuti gli altri a vedere piu' chiaramente dentro se' stessi. :)

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  10. Cara Colei che ti ringrazio davvero: io stesso trovo, nello scrivere, un punto di vista diverso nei confronti di me stesso.
    Per me scrivere sta diventando quasi una dipendenza ... e non è detto che sia un male, no?
    A presto!

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  11. Certo che no. :) Per qualcuno sta diventando una dipendenza seguirti... :P

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