Tuesday, 30 March 2010

Le lettere mai scritte: Luca

Il tuo dolore ...

La tua inquietudine tu non la contieni.

Non so, forse anche io non ne sono capace.
E, credo, comunque entrambi cerchiamo in ogni modo di dissimulare, di nascondere il tutto.

Per un motivo o per l'altro, tu pero' molto piu' di me vieni avvicinato, ricercato dagli altri, dalle donne.

Me ne sono fatto un'idea.

Io percepisco attorno a me la diffidenza e la paura che si ha per il diverso - per chi è diverso in modo stridente, vero, inequivocabile. Io indosso quella diversità che non è, nè puo' essere intesa, come ricercatezza, e che non si puo' smettere come un abito troppo sudicio per andare, di tanto in tanto, a un party elegante.

La mia diversità non è un jolly, non è il violino portato ad un bizzarro estremo dal virtuoso, non è mero argomento di discussioni sulla 'profondità' del pensiero che ne consegue, sulle ragioni di un legato, e vago, male di vivere.

E' una realtà indelebile - è la mia realtà.

La mia magrezza cadaverica, il pallore della mia pelle, il mio incedere incerto ... perfino il battito del mio cuore, tic tic tic, mette gli altri in una condizione spesso di disagio. Vedo in te viceversa quella differenza che intriga, che seduce perfino - e non è certo per altro che siamo stati amici, e che uno sciocco potrebbe confondere per lezioso orpello, sofisticato gioco di stile.

Non fatico a credere che tu abbia percepito in me da una parte un grande orgoglio, sai che sono molto fiero di me, di come sono riuscito a disaccoppiarmi dal mio male, di come l'ho trasferito chissà dove, ma d'altra parte una sofferenza e una solitudine infinite: so bene quanto a lungo ho dovuto soffrire per giungere a questo punto, e temo che nessuna donna ripeterà, dall'esterno, quel lungo cammino solo per incontrarmi.

Con te è sempre stato diverso.

Non credo, ora, che tu mi sia simile, ritengo che per certi versi tu sia una persona eccezionale ma fondamentalmente normale.
Ti riconosco un'intelligenza fuori dal comune, ma scarsa empatia, una cultura vastissima, ma una vita scandita dal succedersi ordinario degli eventi.

In qualche modo, tu hai trovato in me una cassa di risonanza delle tue inquietudini.
Per un certo periodo, lo confesso, ti ho considerato simile a me.
E ho creduto alle tue parole: la tua solitudine Gio, non dipende dal tuo corpo deforme, ma dal tuo carattere, dal tuo non essere superficiale, dalla parte del tuo essere piu' intima e sacra.

Continua ...

4 comments:

  1. Ma da quale cielo sei arrivato tu?
    Un grazie infinito per le emozioni immense (senza nessun fine) che riesci sempre a trasmettermi! SONO BELLISSIME!!
    Tempo fà una persona sensibilissima (quasi come te) mi aveva colpito profondamente con le sue parole, e ho cercato inutilmente affetto inesistente nelle sue frasi... che ho completamente frainteso IO...
    Chissà forse qualche suo pensiero era indirizzata anche me...come a dieci altre... presumo e ogni giorno cambia "anima"
    tuttavia nutro ancora affetto per lui e mi auguro che un giorno anche lui sia felice!

    P.s leggi anche il mio commento nel tuo post precedente.
    Sei un angelo Gio!
    Ciao e grazie!
    Viola

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  2. Viola, sei TROPPO gentile :-)
    Sono contento che ti emozioni quello che scrivo.
    Chissa, forse un giorno una di queste lettere la spediro' davvero.

    A presto,

    Gio

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  3. sono contenta che hai scritto al tuo amico, ma lo sarei di più se gliela facessi leggere... ti voglio bene!

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