Wednesday, 17 March 2010

Le lettere mai scritte: Giulia

Carissima Giulia,

E' da un po' che non ci sentiamo: ho ancora nella memoria del mio telefono l'sms del tuo ultimo invito, e mi accorgo che sono passati quasi due anni da quella 'cena casalinga' con gli altri.
Ti ho pensato ogni tanto, ma non ho mai osato scriverti.
Non che debba dirti nulla di preciso in verità: in questi lunghi mesi passati vicini senza pero' mai incontrarci, neppure per caso, ti avrei solo voluto chiedere 'Come stai?'.

Sei sorpresa?

Lo sarei anche io forse.

Dopotutto non abbiamo mai avuto modo di conoscerci davvero.

Non mi sembra assurdo credere che tu mi abbia sempre visto come un tizio buffo e un po' strano: una persona ospite in casa tua per via di un amico comune, uno cui non chiudere la porta in faccia perchè a suonare il campanello era un altro.

Era fin troppo facile salutarti elogiando la tua bellezza - non temevo farlo perchè sapevo non mi avresti preso sul serio.

Non ho mai fatto molto per farti conoscere il vero Gio - non siamo mai stati soli se non per pochi minuti, no?

A me è bastato veramente poco per leggere nei tuoi gesti, nel tuo portamento, in una lieve inflessione della tua voce, un'afflizione interiore, una stanchezza di fondo che, se paragono alle mie, trovo mature e meditate.

Per me questo male di vivere è dote di una condizione che mi è capitata in sorte: tu l'hai trovato per esperienza partecipata, non subita.

La tua disillusione, il tuo sconforto per la vacuità di troppe cose, è autenticata, la mia soprattutto intuita.

E' la tua assenza che mi ha incuriosito: tu non eri li anche se la tua casa era piena di buste della spesa. Tu non eri li mentre tagliavi la carne, o preparavi la tavola, o ridevi alle nostre battute.

Sono stati i brevi istanti di Giulia che mi hanno parlato di te, di te hanno detto piu' di quanto mi sarei potuto immaginare.

Il tuo ricordo è ancora con me.

Ti abbraccio

Gio

8 comments:

  1. Ma come adoro le lettere.....

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  2. ti auguro che la legga...

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  3. Dautretemp, anche io le adoro.
    E adoro ancora di più parlare a chi sa ascoltare, ribattere, annuire o fare cenno di no con il capo.
    Non lo faccio sovente quello però, sicchè mi accontento di scrivere scrivere scrivere.

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  4. Cara Joh, questa resterà una lettere non scritta.
    Nei prossimi giorni ne scriverò altre e nessuna giungerà a destinazione.

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  5. Nemmeno io ci sono mai, anche quando sono presente...
    Pero' non lo coglie mai nessuno...

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  6. Cara Donatella, Giulia non saprà mai nulla di questo.
    Probabilmente non ci vedremo mai piu' - restarà una delle tante persone che avrei voluto conoscere, e che non sono nel mio destino.
    Forse è cosi' anche per qualcuno che ha osservato te, senza osare avvicinarsi.

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  7. se queste parole potessero assumere un suono sarebbe meraviglioso. Restare inchiostro su carta prima o poi sparisce e rimarra forse qualche traccia illegibile.

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  8. Caro Anonimo, alla fine la lettere l'ho spedita, Giulia l'ha ricevuta: non credo abbia significato molto per lei, nè, forse, il suono della mia voce avrebbe potuto darle un significato diverso da quello che è nascosto tra queste parole.

    Gio

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