Monday, 8 March 2010

Gli errori e tutto il resto: versione in tema

Lasciarsi morire per uccidere il male.
E' un errore?
Forse - ed è quello che ho fatto moltissime volte.
Stai male - esiste un male, il male è dentro di te.
Allora, per indebolirlo, per vincerlo, credi che sia sufficiente lasciarti morire un po'.
Quel male, che tu stai nutrendo, morirà prima di te.

Non sono anoressico, anche se lungo i miei 185 centimetri non si sommano 50 chili - ma la perdita dell'appetito, il rifiuto di dare forza a queste membra è qualcosa che ho conosciuto.

Alle volte poi mi convinco che in verità questo lasciarsi spegnere non colpisca il male, ma solo noi stessi.

Alice, dove sei?

16 comments:

  1. non lasciarti mai spegnere!
    mai!
    combatti.............
    hai tanto da donare...
    [dovresti rendertene conto]

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  2. Probabilmente penserai che io sia cinica ma io la vedo così:
    Siamo stati messi al mondo da qualcuno senza averlo richiesto ok, e se ne stiamo parlando significa che ancora sopravviviamo. Sopravvivere per lasciarci morire è da deficienti perciò noi dobbiamo vivere per vivere al meglio.
    E' vero che il dolore ti accompagna, come accompagna milioni di persone e allora?
    Questa è una buona ragione per lasciarsi andare?
    Hai un lavoro bellissimo che ti interessa, hai una famiglia che ti ama, amici che ti amano, hai mille potenzialità e milioni di capacità che stanno solo aspettando che tu ti dia una mossa e la smetta di crogiolarti.
    Parlando unicamente del tuo dolore metti distanze fra te e gli altri, fai del tuo dolore l'unico conforto e sostegno e l'autocommiserazione diventa l'unico piacere
    Allora????
    Sbrigati a vivere, non perdere tempo perchè non torna più indietro.
    Baci, baci.

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  3. Il tuo pianto arriva diritto, forte e dirompente.
    Gio, non affidare mai la tua vita nelle mani di un'altro. Questo può dare solo sofferenza.
    Ma come si possa non sentire lo strazio ed il dolore del cuore... questo io proprio non lo posso sapere, posso solo accogliere il tuo grido e cercare di sostenere la tua pena.

    Ti abbraccio
    Joh

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  4. Agnese, fortunatamente uso il passato - una volta era cosî, non era una costante, ma capitava.
    Adesso spero stia andando un po' meglio :)

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  5. Cara Marisa, nella mia vita 'vera' il dolore è tutto dentro.
    Non ne parlo con nessuno - in effetti questo era il tema che volevo affrontare, ma a questo punto lo scrivo domani.

    E' proprio questo 'silenzio' che ha offeso il mio amico, come accenno prima.

    Io non devo 'sbrigarmi', mia cara: questo mondo non è adatto a uno come me.
    Mi serve fortuna, questo si :-)
    A presto!

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  6. Eh Joh ...
    Io non mi sono mai affidato a una persona - anzi, la mia chiusura è quasi totale. Vedi: questo sono io - se ti ho comunicato anche solo un centesimo della mia pena mi sento colpevole.
    E allora 'tenere tutto dentro', mistificare perfino.

    A presto.

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  7. Alice da qualche parte è...Forse c'è stato un tempo in cui le cose erano per te ancor più dure. Io sento che per te le cose vanno un po' meglio. Hai 'imparato' a condividere.

    E lungo la strada tutto o quasi è ancora possibile, al di là di tutto.

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  8. Mia cara Nicole, non sono abbastanza egoista da non curarmi degli altri: ho fatto bene o no a condividere?

    Per me, hai ragione: è servito - moltissimo, e ringrazio persone come te che hanno significato e significano qualcosa per me.

    Mesi fa sono arrivato talmente in basso che ho dovuto farlo - buttar fuori il male.

    Ma per gli altri è stato egualmente un bene?
    Mica posso 'usare' la gente come un klinex di seta ;-)

    A presto :-)

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  9. allora forza! persevera!
    non sei tu a doverti adattare al mondo, dovresti costruire solo un equilibrio nel tuo pezzo di universo...
    parlane e supera...
    credo sia la migliore terapia...
    [e sono cosciente che la teoria sia sempre molto più semplice della pratica]

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  10. E' giusto che la tua pena arrivi, è giusto che tu possa gridarla fuori. Tutto è giusto se arriva da noi e noi non siamo giudici, siamo orecchie e cuori sensibili.

    Ho avuto l'impressione che il tuo "Alice dove sei" fosse riferito a qualcuno che ti mancava (non conosco la tua storia). Perdonami allora per aver creduto fosse una persona alla quale ti eri affidato. Ho sbagliato.

    Mistificare le nostre sensazioni, tener dentro? .... no, non credo sia giusto ma non posso permettermi di dire nulla, è il mio modo di vedere e sentire. Mi scuso ancora.

    Joh

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  11. Cara Joh, non devi scusarti di nulla, ti prego.

    Alice è una ragazza che ho conosciuto per caso: anche se la conoscenza è solo superficiale, mi ha talmente impressionato che ora definisco 'Alice' quello che cerco. E' in Alice che cerco quello che ho trovato in piccole dosi in alcune persone, meravigliosamente normali, con le quali NON riesco proprio a comunicare.

    Quello che cerco oggi è un'amica - per il resto ho perso ogni speranza, ma questa ricerca dell'amicizia di una donna non è un ripiegamento, un accontentarsi squallido perchè non posso avere una donna nel senso comunemente inteso.

    Hai mai avuto l'impressione, parlando con qualcuno, di tendere la sua anima fino allo spasimo? Di commuovere troppo una persona, essendo semplicemente te stessa? A me si: con amici, con amiche.
    'Alice' è una persona con la quale posso essere me stesso senza timore.
    Non sono solo dolore, introspezione e tristezza, sono egualmente, e questo qui forse non si vede, incredibilmente buffo e stupido.
    Ma non posso, non riesco piu' a negare la parte sgangherata, fragile forse, di me stesso.
    C'è chi ha provato ad 'essermi vicino'.
    Ho visto cosa vuol dire il 'Se vuoi io ci sono' pronunciato da una persona che amavo: nulla.
    E questo 'nulla' non è perfidia, è incapacità di relazione.
    E di questa incapacità, di questa distanza ho avuto, e ho, conferme continue: parole, silenzi, gesti ... di persone 'che mi amano' mi hanno ferito come null'altro.
    A presto :-)

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  12. Carissimo Gio,

    rispetto moltissimo tutto ciò che qui hai scritto. La cosa che più mi ha colpito è l'incapacità di relazione di molte persone che ti amano e nulla sanno darti (eppure ti amano).

    Beh, quello che volevo cercare di dirti è: non te lo dimenticare mai, ciò che hai scritto in questo post:
    "Alle volte poi mi convinco che in verità questo lasciarsi spegnere non colpisca il male, ma solo noi stessi."
    Elimina "Alle volte" e sostituiscilo con "Sempre"!
    Infatti, altrimenti, vincerebbe solo lui.

    Un abbraccio!

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  13. Fortunatamente ora, caro Milo, sono in un momento in cui mi sembra decisamente folle lasciarsi andare.
    Ogni tanto pero' il male ci stordisce tanto da farci perdere la ragione.
    Grazie mille dell'abbraccio

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  14. Gio due commenti lasciati sparpagliati nei tuoi pensieri non fanno di me la persona più adatta a darti consigli, per questo ti dirò cose che potrai cestinare:
    Il dolore è strettamente personale, hai ragione, ma se non ne parli logora e questo oltre che rovinare la tua vita rovina anche quella delle persone che ti sono vicine che non capiscono cosa provi perchè non le vuoi usare come clinex;
    Cerchi Alice perchè sai che forse non la troverai più?
    Sappi comunque che rispetto molto di più un uomo che soffre che uno che ride....

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  15. Cara Saffoco, le persone vicine a me ... temo di non poter dare loro nulla, a quanto pare è così: come posso spiegarmi altrimenti l'esilio da me stesso che chi ho amato si è, credo, imposto?
    Se pure chi ho amato davvero ha finito per fuggirmi, cosa diavolo posso significare per qualcuno?
    E' vero: sono un buon conversatore, sono pieno d'ironia e sono capace di far ridere a crepapelle: ma quello è il mio nulla, sono le mie sciocche vesti di prestigiatore, che non voglio più indossare.
    Basta: lo show è finito, sono esausto.
    Adesso devo essere me stesso.
    A presto

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