Wednesday, 10 March 2010

Colpa e penitenza


Uno degli inconvenienti di avere una Ferrari è che spesso si incontrano, per strada, degli esaltati che vogliono 'sfidarti'.

Io non ho una Ferrari, ma nel sogno di stanotte ne guidavo una.
Con una coppia di amici sto salendo una strada tortuosa piena di tornanti, curve cieche e brevi rettilinei.
Lungo strade non dissimili da questa ho fatto autentiche pazzie in moto: ma odio le auto, e perfino nei miei sogni le guido con prudenza e senza alcun trasporto emotivo.
Una grossa berlina nera sale molto lentamente davanti a noi.
All'aprirsi della strada lungo un rettilineo, la affianco e supero con facilità, quindi riprendo la mia marcia tranquilla: nell'abitacolo con i miei amici parliamo, ridiamo, ricordiamo eventi del nostro breve passato comune.
A poche centinaia di metri, davanti a noi, c'è un tornante che curva verso sinistra.
Ci stiamo avvicinando - quando sentiamo un rombo assordante alle nostre spalle: la berlina di prima, a tutta velocità, si sta avvicinando. Proprio all'approssimarsi del tornante tenta un folle sorpasso - devo inchiodare per evitare il contatto.
Ci ha superati, ma non facciamo in tempo a tirare un sospiro di sollievo: non riuscendo a gestire la frenata, essendo fuori dalla propria corsia, va a sbattere contro un'utilitaria che scendeva.
Entrambe le auto, sfondato il guard rail, precipitano a valle, prendendo fuoco.

Pur non avendo colpa di quanto successo, ci sentiamo in obbligo di pagare per le responsabilità di quel pazzo, che ha ucciso sè stesso e un povero innocente.

Saliamo in auto ancora un po', quindi parcheggiamo e continuiamo a piedi.

Il cielo è sereno.
Ci stiamo dirigendo verso uno dei luoghi onirici che ogni tanto visito nei miei sogni: in cima a quella montagna, presso una colossale e primitiva costruzione in pietra, una sorta di Dolmen con incisioni runiche su tre possenti colonne, si trova un'altare presso il quale mi sono ritrovato spesso a pregare.

La salita è faticosissima: a un bivio, uno dei miei amici segue una discesa, mentre io e la mia amica proseguiamo verso l'alto.
Inizia a nevicare - ma è assurdo: è si freddo, ma il cielo è sereno.
Quel cielo infinito ha la staticità delle pietre sacre alle quali infine ci avviciniamo.
Il nostro amico ci raggiunge: la discesa, ci dice, non portava da nessuna parte.

Restiamo li, in raccoglimento: carichi del dolore, vinti dallo strazio di quelle orribili morti.

Stiamo pagando con le nostra sofferenze le colpe di sconosciuti.

8 comments:

  1. ma hai visto criminal minds ieri? :)

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  2. Solo una domanda OT, Gio', come fai a mettere quei link sotto "Continua a leggere qui" che si vedono alla fine del post?
    C'e' un sistema in blogger?
    Io non l'ho trovato.

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  3. Cara Agnese, non ho una TV, e non sono in Italia, ma a questo punto sono curioso ;-)

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  4. Mia carissima Klara,

    dai un'occhiata qui:

    http://www.bloggerplugins.org/2009/08/related-posts-thumbnails-blogger-widget.html

    Sono sicuro al 99.9% di aver usato questa guida.

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  5. in una cittadina dell'Oregon, c'è un killer che uccide le sue vittime investendole con la propria auto; la squadra viene chiamata per le indagini.


    :) pensavo lo avessi visto e avesse influenzato i tuoi sogni....

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  6. a volte sembra che i tuoi sogni siano frutto della tua "penna" e non del tuo inconscio per come sono complessi e articolati;o)

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  7. Agnese, l'avessi visto non oso pensare cosa avrei sognato ;-)

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  8. Cara Marisa, alcuni dettagli li ometto perchè TROPPO precisi e assurdi ;-)
    A presto :-)

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