Tuesday, 16 February 2010

Un sogno sciocco

Siamo in 4: io, un mio conoscente, un ragazzo di colore e un giappo-cino-koreano.

Siamo i membri della piu' combattiva squadra anti-droga della città.
I nostri nomi sono l'incubo dei narcotrafficanti, che in ogni modo cercano di eliminarci.
Per evitare di essere uccisi, dobbiamo cammuffarci - non usiamo auto della polizia, siamo sempre in abiti civili, durante certe operazioni siamo addirittura piu' spaventosi dei criminali cui diamo la caccia - siamo pieni di tatuaggi, piercing, abbiamo capelli lunghi e un gergo da street fighters.

Durante un'indagine in un parco semi abbandonato e malfamato, stiamo fronteggiando una gang - ci credono interessati all'acquisto di una grossa partita di droga.

Tutto procede bene, ma a un certo punto, vediamo che un tizio, estraneo alle nostre losche vicende, si sta avvicinando. E' un uomo di una certa età, capelli bianchi, lisci, pelle ingrigita dagli anni, rughe che tradiscono la sua fatica di vivere.

Io so per certo che se verrà troppo appresso, non solo la nostra copertura salterà, ma lui stesso farà una brutta fine.

Con una scusa mi allontano dal gruppo, e raggiungo il tizio, che è in un vicolo umido e male illuminato. Senza parlare, perchè altrimenti mi tradirei, gli faccio capire, a gesti, che deve andarsene.

Lui è spaventato - tira fuori un coltello a serramanico, vuole intimidirmi, ma non è neppure credibile. E' chiaro che lui è terrorizzato, mentre io sono tranquillo per la mia incolumità: il mio unico timore è legato alla sua vita. Con calma, ma in modo determinato, rendo piu' espliciti i miei gesti - 'vattene' voglio intendere, in modo inequivocabile.

Ma lui ormai è terrorizzato - e sviene, cade privo di senso ai miei piedi.

Non so che fare: lasciarlo li?

Mettermelo in spalle e portarlo lontano?

Mentre la mia paura cresce - adesso è davvero vulnerabile, la veglia arriva in mio soccorso.

1 comment:

  1. Io lo dico sempre: i peperoni imbottiti di strutto la sera fanno male!!!

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