Thursday, 11 February 2010

Sogni noiosi

Stanotte ho sognato moltissimo.

Ho avuto, nelle prime ore di sonno, un'avventura interessante, ma purtroppo me la sono dimenticata.
Poi ho sognato un amico, non lo vedo da anni, che avevo lasciato morigerato e sobrio, e ritrovo su una BMW sportiva a mangiare focaccia mentre sfreccia nella campagna.

Un'altro sogno in auto: siamo tutta la famiglia.
Dobbiamo uscire dalla villa dei miei nonni, una casa magnifica che, dopo la loro morte, è stata venduta.
Davanti al cancello però c'è la macchina di mio zio - lo chiamiamo per spostarla.
Scende dalle scale lentamente, ha avuto un piccolo incidente fisico ed è un po' indisposto.
Nel frattempo però ecco sopraggiungere suo figlio.
Ci sorride: ci annuncia che finalmente vi è riuscito, è riuscito a produrre un combustibile non inquinante per auto, e ora ce lo dimostrerà.
Riempe il serbatoio e via! Funziona davvero.
Eppure io so che c'è qualcosa che non va, e che presto la sua auto salterà per aria.
Cerco in ogni modo di avvertire gli altri: bisogna dirlo a lui, e dobbiamo stare attenti anche noi, il pericolo è per tutti. Nonostante i miei sforzi, nessuno mi da retta: alla fine vedo mio cugino svoltare a sinistra - e so che sarà l'ultima volta che l'avrò visto.
Dopo poco infatti sento un botto netto, come temevo.
Noto che mio padre guida molto velocemente per le viuzze strette della nostra città.
Gli chiedo di rallentare: lui ride e mi dice, bonariamente, che mi sono abituato troppo alle regole e all'ordine della città in cui vivo ora. Quando passiamo a tutta velocità per una piazza, un autovelox ci pizzica. Lui non sembra comunque preoccuparsene, e minimizza l'accaduto. Rivedo i luoghi della mia giovinezza in quel viaggio in auto, che si conclude su in cima a quella lunghissima via in salita che, diramandosi dal cuore del nostro quartiere, porta in alto, nella zona industriosa che giace, ormai abbandonata e piena di ruggine, lungo il corso del fiume.

In un altro sogno sono con mia madre.

Stiamo parlando con un vecchio prete di scandali politici e corruzione che lo riguardano da vicino. In qualche modo, degli affari di cui si occupa, sono, anche se non direttamente, coinvolti in inchieste giudiziarie. Si parla di appalti truccati, malversazione e così via.
Non mancano i riferimenti ai soliti usi politici della giustizia, alle toghe rosse e ... beh, il canovaccio lo sapete bene. Io gli do corda, per calcolo, mia madre anche, per innata prudenza e senso del potere. Il prelato usa un lessico semplice e diretto, si rivolge a me dandomi del tu e chiamandomi per nome. Stiamo parlando su un pianerottolo, tra due rampe di scale. D'un tratto, ecco arrivare un secondo prete: rubicondo, allegro, di mezza età. Si salutano. Hanno pareri discorsi: se il vecchio è convinto che sia tutta una montatura, l'altro non esclude che qualcosa di marcio ci possa essere. Non intende certo colpevolizzare l'anziano pastore, ma neppure in toto la magistratura. Io do corda ad entrambi.
Arriva il momento di congedarsi.
Entriamo in ascensore.
Mi metto gli auricolari - 'voglio ascoltare un po' di musica'.
Ma non è musica quella che ascolto.
Ho piazzato una cimice sull'abito del vecchio prete.
Sono un agente di polizia, incaricato di approfondire le indagini.
Sentiamo i due prelati, questa volta a una voce sola, all'unisono, complottare, architettare trame bizantine pur di sbrigare la matassa: il fine è lo stesso, tutt'al più cambia, di un poco, il mezzo: il vecchio vuole uno scontro frontale, il giovine sacrificare qualche pedina per contentare i poveracci che credono a queste cose.

2 comments:

  1. I tuoi sogni sembrano film. Hai mai pensato di unirli tutti in un libro? io lo comprerei.

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  2. Mi hai fatto venire vertigini con i tuoi sogni... hai un buon legame con il tuo inconscio.

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