Thursday, 11 February 2010

Un lieto ricordo

Oggi mi è venuto in mente anche un altro episodio buffo della mia vita.

Mi sono reso conto che non ho poi più scritto il 'risvolto positivo' di cui accenno alla fine di quel messaggio.

Da circa una decina di anni, forse anche di più, sono iscritto a una mailing list 'focusing on my disease'.
La maggior parte degli utenti vive negli Stati Uniti - molti sono attivi spesso, arrivando a scrivere quasi ogni settimana.
Io, viceversa, partecipo piuttosto raramente.

Si scrive di temi alle volte leggeri - una catena di negozi di vestiti per gente un po' piu' alta e piu' magra della media, il meeting, che quest'anno verrà tenuto in Florida (dico un nome a caso), l'ammissione a Cambridge di un proprio figliolo ... e poi d'improvviso ti trovi a leggere del male vero e proprio.
Non è una lettura allegra quando si tratta del dolore cronico, della fatica, dei limiti, della morte prematura di un'adolescente, del bollettino medico di un amico, il cui intervento, critico, è andato male, e che si sta spegnendo lentamente.

Ho ritrovato spesso in queste parole una rappresentazione troppo autentica del mio passato per non sentirmi parte di quel dolore - vi ho intravisto quello che sarà forse il mio futuro.

Qualche mese fa una madre scrisse della tristezza di suo figlio, vittima della crudeltà altrui.
Farsi gioco di un essere umano per le sue forme prive di grazia, per le sue insicurezze, è una forma di viltà che ho conosciuto bene.

Cercai allora di consolarla, raccontando l'episodio della mia gita in montagna.
Alla fine, osservavo che io, nonostante tutto, mi ero goduto il paesaggio,e loro no.

Beh, mi fu grata di quelle parole.
Le avrebbe mostrate a suo figlio - spero che lui le abbia trovate prive dell'ipocrisia che spesso temiamo pure in chi ci ama.
Questa è la vera dannazione di chi è 'diverso' - di chi sa di poter suscitare la pena altrui.
Non ci si riesce piu' a fidare di alcuno - si teme di passare sempre per quel filtro.
E visto che suscitare pena è facile, e molto fastidioso, si preferisce essere lontani dagli altri, ricorrendo a ogni mezzo possibile: l'ironia che non permette di iniziare un discorso serio con alcuni, una secca mezza antipatia, comunque non maleducata con altri, la saggezza, la sregolatezza.

Uso tutti questi artifici, da sempre, e così ho finito per dimenticare come ci si comporta con Alice.

Hic manebimus optime ...

2 comments:

  1. La mancanza di sensibilità è qualcosa che mi colpisce profonamente. Una volta ero con una ex amica e si avvicinò a lei una ragazza con un fisico strano, sgraziata, ma tanto dolce e buona. Lei fu molto gentile con lei forse troppo, la elogiò in tutti i modi possibili. Non appena andò tenera nel suo essere sgraziata, la mia e amica si voltò verso di me e altri due amici e disse ridendo di gusto: LA 'COSA' finalmente si è levata dalle scatole!
    L'ho schifata dal profondo del mio essere...

    Una parola di conforto aiuta tantissimo, ma a patto che sia sincera.

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  2. Terrificante!
    Grazie :-)

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