Tuesday, 9 February 2010

Sogni terrificanti

Ho fatto negli ultimi giorni due sogni tra loro simili e terrificanti.

In entrambi sono una sorta di semi-divinità.

Nel primo sogno, non ho coscienza esatta della mia natura.
Mi ritrovo a vestire i panni di una entità misteriosa e molto generosa: vivo in un'ambientazione agreste e antica. Mi ritrovo ospite di un ricco possidente, il quale si è accorto di me per caso, vedendomi mentre passeggiavo per strada, e dal nulla facevo comparire ogni ben di Dio: cibo, utensili, pepite d'oro.

Nella sua casa mi trattano bene, ma mi tengono quasi recluso.
Io sono comunque estremamente pacifico, indifferente a quello che mi circonda: tuttaiva, vinto dalla noia, un giorno, decido di uscire dal palazzo nel quale sono ospite.
Per me non è difficile forzare le porte, scavalcare i fossati che mi chiudevano li dentro.
Una volta alla luce del sole, scopro uno spettacolo terrificante: il mio ospite utilizza i miei doni per soggiogare il prossimo: vedo le arance succose che io gli ho donato gettate con disprezzo addosso a dei prigionieri, l'oro accumularsi nei forzieri, gli attrazzi agricoli usati da schiavi frustati perchè lavorino senza sosta.

Sono vinto da una furia che non distingue tra sopraffattori e sopraffatti - penserà Dio a giudicare i morti che oggi mandero' al suo giudizio.

Mentre la terra si apre a mio comando, mentre fiamme impietose avvolgono le mie vittime, mentre la folgore incinerisce giusti e dannati, alcune donne disperate pregano perchè le divinità le proteggano e salvano.
Ecco allora accorrere diverse dee dal cielo e dalla terra. Su tutte una, mi sembra di riconoscervi Atena, cerca in ogni modo di fermarmi, ma la mia potenza è inarrestabile: nessuno riesce in alcun modo a vincere la mia follia.
Ferita e scossa, la dea sale in cielo, a cospetto del padre suo.

Ho visto Dio, il grande padre, nel sogno, o almeno una delle sue rappresentazioni.

E' una figura geometrica: l'unione di due piramidi rettangolari, che condividono una delle basi. La parte superiore è bianca, quella inferiore è nera.

Ascolta la preghiera della sua figlia prediletta, quindi parla.

'Ho voluto mandare mio figlio in terra. Ha tutti i miei poteri, in egual misura dei miei, per questo non siete riusciti a fermarlo. L'ho pero' privato della mia conoscenza e pietà. le sue sono le stesse dei mortali. Non sa di essere un Dio. Volevo vedere come gli uomini si sarebbero comportati avendo a disposizione quel Dio che tanto pregano nei templi.'.

Nel secondo sogno mi ritrovo in una grande sala riunione.
C'è una persona che conosco, un mio collega tedesco che non parla italiano, e molti altri italiani. Parliamo italiano, e mi spiace per il mio collega che non capisce.
Siamo stati convocati in modo bizzarro: non ci conosciamo l'un l'altro, ma in qualche modo chi ci ha convocato si aspetta da noi grandi doti di saggezza o conoscenza. Ci viene consegnato un foglio, e ci è chiesto di indicare il nome di un architetto, un designer, purchè giovane ed emergente, per arredare il palazzo di un grande signore. Io sono inorridito. Ma come, chiamate me, un fisico, per darvi il nome di un architetto? Ma che ne so io?
Tutti nella sala mi deridono: sono tutti figli di papa' elegantoni e sprezzanti degli abiti miei e del mio amico, che non capisce un'acca di quello che sta accadendo e viene preso in giro da tutti i presenti.
Tra me e me penso che prima la finiamo meglio è: sul mio foglio scrivo il nome di un amico, effettivamente è un buon architetto, ha poco piu' di 30 anni.

Si passa a leggere i biglietti: tutti hanno indicato nomi altisonanti e pretenziosi: ma non di architetti. C'è chi ha indicato Valentino, chi Armani, chi Tronchetti Provera.
Quando leggono il mio, scoppiano a ridere.
Io faccio presente, con piglio severo e spazientito, che il mio, almeno, è giovane ed è architetto.
Il tizio chiamato a raccogliere le nostre idee in effetti mi chiede piu' informazioni - io gli dico chiaro e tondo che comunque non è sensato chiedere di un architetto a me.
Il tizio comunque sembra interessato.

Se ne va.

Nella sala rimaniamo noi 'consulenti'.

Questi iniziano a insultare e minacciare, mi sembrano decisamente strafatti.

Chiedo al mio amico di abbandonare la sala.

Esce nell'indifferenza.

Mi alzo in piedi, li osservo uno ad uno.

'Ok, facciamola finita'.

Guardo le pareti, il soffitto.
Chiudo il pugno - e come le mie dita si contraggono, quelle pareti si sbriciolano, seppellendo quella mandria di imbecilli.

Anche in questo caso, la mia rabbia sembra inarrestabile.

Vedo attorno a me altri edifici.
Ad uno ad uno, li faccio crollare tutti.
Mentre cammino tra le macerie, noto che un palazzo è ancora in piedi.
Li vicino un ragazzo dall'aria divertita che mi guarda senza dire nulla.
Volando, salgo sul tetto di quell'ultimo edificio.
Mi libro in aria per pochi secondi, raccolgo le mie energie e mi lascio cadere sul soffitto.
Che strano, non succede nulla.
Il ragazzo richiama la mia attenzione.
Mi dice che quella è una biblioteca.
Respirando profondamente alzo gli occhi al cielo e dico 'Ho capito grande padre'.

9 comments:

  1. Sono sogni complessi e molto articolati, mi sarebbe sempre piaciuto saper interpretare i sogni ed essere in grado di ricevere i loro messaggi dall'inconscio.

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  2. Forse e' tutta una questione di angosce personali e molto profonde che non riesci in alcun modo a cacciare fuori e quindi ti rincorrono nei sogni...

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  3. Perché hai tanta voglia di potere? :)Perché vorresti poter cambiare la natura degli uomini?
    Lo sfondo è uguale, anche se le circostanze e i personaggi cambiano, in entrambi i sogni.

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  4. Grazie Vittoria del tuo commento: i miei sono sogni grezzi, un po' confusi: li scrivo qui proprio per cercare un'interpretazione.
    Alcuni dei miei sono comunque talmente assurdi che non li racconto neppure.

    Cara Eva: chi lo sa! Io non penso di avere angosce, ma piuttosto rabbia per i doni sprecati.

    Cara Selene, non credo sia voglia di 'potere' fine a sè stesso - invece secondo me hai proprio centrato il punto nella seconda parte del tuo commento, ovvero la volontà di cambiare la natura degli uomini.

    Dici bene: lo sfondo è uguale - io ci vedo pero' non la smania di potere, quanto appunto la rabbia per un'umanità un po' sciocca e crudele - rabbia che poi sfuma nella violenza, che pure io detesto.

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  5. Il secondo sogno mi piace: mi fa venire in mente un super eroe! Super Gio, mica male eh?

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  6. Secondo me c'e' tanta rabbia, in questi sogni, rabbia che e' racchiusa in te. C'e' l'inconscia sensazione nel secondo di essere sottovalutato, di voler dimostrare quello che si e' realmente, oltre le barriere di aspetto e culturali. La tua parte "diversa", ingenua, l'amico tedesco, e' allontanata quando decidi di renderti giudice ed esecutore nei confronti di chi ti ha aggredito. Forse c'e' una voglia, sempre inconscia, di dimostrare che si e' piu' forti di quello che gli altri credono, che si puo' essere anche un pericolo per loro, e tuttavia la paura di non sapere sfruttare questa energia una volta che e' stata lasciata "libera".
    Entrambi sono una richiesta inconscia di riscatto sociale.
    Detto questo, il primo sogno potrebbe essere anche quello di Zalmoxis, e forse e' nato anche grazie al tuo personaggio.
    Detto anche quest'altro, smettila di mangiare pesante e tardi.
    E quest'ultima e' l'unica frase che dovresti prendere seriamente di tutto il mio commento! ;)

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  7. Prendo nota ;-)
    Grazie!

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  8. AnonymousJune 14, 2010

    il materiale del sogno mi sembra talmente articolato e ricco da sfiorare i deliri e le allucinazioni dello schizofrenico....a meno che non sia totalmente o in parte inventato
    Saverio

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  9. A questo punto quasi quasi vorrei fosse inventato .. ma in realtà sono autentici in grandissima parte entrambi ;-)
    A presto!

    Gio

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