Sunday, 21 February 2010

San Remo e l'Italia

Non ho visto il festival, non lo vedo da quando ero bambino e vivo felice.

Degli anni passati, ricordo su tutte una canzone, 'Perdere l'amore', di Massimo Ranieri.
Avevo forse 10 anni, e il verso 'spezzerò le ali del destino' mi è rimasto in mente da allora, simbolo della guerra permanente che dobbiamo combattere per non soccombere alla nostra stessa vita.

Leggendo Repubblica o il Corriere di questi giorni, ho però saputo della partecipazione di un trio impresentabile (Pupo, Filiberto e un cantante lirico di cui per rispetto nei confronti della musica non voglio neppure conoscere il nome). Ho avuto il coraggio di ascoltare il loro pezzo 'Italia amore mio' su youtube.

Un'accozzaglia di ridicoli luoghi comuni, frasi fatte, miste a un orgoglio penoso di virtu' inconsistenti e che quindi, se pure fossero sincere, sarebbero risibili lo stesso, s'accompagnano, in questo aborto, a una prestazione canora nauseante. Filiberto soprattutto, oltre ad avere l'estensione di un timpano batavo e il timbro di un reduce della guerra di Crimea con severa raucedine, recita in modo veramente non credibile la parte del vate, dell'estensore di grandi concetti, del saggio che tutto in sè comprende e magnifica. A pugno chiuso, lui 'crede'.

Quando a 'credere' s'associa 'nostro' o si intende 'sciocchezza', o 'vaniloquio' volto a confondere. In questo caso, eccezionalmente, si intendono le due cose allo stesso tempo.

In questa farsa, in questo universo parallelo, l'accompagnamento, anonimo e in secondo piano, dell'ottima orchestra.

Ho letto anche delle proteste degli orchestrali, ho visto gli spartiti gettati sul palco, la conduttrice - mio dio che donna orribile - protestare, e parlare di 'sovranità' del televoto, o qualcosa di simile.

Ho avuto la nausea.

Non è normale che ci si comporti così, lo so bene.

Sono rimasto infastidito dalla reazione dei musicisti, eppure li capisco benissimo: ultimi rimasti a rispettare qualcosa, primi ad essere usati, come sopportare un simile stato di cose?
Io non l'ho fatto, ma non ho scelto la protesta plateale, che non fa, secondo me, che dare fiato alla tromba dei putridi 'garanti dell'ordine'. Io me ne sono andato da un paese che ormai, secondo me, è perso.

Questo episodio è lo specchio dell'Italia.

Chi vale, spesso, agisce nell'ombra, ed è di servizio a delle affabili nullità, che in questo deserto culturale, in questo paese inebetito quando non disgustato, profitta del potere 'sovrano' che ormai è amministrato da chi risponde ad istinti bassissimi.

Il problema non è Filiberto, il problema sono i milioni di decerebrati che alimentano questo sistema di cannibalimo.

PS: l'immagine di Miles è per riequilibrare un po'.

5 comments:

  1. sono d'accordo e l'ho scritto...ma non sempre andarsene è la soluzione migliore.Bisogna 'lottare' e anche questi post a iutano...aiutano a squarciare il velo, troppo a lungo calato sul sipario della nostra società.

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  2. Ciao Nicole, ci ritroviamo anche qui. :-)
    Senti avrei una cosa da chiederti ma ti pregherei di non prenderla come una polemica perche' la mia e' sincera curiosita' e riguarda la tua reazione a questo scritto di Gio', dove se la prende in qualche modo con gli italici, dicendo parole come "in questo deserto culturale, in questo paese inebetito quando non disgustato, profitta del potere 'sovrano' che ormai è amministrato da chi risponde ad istinti bassissimi. Il problema non è Filiberto, il problema sono i milioni di decerebrati che alimentano questo sistema..."

    Ecco, perche' gli stessi concetti scritti da me ti fanno reagire in modo leggermente diverso?
    Mi pare che tu tenda ad assolvere (per usare un termine usato in questi giorni), piu' Gio' di me per i termini usati contro l'Italia.
    Dipende forse dal fatto che consideri lui italiano, e quindi con il diritto di poter criticare il proprio paese mentre io, dichiarandomi magiara, non lo avrei?

    Guarda, Nicole, la mia non vuol essere critica o uno spunto polemico, te lo giuro; e' che davvero sono interessata a comprendere il perche' delle cose.

    Buona serata. :-)

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  3. Ecco, io non ho avuto neanche il coraggio di ascoltare il pezzo su youtube, il disgusto era gia' troppo forte prima! Filiberto che canta "Italia amore mio" e' una presa per il culo bella e buona (scusa il termine), e puzza di provocazione marcia da tre miglia. Dovave secondo me servire, appunto, solo come provocazione per fare ascolti, ed ecco che alla fine gli danno il secondo posto. Non ho visto la scena dei musicisti che stracciano gli spartiti, e forse proprio per quello sono scettica, e mi vien da pensare che sia anche quella una scena fatta a bella posta. :P
    Per ricollegarmi al vostro discorso, da italiana all'estero GODO del fatto che posso accendere la radio in questo periodo senza essere obbigata a sentire solo quello che viene passato a San Remo! :P

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  4. Cara Nicole, io non ho forze per questa lotta, ma tanto di cappello a chi la combatte :-)

    Klarissima, l'unica differenza APPARENTE che vedo tra me e te a riguardo dell'Italia è nella tristezza che ne sentiamo. Ma Nicole saprà confermare o rigettare questa mia idea.

    Cara Colei che ...vedere quel video mi è costato, lo ammetto.
    L'impotenza di fronte alla volgarità senza pari di quella nullità è sfinente.
    E a poco vale il fatto che è talmente ridicola da strappare un mezzo sorriso: se penso a cosa, 10 anni fa, era accettabile e non accettabile, in televisione, nel sentire comune et similia, e proiettiamo in avanti un andamento simile a quello passato, ho i brividi.

    A presto :)

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  5. io sono più incazzata di voi due. Riguardo Klarà vorrei solo sentire anche qualcosa di buono...C'è un Ialia che è stufa, non sta solo a guardare.
    Riguardo a te Gio...si, preferisco 'lottare'ancora...anche se sinceramente comincio ad essere stanca.

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