Monday, 15 February 2010

Quod non fecerunt barbari ...

Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini - Cio' che non fecero i barbari, lo fecero i Barberini.

La famiglia Barberini fu una delle piu' influenti del barocco italiano.

Benchè d'origini toscane, solitamente è ricordata per la sua opera di mecenatismo a Roma, che i Barberini abbellirono in molti modi, specialmente durante il papato di Urbano VIII.

Alcune delle piu' splendide opere d'arte del Barocco romano sono riconducibili a questa famiglia, eppure, oggi, i Barberini sono anche ricordati per essere stati tra i piu' grandi saccheggiatori d'opere d'arte dell'antichità - quello che era vestigia di un passato splendido, irripetibile e per certi versi partecipato dal popolo nella sua interezza, fu usato per scopi personali, per accrescere il proprio prestigio e potere.

Un tema sicuramente controverso: è sbagliato associare a questa famiglia solo uno dei due aspetti (il mecenatismo e il saccheggio),: vanno accettati entrambi come coesistenti.

L'amore per l'arte, alle volte, puo' essere superato dalla brama della medesima, cosi' come l'amore per l'altro dall'amore per sè stessi.

Quello che voglio intendere è che la capacità di amare che possiamo intendere nel prossimo, una delle qualità piu' preziose e sacre in assoluto, alle volte, temo spesso, non è sufficiente per avvicinarlo al nostro ideale di amante.

6 comments:

  1. la capacità di amare che possiamo intendere nel prossimo, una delle qualità piu' preziose e sacre in assoluto, alle volte, temo spesso, non è sufficiente per avvicinarlo al nostro ideale di amante

    Essi', hai proprio ragione.
    Anche io ho mi sono trovata di fronte a questo, a volte.
    Ma forse, molto piu' spesso, ho deluso le aspettative di chi mi credeva perfetta.
    Purtroppo il mio carattere non ha niente a che fare con quello con cui molti in Italia tendono a stereotipizzare per una donna ideale, sempre dolce, paziente, incline al perdono ad ogni costo, disposta a farsi massacrare piuttosto che dire una frase fuori posto.
    Appaio dolce e remissiva, e forse lo sono anche, per lunghi periodi posso anche accettare, fino a quando qualcuno, pero', non invade la mia sfera intima calpestandola senza alcun riguardo, oppure togliendomi quel rispetto che a tutti, indistintamente, io do.
    Quando cio' avviene cambio atteggiamento. E' una cosa improvvisa che scatta dentro di me come una molla. Non ho il potere di fermarla.
    Offro la mia guancia due volte soltanto. La prima e poi, cristianamente, la seconda/ Alla terza pero' divento cattiva.
    Ora, io non so se questo significhi non avere capacita' di amare, ma non ho in prospettiva di diventare santa, per cui preferisco far uscire le emozioni piuttosto che tenerle compresse dentro e frustrarmi facendomi prendere a calci ovunque ma sapendo di essere considerata buona.
    Ma questo cosa c'entra col tuo post? Come sempre sono andata fuori tema ed ho vanagloriosamente parlato di me stessa. Scusami.
    Buona giornata. :-)

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  2. Klarissima, in effetti sei andata completamente fuori tema, ma sei sempre benvenuta :-)

    Ogni volta che vedo, via mail, che hai lasciato un commento mi precipito a leggerlo - e non scrivi mai vanagloriosamente lo sai.

    Ti seguo pero' volentieri in questo fuori tema: siamo molto simili per quanto riguarda la pazienza e l'insofferenza per chi calpesta i nostri principi, anche se abbiamo diversi modi di manifestarla.
    Io sono spesso immediatamente nauseato dalla volgarità, dalla stupidità, dalla crudeltà altrui.
    Nella mia vita l'ho subite spesso - e ho visto che non si puo' vincere, perchè è proprio connaturata a certe persone - d'ogni censo e cultura - i 'Barberini' esistono. Di piu': ho notato che il contatto con i peggiori, MI degradava verso il loro squallidume.
    Prima ho incontrato un collega italico in corridoio.
    Abbiamo scambiato 4 chiacchiere di mestizia sul nostro paese, imbarbarito dalla cupidigia, dall'esasperazione degli animi della gente che è l'unico terreno in cui i nostri potenti possono pascolare pacificamente. Io ricerco la lucidità, la serenità di giudizio: la nobiltà in chiunque mi sta accanto.
    Tra le tante cose che di te AMO, c'è anche il modo autentico in cui vivi le emozioni - e, da amico, so che per questo soffrirai molto mia carissima.
    PS: tu sei dolce, e non appari mai remissiva ;-)
    A presto, mia carissima Amazzone.

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  3. PS: scusa i typos nel messaggio, ma non sono in forma perfetta ;-)

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  4. Tu e Klara mi avete dato l'idea per un post. Sono molto simile a lei , ma anche a te nel modo di pensare...
    Tocchi temi sempre molto profondi.

    La libertà di essere se stessi si paga con un prezzo spesso molto alto...ma non potrei mai rinunciarvi.

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  5. Beh Nicole, allora chiudiamo il cerchio: l'ispirazione a questo post è stata l'immagine di un tuo recente messaggio ;-)
    Ciao!

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  6. sinceramente io non trovo così contrapposto il mecenatismo dal saccheggio poichè io concepisco l'amore il senso lato come desiderio di possesso, che sia verso un essere umano o un oggetto, in questo caso, d'arte.
    Ogni cosa che ci piace desideriamo farla nostra e nello stesso tempo promuoverla affinchè anche gli altri ne producano per la nostra delizia o sollazzo nei vari casi.
    Perciò sempre il tutto è finalizzato al compiacimento di noi stessi che sia sessuale o idilliaco o filosofico ecc.
    Non ti stupire delle debolezze dell'uomo perchè sono proprio esse che in alcuni uomini si distinguono particolarmente e perciò li fanno grandi.
    Questo è un controsenso!!!!

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