Monday, 22 February 2010

Quando sarà primavera

Quando sarà primavera saliro' fino in collina in moto, nelle lunghe giornate che non finiscono quando esci dal lavoro e che ti convincono che non puo' esaurirsi battendo i tasti su una tastiera la tua esistenza.
Parcheggero' al solito posto, vicino la fermata del tram che porta allo zoo.

Se alzi gli occhi al cielo, di tanto in tanto, capita vedere in volo uccelli enormi e un po' esotici, e ti viene da pensare che per certi esseri non esiste altra gabbia se non la vita stessa, i bisogni quotidiani del corpo: perfino i desideri piu' puri dell'anima alle volte mi sembrano siano null'altro che un tributo data pagarsi alla nostra imperfetta natura.
Mi piace perdermi lungo quei ciottolati, essere ancora nel bosco quando già è scuro, e si avanza lentamente, che pace, cercando d'orientarsi piu' con l'udito che non con la vista.
Oggi sembra già d'essere in primavera - l'azzurro del cielo è piu' limpido quando segue un inverno lungo e freddo, e il cielo sembra piu' sconfinato quando non è schiacciato a terra dalle nubi, non trovi?
La neve si sta sciogliendo, ne rimane giusto un po' negli angoli piu' bui delle strade, dove non arrivano direttamente i raggi del sole. Quei cumuli di neve indurita, anneriti dallo smog, scivolosi e sporchi, si scioglieranno solo se la primavera durerà abbastanza a lungo.
Potrebbe essere la prima volta che affronto la primavera senza desideri che riguardino altre persone, senza inquietudini che esulino da quelle alle quali do del tu da sempre, e che ormai sono parte del mio carattere e non delle mie paure.
Tutto mi appare, sia se ridimensionato o ingigantito, al suo posto se lontano da me: Alice, il cui futuro non smette di starmi a cuore è Alice perchè remota da me; Silvia, riemersa per un istante, è già tornata negli angoli inaccessibili della mia mente, tanto a me aliena da non comparirmi neppure nei sogni.

I lunghi pomeriggi, passati ad ascoltare musica, leggere, scrivere mi sembrano trovino la loro sintesi tra le quattro mura di casa mia, e che ogni tentativo di coinvolgervi qualcuno, sentito come necessario in passato, desiderato un tempo, sia oggi un po' sciocco.

Per anni avrei voluto sapere il tuo parere su quell'aria, su quel libro, su quella piccola frase. Oggi mi sembra d'essermi allontanato tanto dal sentire comune delle persone, che mi vado convincendo che null'altro se non fraintendimento potrebbe generare la condivisione di qualsiasi cosa.

Potendo tornare indietro di 10 anni, mi comporterei diversamente.
Avrei piu' fiducia negli altri, meno timidezza - Alice va incontrata quando ti stai formando , non quando sei troppo radicato e inselvatichito.

La mia non è sfiducia, nè rammarico. Sto bene, ma la curiosità resta.

Cercala finchè puoi!

4 comments:

  1. Quando verrà la primavera ho in programma di perdermi...

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  2. curioso, mentre leggo il tuo post sento il canto di uccellini dalla mia finestra e sembra vengano dal tuo blog.... baci

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  3. Come ti capisco...la solitudine è il mio ambiente naturale.

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  4. Cara Dautretemp,

    parafrasando una frase di non so quale film, mi viene da pensare che perdersi è il primo passo per trovare un luogo che non si conosce :-)

    Cara Marisa: Cecilia Bartoli è CLAMOROSA, te l'ho già detto?

    Cara Selene, per prima cosa ti invito a passare sul blog di Marisa e ascoltare Cecilia Bartoli (il suo messaggio di domenica 21).
    La solitudine ...
    Non conta quante persone abbiamo incontro, quanto ci siano care: la nostra capacità di interrogare noi stessi, di confrontarci con l'asprezze della vita, il dolore, consiste proprio nell'isolarci dagli altri, e affrontare senza armature l'immagine allo specchio dei nostri problemi e delle nostre debolezze.
    Proprio questa attitudine, che ho iniziato a sentire familiare da adolescente, mi ha portato ad essere solo anche in senso lato.
    A presto :-)

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