Tuesday, 23 February 2010

Le patatine fritte

Chiacchierando oggi con un'amica, mi è venuto in mente un episodio della mia tarda adolescenza.

Ero al primo anno di università.

Passai quel primo anno a Milano, in un appartamentino in Via Moretto da Brescia - in zona città studi, un quartiere molto tranquillo: le strade, deserte nel tardo pomeriggio e di sera, non erano certo quelle frenetiche del centro; le vetrine non erano di negozi alla moda, ma di oneste botteghe e piccoli mercati.

Ricordo una gastronomia, gestita da dei fratelli bergamaschi, i molti panifici, le pizzerie ... dove dei ragazzi alle prime armi con fornelli e forni cercavano di che placare la fame, o ispirazione per i primi esperimenti culinari.
Ho un buon ricordo di quel primo anno, passato con mia sorella: lei frequentava al mattino, io nel pomeriggio. Alle volte mi veniva incontro, la sera: era buio, e io alle volte mi perdevo in quei 300 metri di strada.
Era bellissima.
Sorrido alle nostre tenere ingenuità: dal nostro terrazzo guardavamo, nel palazzo di fronte, due fratellini giocare come dei pazzi, con la stessa vivacità che avevamo avuto noi. E pensavamo di essere grandi.
Per qualche mese andammo' avanti a schifezze, ma la pizza iniziava ad essere insopportabile, e tutti quegli snacks da bar immangiabili.

Avevo dei progetti molto ambiziosi in mente.

Approfittai di un giorno in cui la mia cara sorellina non c'era.

Un professore, a lezione, ci aveva raccontato un aneddoto su Enrico Fermi.
Il giovane Enrico, pare, era solito chiedere ai propri studenti di immaginarsi un esperimento per poter stabilire quando l'olio, quello da cucina anche, scaldato dal fuoco, arrivasse a 100 gradi.
La risposta era semplice: metti una patata nell'olio: quando l'acqua contenuta nella patata inizia a bollire, si è a 100 gradi.
Fermi è stato uno dei massimi fisici della storia - infatti vinto il Nobel se ne ando' negli USA, visto che in Italia ... vabbè, lo si sa.
Fu un ottimo fisico sia teorico che sperimentale - l'ultimo, si è soliti dire, che eccelse in ambodue i campi.
Al primo anno di Fisica, tra autovalori e operatori Hermitiani, ci sentiamo tutti un po' sotto pressione: siamo ansiosi di imparare, eppure un po' intimoriti.
Io avrei avuto una deriva teorica - e vi raccontero' un giorno cosa capita quando mettere due teorici in un laboratorio - pero' a quei tempi volevo ancora cercare di 'applicare' qualcosa. Diciamo, meglio, che volevo dimostrarmi capace di essere anche 'fisico sperimentale'.
E mi piacevano le patatine fritte.
E sono un po' distratto.

Passo al mercato - prendo le patatine e una bottiglia di olio.

Salgo le scale emozionato.

Apro la porta di casa, accendo il fornello taglia MAGNUM.
Padellona, la colmo d'olio e la metto sul fuoco.
Passano i minuti.
Umh ... non posso fare a meno di notare qualcosa di strano.
La padella emette dei sinistri ticchetii metallici, come se sottoposta a tensioni estreme che ne alterano la forma di tanto in tanto.
Dling. Ting.
Ops ... che vedo!
Le patatine sono ancora nella loro brava scatola, nel congelatore.
Qui disconosco me stesso come essere umano e mi riconosco come essere privo di buon senso vinto dal furore che devono avere avuto certi alchimisti alla ricerca forsenntata della pietra filosofale.
Prendo una forchetta.
La immergo nell'olio.
Carbonizzata all'istante.
Spengo cautamente il fuoco.
Tlong, Tlang ...
Ok, la vita è breve.
Penso tra me e me che c'è una sola occasione in vita di vedere il fungo atomico senza dover temere radiazioni - questa è la mia sola occasione!
Si, sono io quello che prende un bicchere, lo riempe d'acqua E ne lascia cadere un po' sulla padella.
Uno spettacolo notevole.
Ne è valsa la pena.



Apro tutte le finestre. Il puzzo d'olio è tremendo - ne sono intriste le tende, la cucina è un disastro - e già mi immagino le domande di mia sorella al suo ritorno.

Beh, non si accorse di nulla.

Quella sera, nella mia cucina, ricreai le condizioni del Big Bang.

4 comments:

  1. Mai provato le ciabatte al forno?

    Quando lavavo le espadillas, quelle ciabatte di corda, avevo l'abitudine, per accorciare il tempo di asciugatura, di scaldare il forno e metterle dentro. Ho un forno in cantina e lo usavo per fare quello.

    Una volta mi sono dimenticato di avercele messe e ho lasciato il forno acceso. Ero di sopra e ho sentito un odore strano.
    Apro la porta della cantina e...la nebbia è trasparente al confronto del fumo che c'era.
    Fazzoletto bagnato sulla bocca, ho faticato a trovare il forno.
    Ho aperto tutto...Il fumo che Usciva!
    Per fortuna che era gia buio, altrimenti arrivava Bertolaso e dichiarava lo stato di emergenza per attacco con i gas.

    Erano diventate belle le ciabatte. Sembravano delle ciabatte scrostate da una mummia. Avrei dovuto tentare di venderle a qualche museo.

    Ciao

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  2. Ho avuto a che fare con i fornelli non a fiamma ...
    Ecco, dimenticarvi sopra un panno non è bene ...

    Ciao :)

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  3. appartamentino in Via Moretto da Brescia

    Ma io e te ci saremo senza dubbio, almeno una volta, incrociati senza saperlo! ;-)

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  4. Io abitavo vicino Gorini ...
    ci sono ripassato oggi con google street, penso fosse il civico 32 o giu' di li :-)
    Primo anno all'ISU, lezioni dalle 2 alle 6 del pomeriggio.
    Mi sembra un'altra vita.

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