Wednesday, 3 February 2010

Il sacro e la bellezza

Ho riletto quanto scritto ieri.

Faccio riferimento spesso al 'sacro', senza definirlo davvero.

E' facile connotare una parola in modo particolarissimo in virtu' di un semplice legame che solo noi vediamo tra il suo valore denotativo, condiviso da tutti, e delle accezioni specifiche cui noi attribuiamo grande valore. Facciamo i salti mortali nelle nostre teste alle volte.

Una definizione di 'sacro' recita:

Dedicato a Dio o agli dei; che riguarda la religione e il culto

Ma è evidente che io intendo qualcosa di diverso, in cui non c'è spazio alcuno per Dio, la religione o il culto.
Sono andato a ritroso - ho cercato di ricostruire, partendo dal mio concetto di 'sacro', un percorso che portasse a questa idea comune.

Innanzitutto: io intendo 'sacro' qualcosa per il quale si puo' accantonare la ragione.

Per una persona sicuramente razionale, analitica e pure un po' rompipalle come me, vi garantisco che mettere la museruola alla ragione non è qualcosa di semplice, e accantonare questa grande componente di me stesso è qualcosa che sempre piu' raramente riesco a fare con naturalezza.

L'amicizia, ad esempio, è sacra, e oggi non credo di avere molti amici proprio perchè troppe volte mi sono sentito chiedere consigli molto intimi. 'Gio, tu che sei cosi un buon osservatore e vai subito al nocciolo delle cose, cosa ne pensi di ...' suona per me come un 'Gio, smetti per un istante di essere mio amico e torna ad essere un calcolatore'. Il bello è che io mi considero un pirla, e avverto sempre i temerari che vogliono il mio aiuto ('Scusa? Ma sei sicuro di voler chiedere a ME un consiglio?').
Sono felice di aiutare le persone che amo, e sono sicuro che queste parole che sto scrivendo verrano fraintese. Io non mi rammarico minimamente delle loro richieste, e quando mi sento dire un 'grazie' capita anche che vada a dormire sereno, e che per una volta abbia l'impressione che la mia giornata non sia stata del tutto inutile. E aggiungo sempre un convinto 'quando vuoi chiamami, la prossima volta avvertimi prima dei tuoi problemi cazzone'. Ma è cosi' che l'amicizia scivola via, e prende il suo posto un sentimento diverso - una sorta di amore, quasi paterno direi. E' da un po' che mi frulla in testa questa idea dell'amore paterno, devo rifletterci un po' su ancora.

Ok, la vita è difficile, lo so io, lo sai te e non possiamo barare. Amici.

Ecco, a questo punto ho capito.

Ho trovato il legame tra il mio sacro e Dio - è racchiuso in una frase latina di dubbia origine, attribuita solitamente a Tertulliano, un tizio di cui non so nulla.

Credo quia absurdum est
Credo poichè è assurdo

Gio senza la sua razionalità è proprio il nulla, ma è proprio li che vorrei incontrarti. Spesso quanto conosco una persona che vorrei amica la metto in guardia - io sono allergico ai numeri maggiori di due. Aggiungo poi che a volte sono allergico anche ai numeri maggiori di 1, e perfino di 0 quando proprio sono a tu per tu con il satanasso.
Il motivo è proprio questo.
Nei rapporti umani piu' intimi io non voglio essere obbiettivo, equo, giusto, ago della bilancia. Tutte cose nelle quali riesco discretamente bene e che detesto - ne ho la nausea. Ecco allora che se siamo io e te, potremo avere il nostro linguaggio unico e irripetibile, nostro e solo nostro. Le nostre folli intuizioni, i nostri ritmi lenti o frenetici, qualsiasi cosa purchè non contaminata. Il mondo la fuori non esisterà - non esisterà nessuno, neppure i nostri altri amici coi quali avremo lo stesso rapporto. Una simile premessa potrebbe sembrare l'inizio di una relazione ossessiva, in cui possesso e gelosia, a tinte oscure, disegnano sulla tela i tratti di un incubo.

No, per nulla.

Non conosco la gelosia, e sono le persona meno possessiva del mondo.
Ristoro dell'anima, dimensione parallela in cui null'altro entra se non io e te.

Non ho idea di come sia finito a parlare di questo.
Un'occhiata al titolo e mi ricordo che voglio parlare della bellezza.

Ieri sera l'ho vista.

C'è una ragazza che conosco da anni ormai - vi ho scambiato comunque poche parole, la vedo raramente. Non l'ho mai trovata graziosa - per quanto varii amici viceversa la descrivessero sempre come una gran bella figliola. Ieri sono passato, quasi per caso, a salutare un amico - un suo collega. Lavoravamo vicini fino a qualche mese fa, poi ci siamo trasferiti, e solo in poche occasioni mi capita di tornare dalle sue parti - ogni volta provo a passare dal suo ufficio per salutarlo.

E' tardi, i corridoi sono deserti, molti uffici già chiusi.
Il silenzio è giusto rotto dal ronzio di qualche strumento scientifico.
Ecco, quello è il suo ufficio.
La porta è aperta.
Entro.
Lui non c'è, vedo una ragazza e un ragazzo che non conosco.
Mi avvicino, chiedo del mio amico.

Ora che sono piu' vicino vedo un volto dolcissimo e triste, capelli un po' in disordine, e gli occhi di chi forse sta per piangere, o ha appena finito.

Mi dice che Luca non c'è.
E' lei.
Non l'avevo neppure riconosciuta.
Le chiedo, 'ma tu sei la ragazza che lavora qui?' e mi risponde 'Si, sono io'.
Non penso che dimentichero' in fretta la sua voce.

Ecco, era bellissima.

19 comments:

  1. Ciao, e' la prima volta che scrivo un commento sul tuo blog. Mi e' piaciuto moltissimo e condivido molti dei tuoi punti di vista. Innanzitutto, adoro Monica Vitti. Per me e' l'immagine della bellezza, dell'eleganza, dell'emotivita', del senso dell'umorismo e della vita stessa.
    Condivido anche il tuo concetto di "sacro" che per ognuno assume poi connotazioni e immagini individuali.

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  2. Monica Vitti ha un fascino unico e una voce che è impossibile non ascoltare, quando la si senta.
    Grazie e benvenuta :-)

    Gio

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  3. Sì .. la bellezza per me è come un giardino segreto, il proprio giardino segreto, è sacra anche lei come l'amicizia..cercare di renderla tangibile sarebbe profanarla .
    Mi è piaciuto molto come hai descritto l'incontro cone la ragazza e la scoperta della sua bellezza ..senza nemmeno averla vista sembra anche a me bellissima !

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  4. No, non dimenticherai in fretta la sua voce, perchè anche la voce è bellezza.

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  5. "Ecco allora che se siamo io e te, potremo avere il nostro linguaggio unico e irripetibile, nostro e solo nostro." "Il mondo la fuori non esisterà - non esisterà nessuno, neppure i nostri altri amici coi quali avremo lo stesso rapporto."

    Mi e' ritornato in mente il tuo post (ingenuo?) nel quale provavi a cercare un decalogo dell'amicizia...
    Con queste parole ti sei risposto da solo, e in qualche modo hai fissato quello che penso in proposito dell'amicizia. E cioe' che ogni rapporto tra amici e' qualcosa di unico, non inscrivibile in regole... o meglio, che vive di regole proprie, tacite e soprattutto irripetibili tra le due entita' che si considerano amiche. :)

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  6. Hai decisamente ragione :-)
    Grazie!

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  7. Cara Alessandra, non riuscirò più a vederla con gli stessi occhi

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  8. Angela, ci sono voci che catturano davvero :)

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  9. Mi hai fatto ridere con l'ultima parte del post. Sarà stata una bella sorpresa, e poi la solitudine ci rende più sensibili alle apparenze. Strano, ma anche la donna meno femminile ed attraente, è bella quando piange. E per alcune diventa uno strumento nella realizzazione dei propri obiettivi.
    Un tempo anch'io cercavo di stabilire con gli amici un "linguaggio" particolare per caratterizzare l'amicizia. Ci voleva spontaneità, creatività ed intimità. Cose che ormai non possiedo.

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  10. ed io come posso non parlare di suoni?
    il tuo orecchio, sensibile alla musica, ha colto in quella voce il suono di un dolore sommesso, il suono di una emozione, il suono del suo cuore... Bellissima!

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  11. Cara Selene, sono la persona meno fisionomista del mondo ... pensa che sulle prime addirittura mi era parso un adolescente di sesso maschile ...

    Vabbè, sono un disastro umano ;-)

    Però ti giuro che è stato uno shock - io sono entrato in ufficio non rendendomi conto della situazione di intimità, ma lei non si è vergognata neppure un istante di mostrarsi 'nuda'.

    E poi c'è di più ... anche se mi ha parlato in inglese, il suo accento è ancora fortissimo, ed è l'accento di quella lingua che sembra essere stata creata solo per essere parlata dalle donne.

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  12. Cara Marisa, è stato un po' come il flauto in un concerto di Mozart che sicuramente conosci benissimo, lasciami trovare il nome ;-) che emerge in tutta la sua tenerezza dalla mestizia dell'orchestra.

    Stupendo.

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  13. è stato un po' come il flauto in un concerto di Mozart

    Ahahahahah ... la mia sarebbe stata come una trombetta stonata. :-))
    Che fortuna quella ragazza. Io ho una voce terribile.
    Sai che ancor oggi me ne faccio un problema? Ero anche tentata di iniziare a fumare per averla piu' rauca, poi ha prevalso il salutismo. :-)

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  14. Ma Klarissima!
    Ben poche persone trovano piacevole la propria voce.
    Viva il the alla rosa, abbasso il tabacco ;-)

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  15. Quanto è bello che tu abbia pensato di creare questo blog!
    Forse non lo sai ma credo ti arrivino tanti "grazie!" di qua e di là, magari anche non detti.

    Stavolta però te lo dico:

    Grazie!

    :)

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  16. Sono stato troppo vago.

    Cerco di essere più chiaro e ti dico cosa "mi ha fatto stare bene" in questo tuo ultimo post:
    - definizione del "Sacro" (mi trova totalmente d'accordo)
    - la citazione "Credo poichè è assurdo" (è ciò che mi perseguita da tempo)
    - la descrizione che dai dell'Amicizia (che secondo me va benissimo anche per l'Amore)
    - la tua descrizione della Bellezza.

    Ciao!

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  17. Sono commosso Milo.
    Grazie di cuore

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  18. un post che è simile al fruscio della seta sulla pelle. Carezzevole dentro e fuori.



    P.S.
    Monica Vitti è stupenda, bocca, voce, espressione e anche gambe. Ho visto tutti i suoi film...tutti!

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  19. Sei sempre troppo gentile :)

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