Thursday, 28 January 2010

Pura incoscienza

Ho fatto le mie pazzie, dalle quali non so bene come sia potuto usciro tutto intero e soprattutto senza aver imparato molto.

Il motorino significava per me una cosa: libertà.
Non era quella semplicemente la prima forma di libertà che assaporavo in termini di controllo dei miei movimenti e delle mie decisioni, ma anche e soprattutto libertà dalla fatica, dai limiti imposti dalla malattia.

Non sono sicuro che saprei ritrovare quella strada - si seguiva per un certo tratto il lago, questo si, ma poi non ricordo proprio quale tragitto seguii quel giorno.

Trovavo le gallerie terribili, per il buio essenzialmente - ce ne sono ancora, dalle nostra parti, di non illuminate, specialmente su tratte non molto frequentate.
Già di mio vedevo molto male, e poi quel motorino aveva un faretto a dir poco ridicolo.

Ero già 'chissa dove', quando, la strada che percorrevo, si infilava in una galleria.

Mi fermai sul ciglio della strada, titubante eppure curioso.

Esaminai con occhio critico, con quella razionalità che già mi riconoscevo generosamente, la situazione: galleria non illuminata, ma sulla destra v'erano delle aperture ad arco, delle ampie finestre, che illuminavano discretamente il tunnell.
Non solo: a un'occhiata rapida del cartello stradale, la galleria sembrava essere piuttosto corta.

Mi sembra di essere li proprio adesso.

Decisione presa: entro.

Percorro timidamente poche decine di metri.

L'umidità, il freddo, i goccioloni d'acqua che colano dalla volta, ma soprattutto le superfici della galleria, non perfettamente liscie ma irregolari, donano a questo luogo un'atmosfera spettrale che riesco comunque a godermi, anche se con una certa apprensione e ansia.
Insomma, io mica sono entrato nella galleria per passare da A a B.
Io ci sono entrato per provare un'emozione, e accidentalmente passare da A a B.
Non avevo idea di cosa fossero nè A nè tantomeno B se devo essere onesto.

Per la cronaca: a B non arrivai quel giorno.

Torno in sella.

Per Diana ... la seria di ampie finestre si interrompe a metà strada, lasciandomi nel buio piu' tetro.
Sono nel panico.
Non vedo nulla - e soprattutto non vedo la fine del tunnell, traguardo cui mi sarei appigliato con tutte le mie forze in quella circostanza.

Rallento, cerco di andare comunque avanti, prima o poi questa maledetta galleria deve pure finire, no?

Sto cercando di darmi coraggio quando, con il gomito destro, tocco la parete della galleria.
Perdo l'equilibrio.
La moto mi scivola, ma non sono comunque a terra, mi tiene parzialmente in piedi proprio quel muro addosso al quale sono andato a strisciare.
In quell'istante sopraggiungono dei ragazzi in moto - mi sfiorano, sul viso di almeno uno di loro vedo, o immagino di vedere, un'espressione di derisione.

Sono passati.

Ok, decisione presa.

Inversione a U in galleria: la cosa piu' logica da fare in effetti - e non voglio neppure prendere in considerazione che quella fosse una galleria a senso unico.

Sarebbe potuta andare malissimo, lo so.

Eppure quell'emozione terrificante provata nell'istante del contatto, quel batticuore susseguente, protrattosi per i lunghissimi secondi di indecisione, affiancano, nella mia memoria, i ricordi piu' cari della mia adolescenza.

Mi viene in mente il paradosso di Zenone: la freccia, scoccata dall'arco, prima di colpire il bersaglio, deve necessariamente attraversare un infinità di punti. Ma di questo spesso non ci si cura, esistono, per l'arcere, solo A e B. Se guardo alla mia vita, mi sembra di scorgervi non solo l'assenza di una traettoria sensata, questo potrei considerarlo avvilente, e forse lo è, ma anche attimi di transizione consapevoli per punti, tra quelli infiniti, che spesso sono saltati a pie' pari, ignorati, da chi ci vede benissimo.

6 comments:

  1. Sono capitata per caso sul tuo blog.
    Beh! Complimenti. Angela

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  2. before leaving...bellissimo post!

    ;)

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  3. Hai una lucidità che mi colpisce come nemmeno immagini.Hai un potere descrittivo unico, che commentare è arduo e te l'ho già detto altre volte. Un post che fa meditare.

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  4. Beh, vi ringrazio davvero :-)
    E dire che mi sembrava scritto malamente!
    Magari ci tornerò su con più calma.

    A presto!

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  5. caspita! mi hai tenuto col fiato in sospeso e mi sono impaurita anch'io che ero con te in quella galleria.

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