Tuesday, 5 January 2010

Non farti compatire!

Stamattina mi sono venuti in mente gli ammonimenti di mia madre - bizzarra conclusione di un lungo discorso iniziato ieri sera, tra me e me, dopo una bellissima chiacchierata con un'amica.

Su tutti i soliti 'Non farti compatire' e 'Prenditi sempre cura di te, mi raccomando'.

Questi consigli, non detti con severità ma piuttosto con preoccupazione, e soprattutto non detti solo a me in quanto 'il figlio malato', ma ripetuti con eguale convinzione anche all'altro fratello, penso di averli sempre seguiti, e con una certa naturalezza.

Naturalezza e convinzione che, circostanze diverse, nelle quali mi sono reso conto di essere compatito, disprezzato o discriminato, hanno rafforzato.

Ero un insettino dolorante in terza media.

Avendo tolto le protesi alla colonna, ero curvo sotto il peso del mio corpo, che quei tessuti lassi non riuscivano a sostenere proprio. Quella corazza arancione di resina e ferro che indossavo sopra la canottiera un po' aiutava, ma diventava in alcuni giorni la mia ossessione.

In terza media si deve sostenere un esame di licenza.

I nostri professori, non scioccamente, avevano deciso di organizzare un esame di prova davanti l'intera classe.

Quel giorno avrebbe scelto due studenti a caso e l'avrebbero sottoposti a un prototipo di esame.

Noi eravamo tutti molto agitati per questo test - da piccoli non si è abituati a parlare, nè con adulti nè davanti ad altri, e poi insomma, bisognava pure studiare - che noia, quando lo studio è stupido.

La notte prima di questo test, fu terribile.

Sofrii di un mal di pancia mai provato prima - in pratica la metà sinistra del mio bacino s'era indurita in modo eccezionale, e il dolore era terribile.
Ovviamente rimasi a casa - ma qualche ora dopo, nel mattino, tutto torno' come prima.

Ovviamente alcuni non credettero al mio malanno - ero stato vigliaccamente a casa per evitare il test, e avevo usato la scusa della salute (credibile nel mio caso) per evitare problemi.

Chissa, forse persino i miei genitori lo credettero.

In effetti furono necessarie altre crisi simili, dolorosissime ma solo per poche ore, per mandarmi a fare dei test che scoprirono un bizzarro problema renale che operai nel giro di pochi mesi.

Un incidente bizzarro questo, perchè alieno al quadro clinico che ti aspetti in uno con i miei problemi e che mi fece provare, anche se non per colpa mia, la sensazione di viltà di chi usa il proprio dolore per un fine - onestamente non fa per me, mi piace troppo la lotta, io vivo per la lotta, mi getto nell'arena con una grinta che è proprio quella che avevo da bambino sui campi di calcio.

Passano 15 anni.

E' venerdi, esco tardi dal lavoro - è quasi notte a dir la verità.

Penso che potrei passare a prendermi un hamburger di mezzanotte nella città vecchia. Prendo un po' di monete che ho in tasca e faccio il conto: ci arrivo, l'occasione buona per liberarmi di quel metallo inutile.

Io odio le monete: sono tutte uguali, e data la mia vista, faccio una gran fatica a usarle - le devo tirar fuori a una a una e portarle vicino l'occhi per identificarle.

Sono vestito con il mio completo da moto - tuta dainese, un bel casco, guanti.

'Ein Hamburger ohne gemusen und mit ein bisschen sauce'

Poi inizio a tirar fuori le monete.

Visto che le ho messe alla rinfusa in tasca, devo star li ancora a fare il conto - le porto all'occhio, le ammucchio sul bancone. Un'operazione lenta ma senza incertezze - nel frattempo il commesso si sta dando da fare con il pane.

Uno degli altri avventori, si avvicina e inizia a parlarmi in tedesco - 'Ich verstehe nitch' di circostanza e passiamo all'inglese.

Mi vuole fare l'elemosina!

Resto un attimo senza parole.

Replico che no, non mi servono soldi.

Insiste 'Are you sure man? Are you really sure?'.

Gli dico che mi sta offendendo, piglio il mio hamburger e me ne vado.

Mamma, io ho fatto quello che potevo.
Tuta Dainese.
Casco Nolan.
Guanti perfetti, belle scarpe, pantaloni ok.

Ma tutto è passato in secondo piano, quella sera, rispetto la mia magrezza, la mia pelle un po' pallida e sottile, i miei modi di fare da miopi.

19 comments:

  1. Ciao Giò, non sò esattamente che malattia sia la tua (perché non ho ancora avuto modo di leggere tutti i tuoi vecchi post) ma spero di cuore che con il tempo la situazione sia migliorata. Un saluto affettuoso...

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  2. Cara Hobina, fortunatamente ora sto meglio :-)
    A presto!
    Gio

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  3. Ma perchè non pensi che senza che tu avessi chiesto nulla, qualcuno voleva donarti qualcosa?
    Lascia stare che ti abbia scambiato per uno bisognoso ma considera che tutti i pezzenti del mondo sono fastidiosi e appiccicosi, fingono malanni inesistenti e la gente, che è cinica, solo per toglierli di torno fa loro la carità.
    Caro Gio, guarda il mondo dall'altra parte...
    dato che tu sei una persona meravigliosa quel signore ti voleva regalare un hamburger :o)

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  4. Magari era solo per rendersi utile... Qui capita spesso tra "barcaioli"!
    Un motociclista vestito come hai descritto, non dovrebbe aver certo bisogno di elemosina, ma magari vuole farsi un panino e non si è ricordato di passare prima allo sportello del bancomat...
    Forse la magrezza non l'aveva nemmeno vista sotto la tua pesante tuta, e quanto al pallore... da quelle parti non scherzano mica, no? :)

    Però tu eri lì, ed io sono qua, e forse mi sono solo fatto un'idea ottimistica di questa situazione. In tal caso, scusa! :)

    Ciao Gio, un saluto!
    ;)

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  5. Sottile Marisa!
    Molto bene ;-)

    A presto!

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  6. Milo, altro che scusarti, ti devo ringraziare ;-)
    Dati i miei 'precedenti' non avevo proprio preso in considerazione questa ipotesi - alla quale pero' non riesco a credere ;-)

    Grazie mille comuqnue ;-)

    Gio

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  7. Ti ringrazio per aver sbirciato sul mio blog.
    leggendo il tuo post una frase mi ha colpito:" Io odio le monete: sono tutte uguali", in questo mondo non esiste nulla di uguale, apparentemente possono esserlo ma forse perchè vediamo tutto all'interno del loro mucchio.
    Un saluto Aria

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  8. Cara Aria, mi ricorda il tuo commento la teoria di Eraclito, e del famoso piede che puoi immergere una sola volta nello stesso fiume.

    Ma è proprio la mancanza di un senso, o una capacità, che ci impedisce di discriminare, di distinguere - in questo caso la vista, in altri chissa cosa, e chissa cosa ci perdiamo, cosa confondiamo.

    Il tuo blog mi interessa molto, amo la storia, e bene o male quello che faccio per lavoro è spesso usato in applicazioni archeologiche.

    A presto!

    Gio

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  9. per distinguere non basta un solo senso, per fortuna la natura ci ha donato un corpo che può ricevere le differenze e quindi la possibilità di distinguere in altri modi altrettanto efficaci. Se uno è un pò "difettoso" ne rimangono 4 :) (però escluderei l'assaggio delle monetine)

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  10. Certo... il titolo di questo post ha poco a che vedere con la foto di Jimmy Page negli anni d'oro dei Led Zeppelin.
    Un accostamento bizzarro di cui non comprendo fino in fondo la relazione...
    Non sarà che ti stai rockesizzando?

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  11. In effetti io non solo non mi sono fatto compatire, ma sono diventato una rock star ;-)

    La verità è che al solito avevo iniziato a scrivere altro, e avevo scelto quella foto in effetti inerente - poi a un certo punto ho cancellato tutto e ho scritto di questo, ma la foto è restata ;-)

    Sabato, se non mi ghiaccia il sangue nelle vene prima, vado a rapinare i negozi di dischi giu' in città ;-)

    Cmq. in questo tardo pomeriggio di lavoro un po' routinario, mi sto ascoltando un po' di Stevie Ray Vaughan.

    A presto :-)

    Gio

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  12. tanto vale Jimi Hendrix, chissà perchè mi sento un tantino infetta sotto questo aspetto ahahahhahahaha

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  13. Strano essere prevenuti su quelli che ci vogliono aiutare... ma io sono la prima ad esserlo, spesso! ;) Sinceramente, non credo che qualcuno non abbastanza ubriaco voglia fare l'elemosina ad uno vestito di tuta con tanto di belle scarpe e casco in mano, per quanto pallido e magrolino. E' piu' probabile che ti avesse visto pieno di monetine, e avesse pensato che, fermatoti per un panino, non ne avessi abbastanza. ;)

    Ora che ci penso il "fermatoti" non e' bellissimo, ma tant'e'! :P

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  14. Cara Colei che ...

    Ok,forse la scarpe non erano così belle ;-) ma in effetti hai centrato il punto - io ho questa 'paura', forse oltre misura, di essere aiutato.

    Temo sempre che passi il concetto 'bisognoso una volta, bisognoso per sempre' o qualcosa di simile, e che quindi mi si guardi sempre con un po' di compassione o peggio.

    Però le vostre risposte mi inducono a una riflessione seria su questo e vi ringrazio tutti davvero.

    A presto :-)

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  15. a me capita una cosa un pochino diversa ma ugualmente fastidiosa, sono piccola di statura e di corporatura ho 30 anni ma ne dimostro dai 17 ai 22 massimo.... insomma in qualsiasi posto io vada ( dal supermarket alla banca) sebbene io dia sempre del LEI a tutti e tutti si mi guardano e " ciao dimmi tutto " CHEPALLE!! cazzolina non sono una ragazzina................

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  16. Cara Calendula, ti capisco benissimo, ma sentirsi chiamare 'signore' è allo stesso modo un poco inquietante ... si può fare di meglio!
    Una volta all'aereoporto di Madrid, dove il mio bagaglio era stato smarrito, ho incontrato una coppia di inglesi pure loro alle prese con lo stesso problema.
    Confabuliamo un po' e decidiamo di cercare aiuto.
    Io e lei, poteva essere mia madre, ci presentiamo al centro reclami - lei con il suo perfetto inglese mi presenta come 'this young gentleman' ...
    Bellissimo :D

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  17. sai l'equivoco, quella cosa tanto carina che imbroglia e intreccia l'intenzione buona con la risposta feroce; sai quegli sguardi torvi che a volte si lanciano su chi non aveva minimamente idea di offendere ma si palesa come l'uomo - o la donna - nero, cattivo e rompiballe? sai la pretesa di avere una spiccata sensibilità per cui si avverte immediatamente che il mondo proprio in quel punto dove ti trovi tu è una schifezza?
    ecco io lo so, e come lo so bene!!!
    ;-))

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  18. io riesco ancora a vederlo...

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  19. Colpa mia Marisa, scusa ;-)
    A presto :-)

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