Wednesday, 13 January 2010

Le cose preziose

Nel portafogli si tengono le cose preziose, vero?

Nel mio caso è decisamente cosi', e un passante che trovasse il mio per strada, o un passeggero che lo vedesse nella poltroncina di fronte sul treno, potrebbe scoprire di me qualcosa di intimo, oppure scervellarsi nel tentativo di capire cosa significhi quel foglietto, o infine domandarsi se sia stata una buona idea chiudere i manicomi. Piu' realisticamente non se ne curerà.

Tutto questo dopo aver arraffato banconote e monete ovviamente.

Ci sono i soliti documenti - patente, carta di identità, tessera sanitaria, qualche documento scritto in tedesco che non so esattamente cosa sia ma che fa solo bene a star li, e poi carta di credito, bancomat, qualche vecchio biglietto del tram già usato, un paio di biglietti da visita di negozi. Perfino un paio di scontrini che tengo per scaramanzia.

Un documento rilasciato dal mio medico, informa che sono portatore di una protesi metallica - me lo sono fatto scrivere prima di iniziare a viaggiare in aereo, temendo che le mie aste fossere individuate dai metal detector e che mi fosse quindi interdetto volare.

Sotto sotto lo desideravo, visto che quei grandi uccelli di acciaio pieni di kerosene mi terrorizzavano.

Su un fogliettino dai controrni mangiucchiati dal tempo, da una parte ho scritto le parole che Adriano, morente, rivolse alla propria piccola anima smarrita e soave ...

ANIMULA VAGULA BLANDULA Piccola anima, smarrita e soave,
HOSPES COMESQUE CORPORIS Compagna e ospite del corpo,
QUAE NUNC ABIBIS IN LOCA Ora t'appresti a scende in luoghi
PALLIDULA RIGIDA NUDULA Incolori, ardui e spogli,
NEC UT SOLES DABIS IOCOS Ove non avrai piu' gli svaghi consueti

sull'altro lato, una stampa del simbolo che tengo per avatar, questo grosso serpente, o drago, che chiuso in una spirale, si morde la coda, quasi a recidere le proprie radici.

Un foglietto spiegazzato, adesso in inglese, dà 'A few details' sulla mia malattia.
Cosa fare, cosa non fare, cosa ho fatto, chi chiamare o chi avvertire.
Lo devo aggiornare ora che ci penso.

Ho stampato un po' di fogliettini con le 'Dieci Regole' di Gio che ho scritto anche qui qualche tempo fa - a questo punto il tizio penserà al manicomio, ma solo se italiano, perchè le regole sono in italiano. Solo con chi conosce questa lingua infatti, io credo, posso entrare intimamente in contatto. Quindi, cara bellezza dell'est europa, ti avverto: con te sarà solo un gioco ;-)

Mi piacciono i caratteri dell'alfabeto giapponese - usando il traduttore di google ho scritto qualcosa, diverso tempo fa, qualcosa che probabilmente non ha neppure molto senso, e che comunque è solo un'allegoria: quello che sono, detto fuor di metafora, rimane incomprensibile, come quei caratteri, anche a chi possono piacere. Intendo dire che alle volte neppure io mi capisco.

Un biglietto di ingresso allo Smau di tanti anni fa mi ricorda un po' di amici, alcuni persi, alcuni di cui non saprei fare a meno, e non trovo piu' quella carta di caramella che sicuramente ho tenuto per anni qui dentro, e che mi ricordava Silvia.

Adesso le due cose che piu' amo.

La figura sottile e superba, bellissima, di Nefertiti accompagna alcune delle parole piu' profonde che siano mai state scritte ...

Out, out, brief candle!
Life's but a walking shadow, a poor player
That struts and frets his hour upon the stage
And then is heard no more: it is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury,
Signifying nothing.

Spegniti breve candela.
la vita non è che un ombra che cammina.
un povero attore, che si agita e pavoneggia per un'ora sulla scena
e poi nessuno più ascolta.
e' un racconto narrato da un'idiota,
pieno di strepito e di furore.
che non significa niente.

Infine il biglietto del Flauto Magico, del giorno in cui per la prima e unica volta vidi Alice - e dire che neppure la riconobbi, e dire che quel biglietto è rimasto per mesi nel mio portafogli per un altro motivo, il ricordo di una vacanza estiva tra Siena e San Giminiano, e che solo ora, e senza una ragione seria, lo associo alla sua figura.

Aprendo il biglietto, vi ho trovato dentro, quasi custodito, quella carta rossa di Big Fruit, che da piu' di 10 anni mi ricorda la mia adolescenza, il cui unico sole è stato Silvia.

La lezione di Icaro penso d'averla infine imparata.

4 comments:

  1. Bel post. curioso come si puo' scendere nell'intimita' di una persona (senza magari saperlo) semplicemente guardandogli nel portafogli. Nel mio ci sono foglietti dimenticati, che magari riscopro di avere solo quando non mi servono piu', pochi soldi, e altre cose che invece fanno fare impercettibili tuffi al mio cuore quando le rigardo (e' per questo che cerco di non farlo?).

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  2. Hai proprio ragione.
    Ma allora perchè li teniamo?

    Sembra quasi che una parte di noi, che personalmente temo, voglia tenerci, almeno ancora per un po' di tempo, ancorati a una visione della vita tanto sentimentale da farci soffrire, si, ma anche da permetterci di avere una visione piu' pura, preziosa, di chi ci circonda.

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  3. Perche' si tengono quelle cose? Non lo so... sono come dei legami che abbiamo con quei momenti, con quelle persone... gettarli via sarebbe inconsciamente come gettare via una parte di quel legame. Pero' i mesi scorrono, quei pezzettini di ricordi invecchiano, e ad ogni balzo al cuore ci fanno pensare a come passa il tempo.
    Personamente, alcuni di essi mi fanno sentire in colpa, ricordandomi cose che non ho fatto, o che ancora non sto facendo.
    Tra l'altro mi piace tantissimo il mio portafoglio, rosso quasi lacca, ma che si sta rompendo piano piano... anzi, non troppo piano. Tra un po' dovro' faticosamente comprarne uno nuovo, e verra' il momento di scegliere cosa tenere e cosa no. So gia' che non buttero' il portafoglio rosso. So che rimarra' come un ricordo, uno scrigno con un prezioso contenuto. Che mi fara' sobbalzare il cuore quando lo riguardero', poggiato seminascosto da qualche parte. ;)

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  4. Quando ero bimbo, i miei portafogli erano i vecchi portafogli di mio padre. Alcuni li tengo ancora, e alcuni di quei fogliettini sono ancora li, nel cassetto, dove distrattamente metto gli occhiali quando torno a dormire a casa dei miei genitori.
    Ciao :-)

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