Tuesday, 12 January 2010

Il rispetto

Il primo blog che ho iniziato a leggere con una certa costanza è stato quello di Klara.

Proprio un anno fa, mentre passavo un periodo non proprio idilliaco, a confronto del quale oggi mi sembra di passeggiare per i campi elisi, capitai non esattamente per caso sul suo blog.

Preso da un accenno d'ira nei confronti delle donne, uno di quei fuochi tormentosi che nascono dall'insoddisfazione, e che fortunatamente muoiono tanto improvvisamente quanto nascono, scrissi due parole non esattamente lusinghiere su google, e usci, al primo posto, il suo blog.

Vi sconsiglio di passare solo per una rapida occhiata.

Mi ha molto interessato l'argomento del suo ultimo messaggio, il rispetto dell'intimità e libertà reciproca, tema che trae da un sentire che non ha nè inizio nè fine, perchè si rinnova ogni volta che un uomo e una donna si incontrano.

Personalmente non saprei mai rinunciare alla mia libertà, e quindi ho ben'idea di quanto questa stessa libertà possa essere irrinunciabile per l'altro.

Ci sono aspetti della mia vita che nessuno al di fuori di me conosce, altri che voglio condividere solo con alcuni e celare, per motivi che non voglio nè devo spiegare a nessuno, ad altri.

Le differenze tra questi 'alcuni' e questi 'altri' non sono in una direzione specifica.

Aspetti molto intimi potrei volerli condividere con chi non sento cosi vicino o amato, aspetti giocosi e quasi insignificanti, invece, li vorrei vivere con quei pochissimi che amo davvero.

Per questo motivo ritengo la confidenza che altri possono farmi, o il loro silenzio, il loro volermi tener lontano da aspetti importanti della loro vita, sinonimo nè di affetto nè di disinteresse.

Il mio mondo gira cosi, e il rispetto, inteso come il riconoscere all'altro gli stessi diritti che mi arrogo, è uno dei pilastri su cui si poggia.

Il tema che vorrei discutere qui è quello dell'educazione - quando impariamo a rispettare l'altro?

Io sono convinto che solitamente, e questo penso sia stato il mio caso, l'educazione si apprende da bimbi, quando o l'autorevolezza dei genitori, o l'assenza di protocolli di comportamento quasi asfittico regola i rapporti tra coetanei in virtu' di una forma direttissima, a volte brutale, di confronto.

Ovviamente, come genitori buoni o cattivi possono discriminare, cosi pure discrimina l'essere circondati da bimbi piu' o meno violenti, egoisti, docili, vili.

Quanto impariamo dagli adulti e quanto, invece, dai nostri coetanei, fratelli o cugini, o semplici amici?

Secondo me l'educazione che riceviamo dai 'grandi', quando siamo bambini, per certi versi non la capiamo. Certe loro imposizioni sembrano assurde, altre perfino contraddittorie con i loro stessi comportamenti.

Spesso poi i loro insegnamenti arrivano in ritardo rispetto gli accadimenti che li richiedono - e alle volte i loro rimproveri li sentiamo come ingiusti, perchè sobillati da racconti non autentici dei fatti occorsi.

Tra fratelli, o tra amici, invece si è tutti allo stesso livello, si parla la stessa lingua e ci si capisce benissimo - non ci si puo' nascondere dietro la menzogna.

Ecco allora che li davvero si impara, o meglio, si puo' imparare, a condividere e a non essere egoisti, a rispettare l'altro e a pretendere il rispetto altrui e cosi via.

Quelle frasi tipiche da bimbi, ad esempio 'ma chi ti credi di essere', 'piantala', 'scemo, scemo' servono a ridimensionare un ego che forse, per sua natura, ci arriva in dote sempre smisurato.

Per questo motivo, io ritengo che il ruolo di mia sorella sia stato determinante nella mia educazione.

La mia angelica sorellina (che ogni tanto passa di qui) ha iniziato a prendermi a pacifiche botte quando ero un bambinetto (vivace lo ammetto) e non ha mai smesso. Oggi mi dico sicuro di essere naturalmente rispettoso di quell'intimità di cui parla Klara. Ecco cosa serve agli ometti: una sorella maggiore che insegni l'educazione.

Il ruolo del genitore secondo me ha un'importanza anche maggiore nella formazione dell'uomo, ma che esula dall'insegnamento delle semplici regole di convivenza civile - infatti capita di avere a che fare con persone illuminate per certi versi eppure assolutamente mediocri in termini di educazione.

Mio padre mi ha insegnato a dialogare con me stesso, mi ha educato al dubbio metodico e all'analisi distaccata degli eventi, mi ha aperto la mente a un mondo di conoscenza, ha ispirato il mio coraggio, dato esempio di onestà, ma era troppo lontano dai nostri giochi di ogni giorno, per potermi rimproverare ogni volta che cercavo di essere un po' troppo egoista, vile o prepotente - ogni volta, insomma, che me lo meritavo.

Li arrivava subito lo schiaffo di quell'amabile strega di mia sorella.

18 comments:

  1. Tua sorella mi è simpatica a prescindere e non so ancora il perché:)

    Riguardo a Klara, conosco il suo blog ed ogni tanto commento anche.
    Non sempre la penso come lei, ma la stimo perché è una persona diretta e dice sempre quello che pensa. Io odio gli ipocriti e le ipocrite.

    Riguardo al suo post invece direi che si presterebbe a varie interpretazioni. Il suo ex è stato maleducato forse motivato dalla gelosia e quindi dall'amore. Si, certo ha sbagliato, ma aveva almeno una motivazione dettata dal sentimento...( ovviamente dei limiti, sempre dei limiti).

    Riguardo all'educazione in generale, ti faccio un esempio:
    Alle volte mentre cammino, mi capita di essere urtata da qualcuno in modo piuttosto incisivo. Niente scuse...ti guardano in faccia e bho!
    LI ODIO!

    Ma gli esempi da fare sarebbero tanti...ma tutti hanno un comune denominatore: l'Origine. L'educazione si insegna e chi dovrebbe farlo? Chi ci circonda...genitori, fratelli, sorelle, nonno, scuola.
    Ma come in casa tua si tramanderà la buona educazione, in tante altre case avverrà il contrario...E mi sa che non c'è soluzione alcuna al problema.

    ReplyDelete
  2. Cara Nicole ...

    Ma come!
    Mia sorella mi mena e ti sta simpatica? ;-)
    Per quanto riguarda il sentimento: 'pacta sunt servanda', i patti sono da rispettare.
    Se tu vai oltre i patti, anche invocando i sentimenti, ti metti in un piano superiore al mio, e questo non lo potrei mai accettare (se non in situazioni di vita o morte, o comunque ultra eccezionali).

    A presto :)

    Gio

    ReplyDelete
  3. Il suo ex è stato maleducato forse motivato dalla gelosia e quindi dall'amore. Si, certo ha sbagliato, ma aveva almeno una motivazione dettata dal sentimento...( ovviamente dei limiti, sempre dei limiti).


    Ciao Nicole. Sarebbe infatti interessante scoprire quali possano essere i limiti del lodo ad sentimentum. Vediamo...

    - Ehi, che fai? Ti metti ad ascoltare i messaggi nella mia segreteria?
    - Suvvia, cosa vuoi che sia? Lo faccio perche' ti amo... a proposito, fammi vedere cosa tieni nella borsa... mollala.... cosa e' questa? Di chi e' questa foto?
    - Ma come ti permetti, lascia la mia borsa... sono cose mie.
    - Cose tue un cazzo! Io ti amo e riguardano anche me. Puttana!
    - Ma lasciami perdere e vai a fanculo tu e il tuo amore.
    - Assi'? Prendi questo puttana, cosi' impari!


    Dicevamo... fin dove vale l'immunita' sentimentale?

    ReplyDelete
  4. @Klara...lo so, mi 'odierai' o 'schiferai', per quello che sto per risponderti.
    Ma io non faccio testo e sbaglierei come sempre...visto anche i recenti risultati.

    Se lo amassi lo perdonerei e masochisticamente e cretinamente penserei che lui faccia così perché mi ama.

    Se non lo amassi, farei peggio di te.

    Come vedi, tu sei migliore di me...e non sono ironica. Come te, dico sempre quello che penso, anche ai miei danni.

    ReplyDelete
  5. ... mi piace come scrivi, mi piace molto ... ti sento e sento il suono di similitudini ... forse di quel centro che unisce ogni uomo ... o donna, intendo ....Apprezzo tuo padre, in quelle tre righe e mezzo l'hai reso meraviglioso e forse poteva contare sulla guida di tua sorella alla quale forse era riuscito ad impartire e lei stessa a cogliere, quelle regole che da lui ti aspettavi ...
    Lo capisco da madre, ora, che non ho ancora smesso di essere guida e gioco, grande e bimba a volte più molesta dei miei stessi cuccioli !!!!
    Benvenuto da me !!!

    ReplyDelete
  6. Se lo amassi lo perdonerei e masochisticamente e cretinamente penserei che lui faccia così perché mi ama.

    Se tu lo amassi davvero, non glielo permetteresti. Amare davvero non e' perdonare tutto. A volte e' necessario fare delle scelte difficili, dolorose, arrivando anche "allontanarsi" in modo che l'altra persona si renda conto dei propri errori.
    In ogni caso, perdonarlo sempre ed essere sempre disponibile ad ogni suo capriccio o angheria significa anche perderlo.

    Come vedi, tu sei migliore di me...e non sono ironica

    So che non sei ironica, ma non sono migliore di nessuno. Sono solo me stessa ed ho i miei valori di riferimento, i miei sogni, i miei progetti. E di tutto cio', certi uomini che amano in questo modo cosi' intenso e speciale, non fanno parte. Quindi te li regalo volentieri.

    ReplyDelete
  7. Cara Silvia, grazie delle belle parole.

    In effetti io stesso, ripensando un poco al mio babbo oggi, mentre scrivevo, ho sentito un'emozione intensa, e non dissimile da quella spero che prova ogni figlio ripensando a un proprio genitore.

    ReplyDelete
  8. Vedi un pò Giò, tua sorella ha dei grossi meriti.
    Anche io sono sorella maggiore e sono fiera di mio fratello che fa scelte coraggiose, poco sostenute dagli altri familiari perchè, ad esempio, troppo poco allineate al concetto di "posto fisso a stipendio fisso". L'ho fortemente sostenuto quando, a 27 anni, ha deciso di mollare il suo lavoro in una compagnia aerea per andare a costruire violini. Scelta incomprensibile per quasi tutti.
    A pensarci bene anche io partivo di scappellotti quando (troppo spesso) rompeva le balle.
    Forse sarà merito anche mio se è quello che è...forse, ma forse anche no.
    E mi ricordo sempre di dire grazie a mamma e babbo...è stato, anzi è, un lavoro arduo per loro.
    See you soon. Viruss

    ReplyDelete
  9. Che grande tuo fratello!

    Un liutaio è decisamente una persona non comune.
    E anche tu non devi esserlo, proprio per nulla, vero?

    A presto :-)

    Gio

    ReplyDelete
  10. Io mi voglio agganciare al tema dell'educazione e ti chiedo:
    ma chi stabilisce cosa è educato e cosa no?
    Tanti anni fa, mi ero separata da poco dall'ormai dimenticato ex consorte e ricevetti la telefonata di una signora inglese che chiedeva di lui.
    Appena risposi che non abitava più da me, mi chiuse il telefono senza un grazie, senza un saluto.
    Vabbè!
    Rimasi un po' sconcertata, così abituata ai mille saluti stile Stanlio ed Ollio in chiusura di telefonata, appena posai la cornetta, il telefono risquillò, era la stessa persona che mi chiedeva il recapito telefonico dell'omino in questione e dopo averglielo comunicato... zamfete!
    di nuovo giù il telefono senza una parola di commiato.
    Insomma, voglio dire che quello che noi abbiamo stabilito sia buona educazione è solo uno schema ristretto di un nucleo di persone più o meno numeroso che non sempre può coincidere con, ad esempio, un gruppo abitativo dell'Alaska centrale.... ehehehe
    Detta questa inutilità, confermo che hai una famiglia meravigliosa di cui andare fiero al contrario di tanti altri meno fortunati di te.

    ReplyDelete
  11. ...e veramente io spero di non essere troppo comune se questo vuol dire appartenere alla maggioranza asfittica (nel senso che ti lascia senz'aria).
    Ma in realtà non c'è nulla che dica di me che sono fuori dal comune...beh almeno credo...insomma è troppo difficile fare questo tipo di analisi, in particolare quando analista e analizzato coincidono.
    Bye bye Viruss

    ReplyDelete
  12. @Klara

    accetto qualsiasi regalo, ma non uomini.Nonostante i miei sbagli, guai ad essere una seconda scelta.
    Forse non mi sono spiegata bene, ma non è colpa di nessuno... l'argomento è troppo vasto e complesso. Perdonare non è facile, credo sia molto difficile. Dipende da situazione a situazione. Ho dato e preso in egual misura...non è così semplice, ma anche io ho i miei codici e i miei punti di non ritorno, magari differenti dai tuoi.

    ReplyDelete
  13. Cara Marisa,

    la mia famiglia di certo è tutto ma non ordinaria.
    Sono orgoglioso dei miei natali, anche se per nulla al mondo vorrei tornare a vivere coi miei, che, se si esclude un breve periodo di pochi mesi, ho lasciato a 19 anni, quando con mia sorella iniziò l'avventura di Milano e dell'indipendenza.

    ReplyDelete
  14. @ Nicole: anche io ho i miei codici e i miei punti di non ritorno, magari differenti dai tuoi.

    Immagino di si'. Ma siamo qui per confrontarci, quindi perche' non farlo?
    Mi e' rimasta impressa questa tua frase: Se lo amassi lo perdonerei e masochisticamente e cretinamente penserei che lui faccia così perché mi ama. Ecco io credo che per te cio' rappresenti un codice, un valore da trasmettere ai propri figli e cioe' (scusami se lo interpreto): voi figlie femmine, se un uomo si comporta con voi in modo prevaricante, pensate che lo fa perche' vi ama, quindi siate masochiste e apprezzatelo. Mentre voi, figli maschi, siate comunque prevaricanti perche' il vostro conportamento sara' letto come "amorevole" dalle donne masochiste che lo apprezzeranno.
    Perdonami se mi sono permessa, ma ti assicuro che se sono questi i valori, come potrai immaginare, pur essendo leciti non riesco a condividerli. Pero', come hai detto tu, anche se siamo diverse, non per questo ti "odio" ne' "mi schifo". Un caro saluto. :-)

    ReplyDelete
  15. @Klara
    Difficile io trasmetta qualcosa...non ho figli e non credo ne avrò e per scelta, ma se dovesse accadere, non credo limiterei la loro vita.
    Vedi io l'avrei perdonato, se non fosse andato oltre...Chiaro che se oltre ad avermi spiato per gelosia; cominciasse a pedinarmi, chiamarmi e definirmi con aggettivi volgari,ti assicuro che forse prenderebbe pure due ceffoni.
    Sono in apparente contraddizione avendo usato i 'termini': perdonare, masochisticamente, cretinamente...Mi riferivo a fatti miei personali di una determinata situazione, non del mio stato in essere. Credo di aver sbaliato a lasciarmi andare ad alta voce ad un mio ricordo.

    Sono sempre aperta a qualsiasi civile discussione...Ciao

    ReplyDelete
  16. Qundo i comportamenti vengono codificati, l’estremo riferimento è nella situazione cantata dai versi di questa canzone:

    Lyrics to Venus In Furs (Lou Reed):

    Shiny, shiny, shiny boots of leather
    Whiplash girlchild in the dark
    Clubs and bells, your servant, don’t forsake him
    Strike, dear mistress, and cure his heart

    http://www.lyricsmania.com/venus_in_furs_lyrics_lou_reed.html

    ...

    Il mondo codificato, con le lusinghe esercitate dal potere e del lusso dei sui oggetti, brama di sedurre cuori liberi perché ne invidia l’ingenuità e ne teme gli effetti destabilizzanti i codici la quale osservanza fonda le gerarchie. Personalità che appaiono libere scorte dall’occhio attento dei talent-scout del mondo codificato, vengono corteggiate, festeggiate, lusingate con promesse di piedistalli esclusivi. E siccome il modo è la compravendita, e il prezzo di un cuore libero può essere molto alto, la plebe pensa che essere liberi sia una fortuna perché la libertà si può convertire in danaro e potere.
    Ma quando il cuore libero sarà parte integrate di quel mondo che lo ha adescato, verrà inevitabilmente sacrificato: perché nessuno è disposto a perdonare la colpa di essere stati, una volta, liberi.

    Certo, ciò è estremo. Ma a questa astrazione possono ricondursi tutti i piccoli atteggiamenti che codificano i nostri comportamenti, tutte le educazioni, in qualche modo vi fanno riferimento. Compresi fatti molto banali, come spiarsi, tra coniugi, gli SMS o il contachilometri delle autovetture. Non scandalizziamoci: il più delle volte questo è un gioco gradito, perché la maggioranza delle persone, della libertà, ha paura.

    Saluti.

    ReplyDelete
  17. Eva, che piacere leggerti.

    Adesso devo prendermi mezza giornata per capire in fondo il tuo messaggio, la cui sintesi, terribile, dell'ultima frase mi trova drammaticamente d'accordo.

    ReplyDelete
  18. @ Nicole: Chiaro che se oltre ad avermi spiato per gelosia; cominciasse a pedinarmi, chiamarmi e definirmi con aggettivi volgari,ti assicuro che forse prenderebbe pure due ceffoni.

    Un proverbio italico dice: "Il buon giorno si vede dal mattino". Intendo dire che non si arriva mai ai ceffoni senza che tutto abbia un inizio da episodi a prima vista insignificanti, magari blandi, in cui si spacciano certi comportamenti fastidiosi come segnali amorosi da sopportare.
    In questo post Gio parla di educazione e di rispetto. Non so... forse cio' che ho assorbito negli anni in cui la mia personalita' si formava, e poi anche successivamente, e' qualcosa che non mi fa accettare neppure la piu' piccola mancanza di rispetto e quando cio' si verifica la vedo come un'incrinatura definitiva nel rapporto che, qualora l'accettassi e perdonassi, sicuramente porterebbe ad altre incrinature ancor piu' gravi. La vita mi ha insegnato, e sono fermamente decisa a seguire la lezione, che quei rapporti che si basano continuamente su tensioni, gelosie, mancanza di rispetto e di fiducia, intromissioni nell'intimita', prevaricazioni blande o palesi e tutta una serie di cose che generano quelle incessanti incomprensioni e conseguenti tira e molla fatti di litigi e riappacificazioni, e scuse, e perdoni, e discussioni infinite, sono rapporti che alla fine conducono in un baratro dal quale poi, quando si riemerge, si scopre di aver dedicato alla persona sbagliata gran parte della nostra vita e dei nostri sentimenti piu' preziosi. Chi e' immerso/a in una certa "spirale" emotiva ovviamente non se ne accorge. Se ne accorge solo dopo, quando ne esce e a costo di grandissime sofferenze.
    Lungi da me voler dare una lezione di vita a qualcuno, non ne ho titolo e neppure il diritto, sono qui solo per discutere di un argomento e dire come la penso. La lezione vale solo per me, sia chiaro, e sinceramente non credo che certe relazioni, in cui si parte magari con episodi che possono apparire di poca importanza, come ad esempio il controllo dei messaggi in segreteria, e poi proseguono con una subdola intromissione negli spazi personali (nel mio post dico chiaramente che non si trattava neppure di un fidanzato ma di un amico un po' speciale), meritino di essere portate avanti perche' se certi atteggiamenti non vengono frenati sul nascere sacrificheremo la nostra vita e la nostra liberta' a qualcuno che gia' dall'inizio non ha mostrato segni di rispetto per noi.
    Che poi la psiche umana abbia la tendenza a soffrire perche' abbina la sofferenza ai sentimenti d'amore e' una cosa che accade spessissimo nella cultura che attinge al cristianesimo, in cui un punto cardine e' appunto la sofferenza con la quale ci si riscatta e si merita un posto in paradiso.
    Ma la mia educazione e la mia cultura e' tutt'altra, e per me determinate dinamiche, come la gelosia e la possessivita', non hanno attinenza con l'amore. Come ho gia' detto non mi sentirei amata se qualcuno non mi rispettasse, ne' amerei se accettassi di non essere rispettata. E tutto cio' lo valuto prendendo in considerazione le piccole cose perche' alle grandi e' davvero improbabile che arrivi.

    ReplyDelete