Wednesday, 20 January 2010

Il concerto

Ogni tanto mi capita di guardare il programma della grande e celebre sala da concerto della città - una delle piu' note d'Europa a quanto pare.

Per un regalo di compleanno diverso dal solito, avevamo donato, con un paio di colleghi, degli ottimi biglietti a dei comuni amici.

Il loro resoconto fu entusiastico.

Ho frequentato diverse volte la Scala di Milano, il Conservatorio, l'Auditorium in piazza Mahler, e poi varii altri teatri.

Non dimentichero' mai quella volta, a capodanno.
Vi giuro che è tutto vero, anche se per nulla realistico.

Ero li, all'Auditorium, con la mia famiglia, ad assistere alla Nona di Beethoven - quasi una tradizione di casa mia.
Al mio fianco un signore - giaccavento un po' malandata, ma autenticamente assorto dalla musica, rapito da Ludovico Van anche piu' di quelle due signore eleganti della fila davanti.

Avete tutti presente l'inno alla Gioia dell'ultimo movimento, vero?
Beh, proprio al momento dell'attacco del ...

Freude, schöner Götterfunken
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlische, dein Heiligtum!
Deine Zauber binden wieder
Was die Mode streng geteilt;
Alle Menschen werden Brüder,
Wo dein sanfter Flügel weilt.

Il suo telefonino inizio' a squillare ... cosa sicuramente disdicevole, ma dai contorni addirittura di bestemmia, considerando che la suoneria era proprio l'inno alla Gioia ..

Sguardi rapaci si addensarono sul poverello - che si becco' anche qualche insulto, specie dalle due signore di cui sopra.
Alla fine dello spettacolo pero' fini' tutto con una risata e un 'beh, almeno era l'inno alla Gioia', insospettabile slancio ironico di quella 'sciura' in pelliccia e occhiali.

A Como ho assistito a un 'Flauto Magico' in Italiano, nel cortile di un oratorio, a Milano, quella semplice eppure bella rappresentazione del 'Barbiere di Siviglia' era a volte disturbata da un treno in transito a poche decine di metri. Sotto il cielo stellato, in una vecchia abbazzia semidistrutta, ho visto una bellissima figura della coreografia muoversi con grazia infinita in silenzio, e ora ne riuscirei anche a immaginare l'emozione, e la sua partecipazione meravigliosa all'opera. I miei primi contatti con la musica dal vivo sono forse da ricercarsi nel cortile di casa mia, dove alla vigilia di Natale si radunavano delle figure quasi magiche, che la mia vista di bimbo miope immaginava soltanto, attraverso il suono ruvido di quegli zufoli un po' rauchi e le luci tremolanti di poche candele. Ricordo che mia madre prendeva un panettone, una bottiglia di spumante, cioccolatini e li portava giu' da loro - e quelle voci, di chi per strada non avrei mai riconosciuto, ci ringraziavano. Li avremmo dimenticati, fino a quando, l'anno dopo, non avrebbero ancora bussato alla nostra porta, per portare ancora quella magia.

Alle volte la magia è incredibilmente conveniente - quei panettoni sarebbero forse finiti scaduti, quella bottiglia regalata al commercialista o al ragioniere che seguiva i lavori.

Finzione: questa parola sa assumere un significato meraviglioso.

Dai teatri scavati nella roccia dell'antichità in poi, ci ha proiettato, per un istante, in un mondo in cui si crede davvero a quei sentimenti netti e intransigenti, perchè puri, che abbiamo paura di vivere nel mondo reale.

La magnamità di Sarastro, unita alla sua saggezza, il coraggio diligente di Tamino, non sminuito dall'iniziale paura, l'innocenza di Papageno, sempre accompagnata dal candore di un imbroglioncello, l'incontenibile voglia di vivere di Papagena, cosi' ansiosa di donarsi completamente, perfino il carisma di Astrifiammente: a tutto mi piace abbandonarmi e credere.

Lo scorso maggio stavo guardando il programma alla ricerca di qualcosa di bello, anche solo da immaginare.

Eccellente!

Un noto pianista avrebbe dato una serie di concerti - concerti per pianoforte di Mozart.
Decisi di prendere due biglietti: non sarei andato solo!

Il giorno del concerto si avvicinava e ancora non avevo neppure deciso con chi tentare di andarvi - alla fine ricevetti un gentilissimo 'ahime non posso' da una persona che mi sarebbe piaciuto rivedere, e mi rassegnai a regalare i biglietti, tutti e due, a un collega che spero non sia andato da solo.

Forse la mia promessa di non ammirare piu' quel panorama da vertigine, di cui ho parlato ieri, è stata troppo perentoria. Non credo che riusciro' mai ad abbandonare il desiderio di avventurarmi, senza altro compagno se non il ticchettio del mio cuore, in esperienze emozionanti - eppure continuero' a prendere due biglietti per ogni concerto cui voglio andare.

Prevedo un futuro florido per il mio collega amante della musica ;-)

5 comments:

  1. Nel 2006 sono andata con il M° Muti a Meknes in Marocco per eseguire il Mefistofele di Arrigo Boito in forma di concerto in occasione del "Le vie dell'amicizia" del Ravenna Festival.
    Il luogo scelto era in mezzo al deserto in un fortino molto bello.
    Il concerto fu ripreso dalla rai in mondo visione, durante il concerto all'improvviso da un altoparlante si elevò la voce del muezzin che richiamava alla preghiera.
    Era impossibile continuare l'esecuzione del concerto così il M° Muti abbassò la sua bacchetta e tutti fermi aspettammo in silenzio per circa 5 minuti che la preghiera finisse.
    Fu molto emozionante e l'interruzione non disturbò affatto bensì sembrò integrarsi al concerto e il Maestro Muti che è intollerante a qualsiasi rumore non semprò scosso dall'avvenimento.
    Bel ricordo...!
    Mio caro Gio, verdrai che la vita ti riserverà tante belle sorprese...

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  2. ...eh!
    e tu sei sempre cosi pessimisticamente euforico.

    :) love, mod, love

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  3. Vostra graziosissima maestà, bentornata :-)

    Lo sai qual è la parola più bella del mondo?
    Quattro lettere e un'accento sulla 'o'.

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  4. Mi piacerebbe andarci con te e Marisa...mi prenoto.

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