Friday, 29 January 2010

Dio e la Luna, ovvero ...

Il mio incontro con la filosofia, un'amante per la quale sono stato comunque sempre piu' ruffiano che non sinceramente innamorato, è stato piuttosto traumatico.

La nostra prima insegnante, una ex-suora o qualcosa di simile, non era semplicemente severa, questo oggi non apparirebbe certo un difetto ai miei occhi, era crudele, piena di disprezzo per le nostre giovani menti.
Percepivo in lei un fastidio nei nostri confronti che non posso dimenticare, e che neppure la pietà per la sua morte, avvenuta pochi mesi dopo l'inizio del corso, è riuscita a cancellare dalla mia memoria.

Ritengo che di noi detestasse l'impaccio con certi formalismi logici quanto la libertà di poter essere sciocchi quando lo desiderassimo.

Oggi che ho raggiunto una certa dimestichezza con l'uso della ragione, quella che per osmosi ti entra per forza in testa dopo aver passato tanti anni a contatto con gente adulta, nè piu' nè meno, posso dire che tra le cose cui non saprei rinunciare v'è proprio la possibilità, a volte, di poter essere sopraffatto dalla facezia, dall'ironia, dalla rapidità spiazzante di un non-ragionamento il cui unico fine è rallegrare un attimo almeno questa nostra esistenza.

Risus abundat in ore stultorum

recita un detto latino - il riso abbonda sulla bocca degli stolti. E' vero, ma il viso di ben pochi puo' privarsi delle smorfie divertite, di quella luce che sembra emanare dalle gote e dalla fronte stessa quando si è allegri, senza smarrire anche le rughe profonde della saggezza, le labbra serrate della preoccupazione, le lacrime sottili del dolore piu' intimo, quelle copiose di una passione vissuta intensamente.

Un'interrogazione sulla cosmogonia di Esiodo, in cui venne chiamato un mio compagno, mi confermo' le peggiori impressioni. Con una violenza inusitata insulto' pesantemente un ragazzo che nessuna colpa aveva se non quella di essere un principiante.

Non so come, si giunse a parlare di Dio - lei era ferventemente cattolica. Citando con il conseuto disprezzo un astronauta sovietico, il quale tornando dallo spazio affermo' di averne tratto un'ennesima lezione di ateismo in quanto 'Dio non è neppure li' ci invito' a demolire quel pensiero, certamente sciocco e propagandistico. Io non sapevo che dire, in tutta onestà non volevo scendere in quell'arena.
Furono tentate comunque diverse risposte.
Solo una la convinse - 'Dio non poteva essere li, perchè se l'avesse visto, avrebbe dato prova della sua esistenza fisica e quindi della sua inesistenza metafisica' ... o qualcosa di simile.
Cori di approvazione quasi unanimi.
Io ai tempi non ero ancora ateo-agnostico, ma iniziavo a stupirmi della leggerezza con cui si passava dall'assumere l'esistenza di 'Dio' alla conclusione che quel 'Dio' fosse quello di cui si dice nella Bibbia, anzichè Manitu.

Ieri mentre parlavo con un'amica è ancora una volta emerso il concetto che troppe volte mi sono sentito dire per non credere che abbia un buon fondo di verità: io ho paura delle persone.

Io ho paura perfino di Alice.

Si, perchè di questo sono sicuro: se avessi prova della sua esistenza fisica, se Alice avesse un odore, delle abitudini, ecco che tutto quello che di lei immagino potrebbe vacillare. Per questo mi è tornato in mente l'episodio di Dio, del contrasto tra esistenza fisica ed entità metafisica.

Il problema non si esaurisce qui comunque, un barlume di ragione mi consola.

Non essendomi mai avvicinato a 'Alice', non ho avuto mai l'opportunità di scoprire, ben oltre la figura astratta che di lei mi sono fatto, non tanto i contrasti concreti rispetto questa idealizzazione, ma soprattutto i suoi tratti autenticamente meravigliosi che sfuggono alla mia stessa immaginazione, cosi' limitata dall'inesperienza di lei.

Tutto qui.

4 comments:

  1. è vero, mio caro Gio, a volte non c'è bisogno di scrivere qualcosa sui tuoi commenti perchè il post non ne ha bisogno ma voglio dirti che questo mi è piaciuto molto, lo trovo di ottimo livello.

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  2. Caro Gio,

    la dotta suora e i suoi discorsi mi hanno fatto venire in mente uno strano colloquio tra un siffatto dotto gesuita e un molto improbabile Cristoforo Colombo:

    Gesuita: "Facciamo finta che l'angolo retto abbia 90 gradi. Di chi sarebbe il merito? Di un sozzo Babilonese o di un Greco effeminato? Eh, no! E' merito di DIO, ve lo dico io..."

    C.Colombo: "Dio non esiste!"

    Gesuita: "E bravo il Colombìno! Lui dice che Dio non esiste! E noi che si risponde?" (accendendosi la pipa)

    Gesuita: "Che esiste invece???... NO!!! E' ovvio che non esiste! Ma a NOI cosa ce ne importa? Dillo Colombo!"

    C.Colombo: "Non saprei!"

    Gesuita, pippando di gusto: "Nulla! Non ce ne importa un fico secco!... Ma a un Saraceno??? Gliene importa e come!!! Provate a dirgli che Dio non esiste. Sapete cosa farà?? Dite su!"
    (Intanto gli passa un gattino davanti...)

    C.Colombo: "Non saprei."

    Gesuita: "Dirà che allora esiste ALLAH e vi sbudellerà così!" (Il Gesuita sbudella il gattino, schizzi di sangue in faccia al Colombello)

    C.Colombo: "Cristo!"

    (Altan - "Colombo")


    Vedi Gio, che il Colombino ha imparato subito?...


    Su Alice non so che dirti... mi sembra la Madonna!

    ;) ;) ;)

    Spero di averti fatto sorridere, ho fatto una fatica a scrivere tutta 'sta robaccia! :D

    Ciao!

    ^_____^

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  3. Messaggio recepito: vendicare gattino, sbudellare gesuiti ;-)

    Grazie Milo :-)

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  4. Ahahah, bella sta cosa che ha scritto Milo. A me di studiare filosofia non è che andasse proprio. E ho una naturale avversione per le Suore. Alice è sempre Alice e non c'è filosofia che basti.

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