Friday, 15 January 2010

Il significato dei sogni

Ieri ho raccontato ad un'amica un paio di brutti sogni che ho avuto qualche tempo fa.
Mi sono reso conto che puo' essere utile per me non solo ascoltare l'opinione altrui circa i miei sogni, e in questo caso sono rimasto assolutamente stupito dall'analisi che la mia interlocutrice mi ha dato, all'istante, dei medesimi, ma soprattutto tornarvi io.
Ecco quindi che ho deciso di scrivere qui i miei ultimi sogni, due dei quali, avuti stanotte, mi hanno fatto passare l'ennesima notte di tribolazione.

Nel primo sogno sono a letto, a pancia in sotto.
Sto soffrendo, e immagino stessi soffrendo anche nella realtà, e che quindi il consueto mal di schiena abbia innescato il sogno.

Nell'incubo la causa del mio dolore è un'infezione alla mia protesi - troppo facile riconoscervi un legame con quell'infezione che, per circa due anni, da quando ne avevo dieci, mi obbligo' a quotidiane medicazioni, che costarono infinita pazienza a me e ai miei genitori, e che sicuramente hanno significato per me piu' di ogni aforisma stoico o epicureo.

Nel sogno io ho la convinzione che se mi girassi a pancia in su, il mio dolore sarebbe in qualche modo alleviato. Ma il medico, mio padre, con grande severità mi ammonisce di non farlo - quella severità, che mai negli accadimenti della mia vita sconfino' in crudeltà o arrabbiatura, nel sogno si trasforma invece in una sorta di tortura psicologica, di ricatto, di minaccia, quasi che io avessi colpa di quella pazienza che non fu chiesta solo a me, ma anche a loro.

Mi sveglio nel cuore della notte agitato, a pancia in sotto, o meglio nella migliore approssimazione di cui sono capace di quella posizione. Mi giro nel letto e cerco di riaddormentarmi.

Mi ritrovo ora in un'immensa radura, circondata da una fitta foresta di alti pini.
E' notte e sta nevicando, eppure la Luna, dopotutto nel sogno non mi aspetto alcuna logica, rischiara con la sua pallida luce quell'ambiente immenso.
La neve, azzurra ai raggi della Luna, è calpestata dagli zoccoli di un'orda di bisonti americani - accompagnata al pascolo da dei mandriani cui, non so bene perchè, anche io mi sono unito.

Le immense bestie passano pacificamente la notte - ci sono anche alcuni piccoli bisonti, che, non dormendo, si avvicinano al limitare del bosco.

Io non sto facendo nulla di particolare quando, dalla foresta, escono veloci e feroci dei lupi colossali, e dei barbari guerrieri tatuati e dai volti dipinti.
Si scagliano addosso ai piccoli bisontini, alcuni li vedo cadere, altri trascinare nel folto della foresta.
Gli altri animali, perfino i mandriani, sembrano confusi e incapaci di reagire a quell'attacco improvviso e spietato.
Ancora una volta io mi sento sopraffatto dalla violenza.
Avanzo nella radura in direzione delle bestie affamate.
Alzo le braccia al cielo e invoco ...
'Zeus, grande padre, concedimi l'uso della tua folgore per colpire i miei nemici' ...
E il grande padre mi ode: dal cielo piombano fulmini e saette, che colpiscono in ogni parte i lupi, e i guerrieri affamati, uccidendoli o costringendoli alla fuga.
Allo stesso modo, chiamo altre divinità, e tutte, nel modo cui loro si confà, riescono ad aiutarmi.
Il sogno finisce mentre io, volando a mezz'aria, cerco in quella confusione i superstiti di quella mattanza.

Stanotte ho sognato ancora.

Nel primo sogno siamo io e mio fratello.
Devo recarmi per lavoro in sud Italia, e mio fratello mi accompagna in auto.
Il panorama che vediamo attorno non è certo quello tipico del meridione: se infatti le colline a noi prossime possono ricordare i dolci declivi del centro Italia, le altissime montagne ricoperte di neve che vediamo lontano, in direzione sud appunto, non sono certamente tipiche della Puglia.
Siamo in autostrada - un'auto nera ci sorpassa a folle velocità, spaventandoci entrambi, quindi rallenta, va a zig-zag, si fa superare, quindi ancora ci passa, quasi sfiorandoci.
Guardando mio fratello gli dico 'Ok, adesso facciamola finita' e semplicemente faccio sparire nel nulla l'auto.
Mio fratello, con una risata nervosa, quella che si usa con chi nutriamo un certo rispetto quando vogliamo manifestargli un dissenso, mi dice 'Ma che hai fatto? Non sarà mica morto, vero?'.
Lo rassicuro: l'ho semplicemente fatto sparire, ma non è morto.
Anzi, aggiungo, 'adesso lo faccio riapparire in un supermercato. Immaginati il suo stupore, nel trovarsi catapultato, in uno stesso istante, da un'auto che sfreccia follemente, a un supermercato. E non capira' mai cosa gli è successo!'
Stiamo viaggiando con un navigatore satellitale.
All'improvviso la strada termina, presso un cumulo di pietre.
Guardo il satellitare: mancano ancora 5.9 chilometri.
'Dobbiamo farli a piedi?' domando.
'Si, ma cosa vuoi che siano! Dai andiamo'.
Mi guardo intorno - la giornata è splendida, il cielo è luminosissimo, le poche nuvole, bianchissime, lo rendono ancora piu' affascinante. Seguiamo un sentiero che sale un poco lungo la collina.
Alla mia sinistra, piu' in basso, vedo un numero di piccoli laghetti, acqua scura, che riflettono un cielo nero e spaventoso. Mi vengono in mente gli ammonimenti di un mio amico che vive in quelle zone - da bambino, in quei laghetti, lui, con un suo amico, andava a caccia di rane, ma un giorno il suo compagno venne risucchiato da quelle acque, all'apparenza cosi' calme, eppure ad un'occhiata piu' attenta tanto sinistre.
A un punto di biforcazione del sentiero io e mio fratello ci separiamo.
Io continuero' in salita, lui lungo un sentiero in pianura - restiamo comunque molto vicini.
Non posso pero' fare a meno che notare delle differenze enormi - il suo sentiero è fangoso, pieno di pozzanghere, alcune sembrano dei piccoli laghetti. Il mio è arido, e nei profondi solchi che segnano il terreno, di tanto in tanto si sentono sibilare dei serpenti, che pero' fuggono al mio passaggio.
Vedo anche che mentre nel sentiero di mio fratello le sue orme restano impresse nel fango, sulla dura terra ove passo io non si vede traccia alcuna del mio passaggio.
Consiglio a mio fratello prudenza.
Lui un po' baldanzoso, passa nelle pozzanghere, stando attento solo a quelle piu' grandi.
Sto osservando il cielo, rapito dal silenzio che ho intorno - è magnifico, non voglio piu' arrivare, e d'altronde non ho piu' il navigatore, quando vedo mio fratello davanti una piccola pozzanghera.
E' piccola, ma scura.
Non faccio in tempo a dirgli di stare attento, che lo vedo saltarvi dentro a pie' pari, con quella sicurezza un po' folle con la quale si vuole scacciare, esorcizzare una preoccupazione.
Ma quella pozza è senza fondo, e vedo sul suo volto, mentre ne viene inghiottito, il terrore.
E' già stato completamente risucchiato dal vuoto quando mi avvicino - mi tengo a una radice e immergo quanto piu' posso il mio corpo in quell'acqua limacciosa.
Muovo le gambe, sento le sue braccia, si aggrappa a me, mi ha preso!
Con grande fatica, scivolando, a volte perdendo la presa, riesce a riemergere.
Lo trascino con me su quel sentiero arido e saldo dove, prendendolo a schiaffi, lo rianimo.
Mentre ci laviamo via quella fanghiglia, vi trovo dentro, anneriti e sporchi, gioielli, pagliuzze d'oro, collane.

L'ultimo sogno è il piu' triste e per oggi non mi va di raccontarlo.

6 comments:

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  2. Ciao Gio!

    Scusa se non provo nessun tipo di analisi, ma mi limito a riportare un'impressione priva di significati.

    Il sogno del sentiero pericoloso in cui salvi tuo fratello mi ha ricordato un romanzo di Stephen King (Il Cimitero degli Animali), dove, in una radura, passata un alta barriera di rami secchi (vietato farlo!) il sentiero diventa molto simile a quello del tuo sogno. Oltre alle pozze e le sabbie mobili, è anche abitato da un gigantesco spirito pellerossa non proprio buonissimo. Poi il sentiero si inerpica per una salita di gradini scavati nella roccia che porta ad un altopiano sacro, ma molto pericoloso.

    Bisogna afferrare il Sogno quand’esso ti fa le sue rivelazioni. Non lasciarle disperdere, per condurle con sé, a forza, nel regno dei desti.

    Fai bene a scriverli!

    :)

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  3. Interessante!

    Di King ho visto un paio di pellicole (IT, Misery, oltre al controverso The Shining).

    Spero non mi citi per plagio :D

    A presto!

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  4. non voglio approfondire l'argomento, se vuoi ne parleremo ma secondo me tu sei in competizione con tuo fratello... non aggiungo altro.

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  5. Il sogno è simbolo e nulla è come appare...ma più di ogni cosa è l'esito delle esperienze e non conoscendo bene le tue vicissitudini è un pò difficile sbilanciarsi nell'interpretare.
    Non sono d'accordo con Marisa quando scrive che sei in competizione con tuo fratello. La sua figura la vedrei di più come un tuo alter-ego, forse con tratti che hai presenti in te stesso. Mi sembra che più di tutto in questi sogni emerga la tua figura di "salvatore" e soccorritore. Se salvi gli altri o te stesso è difficile da dire.
    Ci trovo tratti mistici. Far sparire le cose e invocare Dio che immediatamente risponde sembrano concetti legati ad una spiritualità superiore.
    Ma...visto che trattatasi di sogni, dunque dell'intimo più intimo ti chiedo anticipatamente scusa se ritieni che abbia scritto solo fesserie.
    Ciao Viruss

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  6. Cara Marisa, non credo di essere in competizione con mio fratello, proprio neanche un po' ;-)
    Però sono curioso di sapere cosa ne pensi ... a prestissimo!

    Viruss, le tue non sono mai fesserie.

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