Wednesday, 30 December 2009

Un ricordo

Ieri è stata una giornata bellissima.

Al mattino sono andato - dopo più di due anni - dal parrucchiere.
Ho ceduto alle deliziose insistenze di mia sorella e l'ho accompagnata - parrucchiere non propriamente da donna, ma di fatto un gioioso gineceo nel quale però non mi sono sentito fuori posto.
Un lavoro intenso: quelle ragazze, alle prese con creme, asciugacapelli, forbici e spray non stavano ferme un attimo, con molte clienti d'ogni età e con diverse esigenze, ma operavano in un'atmosfera per nulla frenetica, e anzi quasi rilassante.

Per la prima volta in vita mia, ho sperimentato un massaggio alla cute - delizioso. Le sapienti manine di quella ragazza hanno fatto più per la mia emicrania che non per il mio cuoio capelluto a dirla tutta.
Ammetto che ora non mi sembra più così assurdo che una donna passi tanto tempo a farsi sistemare i capelli - e non escludo in fede mia di tornare in quel locale un po' angusto ma non caotico in un futuro non troppo remoto.

Mia sorella non ha mancato di prendermi in giro per i complimenti di cui non ho evitato di riempire quelle ragazze ('ma quella è davvero mia sorella?' indicandola 'ma è diventata bellissima, fate davvero miracoli!'). Al solito mi ha accusato di essere un impenitente ruffiano - Don Giovanni.

È tutto amore! Chi a una sola è fedele, verso l'altre è crudele

Alle sei avevo un appuntamento - avrei cenato fuori - ma ho trovato il tempo di andare a fare visita a dei carissimi amici di famiglia, i genitori di un mio 'fratello di sangue' che conosco 'da quando ero alto così' (altezza del mio ginocchio o poco più direi). Noi siamo diventati, almeno simbolicamente, 'fratelli di sangue' quel giorno che, in giardino, abbiamo tentato, fallendo miserevolemente, di ferirci con un ferro arrugginito per mischiare il nostri globuli rossi.

Nella loro casa, come in pochissime altre, forse come in nessun'altra, mi sento a mio agio.

Abbiamo parlato un po' di tutto - anche se per poco tempo. Della situazione degli immigrati nella nostra città, che non è malvagia, delle necessità di non costringere i nuovi cittadini in ghetti, nell'etica del lavoro, del giusto riconoscimento che nella nostra operosa città avrà chi lavora sodo, della speranza di un'integrazione che tenga conto dei nostri costumi e che non sia nè intollerante e sciocca nè blanda e supina nei confronti dei loro. E poi di motociclette e inverno, e così via. Il tempo è volato - devo tornare per un pranzo o una cena al più presto!

Arrivo a casa - pochi minuti e suona il campanello.

Sono gli amici che mi hanno invitato a cena - prendo alla rinfusa un panettone, strappo la dedica al mio babbo, riciclare è eco friendy dopotutto, scendo a valanga le scale e partiamo in macchina.

Quella strada, che da giovane tante volte ho fatto in moto, fa da sfondo ai nostri discorsi, e mentre loro mi preparano alla sorpresa dei piccoletti, tanto cresciuti, che ci aspettano dai nonni, penso che quell'amico, che è il mio amico ritrovato, non l'ho più perso anche se ormai viviamo lontani e ci vediamo pochissimo.

In effetti non li riconosco più - alla finestra scambio clamorosamente il piccolo per la piccola. In auto i bimbi sono un po' timidi - mi metto nei loro panni: dal di fuori devo sembrare un orco, o un mago - alto, magrissimo, tutto vestito di nero e con ben due berrette.

Arriviamo a casa.

Nel giro di pochi minuti, mi ritrovo a giocare, ridere e parlottare con la piccoletta - 3 anni o poco più.

Mi prende per il dito e mi porta a spasso per la casa - fortuna che sono magro e passo dove passa lei, altrimenti avrei combinato un bel disastro, seguendola dietro il divano, per arrivare in camera sua seguendo una scorciatoia interdetta ai 'grandi'.

Il fratellino è ancora troppo piccolo, anche se incredibilmente sveglio, per riuscire a 'giocarci', quindi mi metto in ginocchio e sono tutto per lei.

Facciamo mille giochi - i miei amici mi dicono 'se sei stanco e ti rompe diccelo' - ma io non ho occhi che per lei, e la ascolto estasiato parlarmi di quel tizio dei cartoni animati.

Giochiamo un po' con dei Barbapapà, ammucchiamo delle piccole costruzioni.

Facciamo il gioco della pallina, il mio preferito.

Prendo la pallina azzurra, la chiudo in una mano.
E la sfido: io sono fortissimo, prendila se ci riesci.
Dopo una breve lotta, con risa a non finire, vince.
Prende la pallina.
La guardo con fare di sfida mentre mette le manine dietro la schiena per nasconderla.
La chiedo 'fammi vedere questa manina'.
Vuota.
'Fammi vedere l'altra'.
Passa l'altra dietro la schiena e ma la mostra.
Vuota.
Il mio viso a stupore 'ma ... dov'è?'.
Le chiedo di farmele vedere tutte e due.
Veloce come il fulmine la mette sotto il cuscino e me le fa vedere - vuote!
'Oh, ma dov'è?'
'Dove, dove' ripete ridendo.
Mi guardo in torno disperato - sotto il letto, dietro di lei ... poi mi avvicino furtivo al cuscino, e le sue risate sono di una bellezza che nessuno saprebbe mettere in parole.
Ceniamo - ottimamente, e mentre la mamma mette a letto il piccolo, lei mi prende e decide di pettinarmi - con il suo set da piccola parrucchiera. Poi mi porta i suoi libricini: Biancaneve, Pinocchio, Cenerentola.
Si mette alla mia sinistra, e tenendomi la mano con le sue, ascolta, mi gira le pagine (non sa leggere, ma sa quando girarle, ha imparato a memoria quasi tutto) e piano piano si lascia vincere dalla stanchezza.

Una serata che non dimenticherò mai, e che quando sarai grande ti racconterò tante volte - e aggiungerò anche dei cazzottoni che tiravi a quella bamboletta per far partire la Ninna Nanna ;-)

Giunto a casa, stanchissimo e con un mal di schiena che mi sono portato dietro anche oggi, pedaggio che il mio corpo malato mi presenta ogni volta faccia qualcosa di 'diverso', e che non mi lascerà temo tanto presto, mi sono goduto, nella solita insonnia, la consapevolezza di avere qualcuno che amo davvero, e da cui sono amato.

10 comments:

  1. Tanti Auguri per il Nuovo Anno!!!
    Che ti porti molte giornate come quella che hai appena descritto!!! (e magari senza mal di schiena, però!!!)
    Ciao!!!
    :) :) :)

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  2. Che quadro stupendo hai descritto!
    Non è frequente trovare di queste descrizioni in internet...Grazie!
    Intanto ti auguraro un felice 2010 di serenità e amore!
    Anna Chiara

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  3. Caro Milo, grazie mille e tanti auguri anche a te.
    Tra le cose belle capitatemi quest'anno, c'è anche l'averti conosciuto.
    E il mal di schiena, via, è quasi dolce ;-)

    Cara Anna Chiara, ti ringrazio sinceramente per le bellissime parole! Anche a te auguro un 2010 pieno delle uniche due cose davvero necessarie: serenità e amore

    Cara Marisa, un sorriso lo strappano davvero questi piccoletti!

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  4. ufff......ecco perchè non hai risposto al telefono....
    :) buon anno, kleiner!

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  5. Ma quando? Uffa :'-(
    Stanotte pure ho tolto la suoneria, ho avuto una delle insonnie peggiori di sempre ... e innescata alle 4 dall'SMS di un amico tedesco ;-)
    A prestissimo!!

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  6. BELLISSIMO, bellissimo post davvero, da leggere tutto d'un fiato, riguardo al mio post sulla disavventura occorsa al ragazzo disabile in treno ho pensato la stessa cosa.... spendiamo soldi per le cazzate più assurde ma di fronte alla difficoltà del prossimo non siamo capaci di cacciare fuori due lire... che vergogna...

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  7. Un racconto dolcissimo amico nuovo e caro.
    Scusami se ti sto trascurando...dammi altri due giorni di tempo.:)
    Apro il pc, ma poi mi affeccendo in altre cose. Martedi dovrei ritornare quasi alla normalità.


    P.S.
    i bambini sono al momento la cosa più dolce e spontanea che ci circonda.Quasi un peccato che crescano...

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  8. Ah...dimenticavo!...Adoro farmi toccare i capelli, pagherei persino. E se vedo qualcuno toccare i capelli, tipo dal parrucchiere, mi addormento.

    Giuro che non scherzo!

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  9. Grazie delle belle parole, siete così gentili che uno rischia di abituarvisi ;-)
    Cara Nicole, vai tranquilla, ti aspetterò.
    Nel frattempo mi riprendo da un piccolo malanno che ha trasformato il mal di schiena in mal di tutto ma che ora sta svanendo ;-)
    Ciao!

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