Sunday, 13 December 2009

Six degrees of separation e le mele

Dovrei parlare dell'aggressione a Berlusconi ma non ne ho voglia. Dico solo che per fare di un criminale un martire ci vogliono due ingredienti: un folle aggressore e un popolo bue. In Italia abbiamo tutto il necessario a quanto pare.

Parlo invece del Six degrees of separation, o 'teoria dei sei gradi di separazione'.

Da Wikipedia:

La teoria dei sei gradi di separazione è un'ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari.

Penso alle cinque mie amiche immaginarie - qualcosa di simile pure esiste al mondo, ne sono sicuro.
Penso soprattutto alla mia amica Klara, che non ho mai visto, e che pure so che nessuna di queste, se mai pure ne trovassi almeno una, potrà mai neanche lontanamente adombrare, perchè le sue mele non sono le solite mele, le sue favole non sono le solite favole.
Penso a te, di cui non riesco a dire nulla.
Penso alle altre belle persone che ho conosciuto qui.

E ogni volta medito su questi 5 intermediari, dei quali il quinto, quello che ti conosce, in assoluto, è il più fortunato.

Ogni tanto capita che ci si incontri, con Klara, in quel mondo virtuale che è Second Life.

Io non so nulla di SL, per me non è che una chat, un modo per riuscire a comunicare, in diretta, con lei, e con qualche altro amico comune.

Ieri sera ero distrutto: me ne sono andato a letto verso le 22, augurandomi di dormire 12 ore e di recuperare così un po' di sonno arretrato. Mi sveglio. Controllo l'orologio: mezzanotte.
Vabbeh, mi alzo.

Accendo il PC, mi collego.

Sono online un po' di amici - ci si ritrova quindi assieme per discutere un po' 'come ai vecchi tempi'.

Si parla del più e del meno - il tempo, la sicurezza su internet, van Basten e vampirismo - quindi ci troviamo a discutere di amicizia, e di rapporto genitori-figli.

In qualche modo l'argomento devia poi sul rapporto con la nudità - nostra e altrui, da bimbi e da adulti e - infine - sul pudore che si ha nei confronti della sessualità, sull'imbarazzo-vergogna-preoccupazione che i genitori vivono nell'eventualità che un loro bimbo li veda nell'atto sessuale, quando anche questo sia di vero amore e non implichi nessuna violenza o perversione.

Una discussione assolutamente decente, ci tengo a sottolinearlo.

Dato per scontato che nell'intero mondo animale questo non accade, ci troviamo d'accordo che in effetti l'argomento non sia di facile discussione (specie alle tre di notte) e che se anche molte delle paure che interessano questo fenomeno sono forse basate su preconcetti non del tutto sensati, non è detto che lo siano tutte.

Insomma, un po' di privacy non guasta, e se anche 2.5 su 5 dei partecipanti la discussione avevano in qualche modo 'assistito' a un atto sessuale dei propri genitori senza diventare degli psicopatici serial killer, è anche vero che i rimanenti non lamentavano il non aver vissuto un'esperienza simile.

La discussione potrebbe finire qui - e invece no.

Metto lo stralcio finale della discussione.

Chiara: Pero' io non capisco questo mistificare un fatto naturale come il sesso certo e' un fatto privato ma non vedo questo gran dramma se il bambino assiste per caso e' un atto d'amore e indica che papa' e mamma si amano
Gio: O mamma e l'idraulico
Chiara: Questo e' meglio che vederli litigare no? Invece non ci si vergogna a litigare davanti ai figli e' questa l'anomalia.

A quel punto la discussione si, poteva finire.

Allora ragazzi, ve lo domando di nuovo: li scelgo bene i miei amici, vero?

4 comments:

  1. Viruss.
    Senza negare che far assistere i bambini a litigi tra adulti è davvero un'anomalia c'è da dire, rispetto ai rapporti sessuali, che i bimbi piccoli (4-5 anni) vanno preservati perchè non capiscono e non hanno i mezzi per attribuire un significato a ciò che vedono per cui si possono spaventare. L'atto sessuale, seppur spesso un atto d'amore è un atto fisico che può somigliare ad una violenza, per chi non ha ancora ne categorie mentali ne schemi che possano dare la giusta collocazione all'atto, per cui assistervi può essere traumatico.
    Per un bimbo piccolo, vedere mamma e papà intenti in un atto cosi fisico e cosi inconsueto può generare molta ansia e smarrimento.
    Per i bambini più grandi, intorno ai 10-12 anni, che sanno già, più o meno cosa vedono scatta invece la molla del pudore e della vergogna e anche in quel caso meglio preservarli per evitare l'insorgenza di sensi di colpa.

    Vista la sensibilità che dimostri nei tuoi scritti non c'erano dubbi sul fatto che gli amici li sai sciegliere.
    Bye.

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  2. Cara Viruss, che dire?

    Concordo con te - l'anomalia è proprio la naturalezza con la quale si litiga davanti ai bimbi - serialmente.

    Resta poi il problema cui non so dare risposta circa la corretta educazione sessuale che va data ai bimbi - sono convinto vadano educati ma non so come.

    A presto!

    Gio

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  3. Io vidi una volta i miei genitori farlo e fu casuale. Avrei voluto morire per l'imbarazzo. Ho provato fastidio, molto.Ma come dici tu, non ha intaccato poi la mia psiche o la mia in seguito vita sessuale.

    Io credo che ai ragazzini vada spiegato con naturalezza, aspettando le loro domande, che arrivano inevitabilmente e puntualmente. C'è sempre un bambino più informato che inizia ai racconti della procreazione i suoi compagni.

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  4. In effetti il problema è proprio la naturalezza con la quale si litiga, e si fanno ben peggiori oscenità di fronte ai bimbi.
    Va anche detto che il bello di un mondo virtuale è che si riesce a parlare con naturalezza di certe cose - ripeto senza nessuna malizia o simili.
    Ciao :)

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