Tuesday, 29 December 2009

Madrid

A Madrid sono stato quest'estate, verso la fine di maggio.

Di ritorno a casa dopo un viaggio di lavoro, facendovi scalo, pensai bene di passarvi un giorno - un paio di amici vi avevano vissuto e me ne avevano sempre parlato talmente bene che mi sembrava sciocco non profittare di quegli ultimi giorni di primavera.

Non avevo preparato nei dettagli il viaggio - vado sempre all'avventura, mi piace improvvisare e poter cambiare programmi all'ultimo.
Giunto nel tardo pomeriggio, presi un taxi e dissi all'autista, molto semplicemente, 'mi porti al Hotel Prado', di cui avevo letto qualcosa in rete, tra un appuntamento e l'altro.

Per il prezzo che pagai, mi ritrovai in una camera degna d'un re: devo ammettere che tanta opulenza addirittura mi urtò un poco - non posso fare a meno di credere che ammucchiare status symbol, come possono essere delle TV Lcd (ben due, e grandi, in quella stanza), sia alle volte un modo sbrigativo di darsi un tono.

Un tentativo.

Guardo il depliant: programmi in ogni lingua - come ci si può godere la Spagna se puoi vedere la BBC? Badate bene: sono il primo a voler spesso lavorare in trasferta, il primo incapace di staccare completamente (ho lavorato anche in questi giorni di feste ...) ma lamento questa mia incapacità come uno dei miei difetti maggiori.

Alice un bel giorno mi staccherà il cavo di alimentazione mentre starò lavorando, e allora inizierà una furiosa battaglia coi cuscini - ti avverto fanciulla che sono cresciuto con una sorella maggiore che non si è mai tirata indietro e che anzi spesso era la prima a iniziare ... sono allenatissimo ;-)

A proposito, non tarderà troppo il messaggio sulla dark side of Gio, promesso ;-)

M'ero ripromesso di visitare la Madrid notturna, di godermi quei marmi illuminati dalle lampade bianchissime delle cartoline che avevo visto, ma ero talmente stanco che crollai quasi subito, dopo una rapida doccia.

Al mattino però mi svegliai pieno d'energia.

....

Passo in portineria, dove la ragazza al bancone mi da il buon giorno con un sorriso e un accento che non si trova facilmente al di qua dei Pirenei, e con lo zaino in spalla parto: destinazione ignota.

....

Ho camminato ore e ore sotto il sole cocente di quello splendido giorno - sono salito e sceso dai colli, ho ammirato architetture maestose, palazzi immensi, indugiato un poco su una scalinata, sotto un arco, con un gelato al limone e fragola tra le mani che si scioglieva piano piano.

Dei musicisti di strada suonavano Vivaldi se non ricordo male.

Fermandomi in un negozio di souvenir, ho comprato due cartoline e un ventaglio - al solito le cartoline sono rimaste a casa mia (oltre che il numero di telefono mi servono anche gli indirizzi di Alice e socie ;-) ) mentre il ventaglio l'ho donato a un'amica che un giorno ho visto un po' giù di morale - chissa se almeno un poco l'ha rallegrata.

Ho avuto mille volte la tentazione di fermarmi.
Gio, fermati, tra poco crolli a terra.
Gio, fermati, vuoi svenire qui?
Gio, fermati, cosa te ne frega di Madrid?
Gio, fermati ...

A un certo punto mi sono fermato.

Madrid: una città splendida, nella quale avrei voluto passare più tempo. Avrei voluto cenare in quella 'posata' (era scritto così? non so) in quella piazza, avrei voluto entrare in quel liutaio, magari trovare un po' di Flamenco ...

Parole, parole, parole.

Madrid è il nulla.

Madrid non mi ha dato quello che volevo davvero: un ricordo condiviso con te.

9 comments:

  1. Madrid fa male.
    Troppe belle ragazze.

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  2. Peccato... io non ho mai viaggiato da sola.... forse per una ragazza è più difficile... ma è una cosa che mi attira in maniera incredibile.... poter fare e vedere tutto quello che voglio vedere con solo i miei ritmi e le mie idee... EGOISTA?... ogni tanto un po di egoismo non guasta....

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  3. Lorenzo: vero - in Spagna in generale c'è grande abbondanza ;-)

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  4. Ricordo quel giorno che affamati entrammo in una taverna che sembrava un bar, dentro luci basse, il bancone a destra era carico di caraffe di vino e bicchieri sporchi dove un cameriere triste serviva, con una lentezza esasperante, la sangria con le fettine tonde di arance che galleggiavano nella caraffa.
    Alla pianola posta sulla parete di fronte un vecchietto tutto serio suonava a ritmo di flamenco e accompagnava il cantante, vecchio anch'esso, che più triste di tutti si lamentava con lo stile tipico degli spagnoli incazzati quando cantano le coplas.
    Alzai gli occhi e trattenni una sghignazzata, sulla parete sopra la pianola troneggiava una insegna in legno dove caratteri cubitali dicevano: "VIETATO TACHEAR". Delizioso!
    Madrid è bellissima sia che ci si vada da soli che in compagnia, basta solo avere voglia di accoglierla nel proprio cuore.

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  5. Calendula, non è egoismo più di quanto non lo sia passare una giornata qualunque in solitudine.

    Cara Marisa, di sicuro vorrei tornarci, specie ora che sono un po' più allegro.

    A presto :)

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  6. e chi lo sa, potremo tornarci insieme.... ehehehehe

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  7. Mai dire mai dunque ...
    Ma ti avverto che sono terrorizzato dagli aereoplani ;-)

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  8. vabbè! andiamo a piedi... e che ci vuole?
    ahahahhahaha

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  9. confermo le lotte con i cuscini

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