Monday, 7 December 2009

Il mio amico

Io non ho mai smesso di giocare in vita mia.

Ogni settimana, due tre volte la settimana, gioco come un bambino con altri adulti che tornano ragazzini.

E' bellissimo e veramente mi costerebbe molto farne a meno, specialmente quando il morale precipita 6 feet under, il che capita spesso.

Due dei miei più cari amici li ho conosciuti qualche anno fa.

Si frequentava tutti e tre un sito di videogiochi, dove ci si consigliava, ci si organizzava per tornei e così via.

Capitò poi anche di incontrarsi dal vivo, alle varie fiere inizialmente, e poi, di tanto in tanto, per cene, tornei, serate al bar.

Ovviamente un'amicizia non può basarsi solo sulla condivisione di un'esperienza di gioco, e infatti quella condivisione è stata solo l'inizio che ci ha dato l'opportunità di conoscerci.

Ne ho conosciuti a decine di giocatori, alcuni sono diventati miei amici, e loro sono tra i più cari amici che abbia mai avuto in assoluto. Ho preso 3 aerei per andare al matrimonio di uno di loro ... e non l'avrei fatto per molti altri ...

Proprio oggi pensavo che con loro mi sento benissimo: completamente a mio agio, faccio le mie battute di spirito oscene, mi sento dare con gioia del 'scandalosa questa, davvero Gio', si ride, si parla di un po' di tutto.

Notevole.

Non mi sento sotto una lente di ingrandimento, non mi sento compatito nè, ovviamente, deriso. Naturalezza. Con tutte le volte che ho salvato loro la vita, mi sembra il minimo ;-)

Sabato si giocava.

Mi avevano mandato un SMS nel primo pomeriggio 'Gio, vieni?'.
Io ero in città - arrivo dopo un'oretta e mi chiedono 'Ma Gio dov'eri?!?'.
Il sabato vado a lezione di chitarra, e, anche se la lezione è al mattino, mi fermo poi in città per qualche ora. Cammino, passo in ufficio, vado al negozio di musica. Insomma, il tempo vola.

Parlando dunque della lezione, scopro, con stupore, che uno dei due è stato per anni un chitarrista semi professionista, che per anni ha suonato la classica e l'elettrica, e che per anni ha studiato presso non so quale maestro.

Ne sono entusiasta.

Gli faccio un sacco di complimenti - caspita, è un musicista!

Sono li ancora incredulo e colmo di meraviglia, ancora a tessere lodi sperticate, quando mi dice, senza tono di rimprovero ma convintamente :

'Ehy Gio, ma che dici? Tu non devi complimentarti perchè sono stato un chitarrista, tu è di me che devi essere amico, non del chitarrista'.

Straordinario.
Illuminante.

Allora, li scelgo bene i miei amici, eh?

3 comments:

  1. Senza ombra di dubbio.
    Io invece faccio spesso confusione nella scelta tra coloro che meriterebbero non piu' di un minuto del mio tempo e quanti invece sarebbero degni che gli dedicassi tutta la vita.
    Baci
    Dony

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  2. Una delle fortuna di essere un disastro umano piu' o meno evidente, è che almeno si è 'avvicinati' solo da persone un po' particolari.

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  3. Si, che lo fai...Non è facile scegliere, ma nemmeno farsi scegliere. Ci si riconosce solo per Miracolo.

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