Wednesday, 23 December 2009

Fidarsi

Fidarsi: cosa significa?

Fidarsi di una persona - può voler dire dargli le chiavi di casa tua, mentre tu sei in vacanza, e poi lasciargliele per tutto l'anno.

'Mi fido di te', e dai la tua moto al tuo amico che mai è andato oltre la bicicletta - e quando alla prima curva cade, non ti rammarichi di avergliela data, e sopporti anche benevolmente i suoi improperi ('non mi avevi detto che non dovevo curvare in salita') perchè in parte te li meriti.

Il mio migliore amico ha alcune delle mie password informatiche, i miei fratelli hanno accesso al mio conto bancario, i miei libri, i miei dischi finiscono regolarmente nelle case altrui.

Ok, questo è assodato: io mi fido degli altri per quanto riguarda questioni per così dire tangibili - vedo nell'altro qualcuno che, non meno di me, è onesto, capace, premuroso.

Questo dipende forse dal fatto che, per tutta la mia vita, io mi sono dovuto fidare degli altri: spesso persone che non conoscevo mi hanno aiutato - medici, infermieri, amici, anche semplici passanti si sono adoperati per farmi del bene.

Per anni, ho sempre potuto contare su spalle forti per portare i miei zaini, c'è sempre stata una macchina per venirmi a prendere in stazione, o qualcuno che, facendo finta di fermarsi a guardare il paesaggio, mi lasciasse tempo di riprendere fiato durante una passeggiata in montagna.

Ma se dunque il mio passato mi ha portato ad avere questa fiducia concreta negli altri, è anche vero che, esso stesso, mi ha indotto a non credere alle parole di conforto di quegli stessi amici che si prodigavano per me.

Troppe volte, fin da bambino, mi sono sentito dire bugie - a fin di bene - e la somma di queste bugie mi ha messo in allerta e sospetto, forse oltre il necessario: negli anni è così andata via via cementificandosi in me la convinzione che ogni manifestazione d'affetto o stima fosse dettata dalla pietà, che passasse sempre in primo piano la paura di 'ferire' il piccolo Gio.

Così, oggi, raramente credo che gli altri siano sinceri nei miei confronti.

Cercate di mettervi nei miei panni.

Torno con la memoria a quel letto d'ospedale, più di venti anni fa.
Non avevo neppure dieci anni: giacevo, privo di forze e pieno di dolore, immobile.

Di fronte a me, il dottore: me lo ricordo alto e molto elegante.

Nella mia mente una sola ossessione - casa.

Perchè io a casa ero stato sempre bene, e in ospedale, invece, male - quindi ero convinto che la medicina vera fosse la casa, che stare male, li, fosse impossibile, addirittua contro natura.

Perchè si deve andare a scuola, perchè la mamma deve rifare il letto, perchè non ci sono gli apparecchi per le flebo a casa.

'Quando torno a casa?'
'A fine settembre'.

Arriva la fine di settembre, di ottobre, e finalmente, gli ultimi giorni di novembre vedi ancora le montagne.

Torni a casa e stai ancora male, peggio se possibile.

'Ma quando andrà a posto la ferita?'
'Va meglio, tra poco sarà a posto' e invece si va avanti per due anni.

Si fa in fretta a perdere fiducia negli altri, e non è facile gestire questo terremoto quando sei un piccoletto.

Risultato: io non mi fido quasi mai degli altri quando si tratta di me.

Quasi.

Si, perchè poi capita che conosci qualcuno di cui ti accorgi, senza averci neppure pensato, che ti fidi.
Sorprendente, ma è così.
Punto e basta.

E allora pensi che si, è vero, chi trova un'amica trova un tesoro.

Tu sei un tesoro.

14 comments:

  1. E meno male..un bacio ed un abbraccio
    :)

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  2. è destabilizzante, quando improvvisamente scopri che non dovevi fidarti...ma, in fondo, cos'è fidarsi di qualcuno? spesso quel qualcuno ti è fedele solo fino a quando ci sono le condizioni...
    io mi fido, di pochissime persone...forse una o due , )
    però so, che di me ci si può fidare...scusa le ripetizioni...ciao

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  3. Sto cucinando da stamattina uff uff...

    Comprendo benissimo quello che hai voluto dire.
    Anche io sono molto diffidente, ma per altri motivi. Spesso vengo delusa. Ma è cambiato qualcosa...non mi 'ammazzo' più. E vado avanti...ci sonto tanti tesori da scoprire ancora.
    Per esempio ho conosciuto te. Magari diventerai uno dei miei più cari amici. Mi piacerebbe.

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  4. @ Agatha, meno male davvero :-) A presto!

    @ Gio' - destabilizzante è il termine giusto, senti il terreno franarti sotto i piedi, e non vedi appigli cui aggrapparti. Terribile.

    @ Nicole - lo spero fortemente anche io mia cara :-)

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  5. Banale, ma la frase fidarsi è bene non fidarsi è meglio è proprio vera! Condivido il tuo pensiero. Ciao :)

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  6. Sono rimasta un pochino a riflettere, dopo il tuo post. Sono arrivata all conclusione che in generale non mi fido di nessuno, se non per momenti circoscritti, diversi a seconda della persona con la quale ho a che fare. Penso che non riusciro' mai a dare la mia totale fiducia a nessuno (ma davvero qualcuno puo' farlo?). Non mi fido del tutto neanche di me stessa, conosco le mie debolezze. Quando qualcuno dice di fidarsi di me avverto sempre (e le persone delle quali diffido sono quelle che, non conoscendomi, mi dicono di fidarsi di loro...). E nonstante tutto so che bisogna fidarsi, che a volte si lascia la propria vita nelle mani di qualcun'altro (ma gia' far guidare la moto a qualcuno che ti sta riaccompagnando non e' la stessa cosa?). Scusami la lungaggine. :)
    E auguri! :D

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  7. Auguri anche a te :-)

    Per quel che mi riguarda, fidarsi o meno, nel senso di cui parlo qui, non è oggetto di un ragionamento: volendo correggere un po' il mio pensiero, in questi casi fidarsi è una decisione che ti non ti accorgi di prendere ma solo di aver preso.

    Resto una persona che da fiducia solo nelle questioni 'concrete' e raramente per quelle più intime, ma non escludo di potermi fidare ancora, istantaneamente, di qualcuno, in futuro.

    A presto :-)

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  8. Scusa l' OT :
    TANTI AUGURI DI BUON NATALE!
    (Anche se un po' in ritardo e anche se non sono un'amica!)
    :D :D :D

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  9. Grazie per la tua "precisazione", che condivido in pieno. :)
    E' capitato anche a me di dare fiducia "a pelle", e senza dovermene pentire.
    A presto! (Che poi, leggo sempre i tuoi post, anche se non sempre commento... credo che abbiamo qualcosa in comune). Ciao!

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  10. Caro Milo, tanti auguri anche a te, sinceri.

    Cara Colei che, 'abbiamo qualcosa in comune' ... tra tutte le parole che potevo leggere oggi queste sono di certo quelle che più mi colpiscono.

    Trovare qualcuno che con noi condivide qualcosa non è esperienza di tutti i giorni.

    A presto!

    Gio

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  11. Cara Strawberry,

    in effetti un corollario del noto proverbio potrebbe essere 'ci sono condizioni nelle quali si è forti abbastanza da potersi fidare degli altri'.

    Il problema è che capita d'aver bisogno degli altri quando non siamo forti.

    Anche un titano può scoprirsi, anche solo in un istante, debole. Una falla improvvisa, e il Titanic diventa una bagnarola.

    Le scialuppe di salvataggio, quasi invisibili sulla nave, sono quei semi d'amicizia che andiamo cercando negli altri.

    Auguri :-)

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  12. fidarsi è una parola a metà.
    in realtà quel che desideriamo fare è forse "affidarci" a qualcuno?
    è una delle cose che mi viene peggio, se non ci fosse, come hai detto tu Kleiner, l'istinto delle nostra pelle.
    Thank God. la mia pelle mi ha dato amici preziosi e m'ha protetta da cattivi veri o presunti.

    e poi: affido la lettura del mio cuore ad un altra persona sperando che inanzitutto non me lo mangi e che poi lei o lui me ne faccia leggere un po' nel suo.

    ancora buon natale, kleiner

    love, mod

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  14. Cara Mod, io sono miope.

    Per leggere devo avvicinarmi moltissimo.

    Capita che, avvicinandomi a qualcuno, non veda quel tappeto, e vi inciampi rovinosamente.

    Allora che fai?

    O avanzi molto piano, o rinunci.

    E se avanzi troppo piano magari l'altra persona se ne va, perchè pensa che non tu non ti vuoi avvicinare per nulla.

    Essere miopi però ha anche dei vantaggi.

    Ma questi vantaggi sono segreti da sussurrarsi all'orecchio.

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