Saturday, 26 December 2009

Diocleziano e la cosa più importante del mondo

Ero indeciso: scrivo di sesso, amicizia e amore o di Diocleziano e della cosa più importante del mondo?

Considerato che in questi giorni di festa il mio cervello è veramente ridotto ai minimi termini da pranzi luculliani, grida, campane che suonano a festa, suonerie di cellulare che trapano et cetera, ho deciso di scrivere di Diocleziano, un argomento leggero che non richiede lucidità quanto quell'altro argomento, del quale so poco e male.

Non riesco a concentrarmi in quel marasma che è casa mia ;-)

Oggi abbiamo cenato ancora in famiglia: tutti i figli riuniti, e un amico.

Si parla di questo e quello: l'aggressione al papa, il ritorno di Schumacher in Formula Uno, l'arrosto di ieri, i piccoletti che crescono.

Non so come, mi ritrovo a parlare di questo episodio - anneddoto per essere più precisi - che riguarda Diocleziano.
Anzi, ora mi torna in mente: un involtino infilzato di troppi stuzzicadenti è stato il pretesto per parlare di San Sebastiano, martire della persecuzione ordinata proprio da Diocleziano.

Non voglio tediarvi con le cronache di quasi duemila anni fa: tenete presente che Diocleziano è stato uno degli ultimi grandi imperatori di Roma: avvio' notevoli riforme, tento' di arginare la disgregazione in atto, posticipo' di vent'anni, secondo Montanelli, la sorte ormai segnata di un impero che era ormai corrotto all'interno e aggredito dall'esterno.

Un uomo che esercitò per circa vent'anni un potere immenso: sovrano di un territorio sconfinato e arbitro del destino di milioni di esseri umani. (ometto dettagli non significativi per l'oggetto in questione).

Diocleziano non morì da imperatore: si ritirò a vita privata, come promesso al momento della nomina a imperatore, attorno ai sessant'anni, trascorrendo gli ultimi anni della propria vita in una favolosa villa a Spalato, nella provincia dell'Illiria (credo).

Benchè ritiratosi, godeva ancora di un certo prestigio, tanto che Massimiano, che con lui aveva governato l'impero per quel ventennio, cercando un appoggio per delle sue questioni politiche, si presentò presso la sua meravigliosa reggia, tentando di portarlo a riconsiderare il suo ritiro, ricordandogli la grandezza del potere passato e lasciandogli intendere che quel potere sarebbe tornato.

Si dice che a queste lusinghe Diocleziano abbia risposto così:

"Se tu vedessi quali cavoli mi crescono negli orti di Spalato, nemmeno mi chiederesti di tornare ad occuparmi dell'impero"

I cavoli erano la cosa più importante del mondo, agli inizi del quarto secolo dopo Cristo, dalle parti di Spalato.

Mi ha stupito constatare come diverse interpretazioni sono state date di questa frase dai varii membri della mia famiglia - alcune differiscono per sfumature dalla mia, che è piuttosto banale: l'uomo che ha avuto potere, ricchezze, che ha guidato eserciti, scritto leggi e cambiato il corso della storia, sceglie, con vera coscienza, la vita da contadino che non quella di intrigante.

Viceversa, c'è chi ha approfondito questo concetto, osservando come mentre l'imperatore comanda attraverso messi, messaggeri, sicari, e tramite leggi, editti, ordinanze che andranno interpretate e magari eluse, il contadino è veramente padrone ed esecutore, autenticamente in grado di mettere in atto il 'logos' di cui è demone.

9 comments:

  1. Non so perchè ma ho l'impressione che questo aneddoto possa essere un invito a che il capo del nostro governo faccia uno sforzo per capire quanto possa essere prezioso, per lui, ritirarsi in campagna e godere del lavoro della terra.
    Perchè sfidare un nuovo Tartaglia che potrebbe prendere meglio la mira e privargli della possibilità di emulare il grande Diocleziano?
    Magari potrebbe superarlo andando a raccogliere pomodori nei campi siciliani a fianco di quei ragazzi di colore che, sottopagati, guadagnano così la loro giornata.
    Susciterebbe ammirazione per la sua apertura mentale e per il grande sentimento cristiano di fraternità e umiltà...

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  2. Ti devo confessare cara Marisa che avendo avuto modo di discutere un po' con amici italiani, mi sono reso conto che ormai si è incapaci di fare un discorso politico sereno a causa del pregiudizio, in un verso o nell'altro, di Berlusconi.

    L'accentrare attorno a sè l'interezza del discorso politico ha veramente recato un grande danno in termini razionali agli italiani.

    Silvio, datti ai cavoli!!!

    PS: dimmi: San Galgano la conosci? :-)
    E' li che ho visto 'Alice'!!!

    Ciao :-)

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  3. La vita politica, oggi in Italia è così ingombrante al punto che ci è difficili prendere le distanze.
    L'unica cosa che oramai si riesce a fare è essere pro o contro, questo ci da un senso di appartenenza, l'orgoglio di esseri pensanti, non importa che, purtroppo, c'è una manipolazione mediatica dietro.

    San Galgano lo conosco bene, ci ho cantato poco tempo fa... ma sono sicura di non conoscere Alice.
    Ma, perdona la sfacciataggine, non ho capito bene, la tua Alice è reale?
    Vuoi che facciamo una ricerca per trovarla oppure... la tua Alice è più vicina di quanto tu creda?

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  4. Cara Marisa, Alice è reale, e la conosco davvero, anche se solo di 'vista'.

    Ma dalla Alice 'reale' che ho visto senza conoscere per caso a San Galgano, e che poi per un'altra via, indipendentemente, ho reincontrato per nome e cognome, ho avuto soprattutto un'ispirazione meravigliosa per la mia Alice irraggiungibile ;-)

    Cercando Alice sto trovando moltissimo - e anche se questo tantissimo è sempre a svariate centinaia di chilometri di distanza, ne sento la presenza.

    Sempre il meraviglioso è stato irraggiungibile per me - incontrare 'Alice' nella mia vita sarebbe forse un trauma devastante ;-)

    A presto

    Gio

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  5. Dimenticavo!

    La cosa più bella comunque è scoprire qualcosa che non riuscivi neppure ad immaginare.

    A me è capitato.

    Ciao!

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  6. Caro Gio, capisco che ci sono situazioni in cui l'evasione dalla realtà è un conforto per superare ostacoli o dolori che ci accompagnano nella vita ma costruire un personaggio su cui investire le proprie emozioni non mi sembra conveniente.
    Su questo post tu ti descrivi dettagliatamente e quello che io ho recepito è che sei una persona speciale e non perchè hai un problema fisico.
    Questo, per me, diventa un problema solo se lo si vive come problema.
    Quello che conta è il cuore e la testa e tu ne sei molto ricco.
    Non ti conosco, non conosco la ua vita per cui parlare di te sicuramente è un azzardo, ma più ti leggo, più mi convinco che se solo tu credessi in quello che possiedi riusciresti anche a far innamorare tutte le Alice che avranno la fortuna di conoscerti.
    Buon 27 dicembre

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  7. p.s.
    l'approvazione dei commenti ci mette tanto tempo, perchè non aggirarla?
    Io l'ho fatto, ciao.

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  8. Cara Marisa,

    Le donne e l'amore ...

    'Sai ch'elle per me son necessarie piu del pan che mangio, piu dell'aria che spiro'

    Sicchè dopo un digiuno totale penso davvero di aver perso un po' di lucidità ;-)

    E così è nata 'Alice'.
    Curiosamente, con la vera Alice la prima cosa di cui ho parlato è stato proprio il Don Giovanni.

    Per l'approvazione: l'ho messa per avere la notifica dei nuovi messaggi - così da poter leggere tutti i nuovi commenti, anche dei post vecchi.

    A presto e grazie delle bellissime parole.

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  9. Che meraviglioso dialogo tra te e Marisa...
    Riguardo al post invece...le interpretazioni potrebbero essere tante.
    Credo che dopo una vita di lotte e stress e ambizioni sterili e no. Coltivare un bellissimo cavolo abbia un senso.( tra l'altro la pianta è bellissima )
    Il senso della vita è racchiuso in quello che non vediamo spesso. Eppure è intorno a noi. Fortunato chi riesce ad accorgersene in tempo.

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