Sunday, 20 December 2009

Casa mia - seconda parte

Stamattina, mentre ero sul tram che mi avrebbe portato in stazione, pieno di sonno, sotto il peso di troppi bagagli, bardato di sciarpe e guanti quasi fossi in partenza per una spedizione artica, tornavo con la mente a questi ultimi mesi.

Passando davanti il termometro all'altezza di una delle prime fermate, butto l'occhio sul termometro: meno dieci.

Meno dieci ...

Da bambino, avevo problemi a capire il concetto di temperatura.

Non mi sembrava che quando c'erano 10 gradi, ad esempio, facesse 'caldo il doppio' che quando ce n'erano 5, e il concetto stesso di 'temperatura sotto zero' mi mandava un po' in confusione. Un'altra cosa che mi metteva in difficoltà era il senso di 'caldo relativo'. Avevo letto, forse in un fumetto, di un tizio che, vivendo al Polo, si beava del clima mite - 'oggi fa caldo, non saranno neppure venti sotto zero' diceva allegramente, a qualcuno, un cittadino, viceversa assolutamente infreddolito.

Ecco, sta succedendo ancora. Volevo parlare di casa mia e invece sto parlando di tutt'altro.

L'ultimo anno.

E' cambiato moltissimo: ho perso amici, con i quali è stato bene, un bene reciproco, aver interrotto ogni contatto che non sia o d'affetto o formale.

Loro non hanno capito esattamente perchè, ma spiegarlo nei dettagli sarebbe doloroso e inutile - e non per me.

Se un anno fa ero a, che ne so, 4 gradi, sei mesi fa sono precipitato a 2 - di colpo.
Ma non faceva caldo la metà, si battevano proprio i denti, ero un ghiacciolo.

Poi qualcosa è cambiato.

Ho trovato un'amica per caso - insospettabile e inattesa.
Poi un'altra, una persona che non sono sicuro riuscirei a guardare negli occhi, neppure un solo secondo, senza emozionarmi.
Poi un'altra, che semplicemente mi vuole bene.
E ancora l'affetto di altri.

La cosa straordinaria è che tutte le persone magnifiche che ho conosciuto, le ho incontrate come Gio, come quel coacervo di disastri più o meno naturali che si condensano nello spazio delimitato da queste poche ossa sbilenche.

Non è primavera, ma vivo una tranquillità nuova, non a 5 gradi.
Relativamente, si sta sicuramente bene, ma non credo solamente relativamente.
E vero, è da sempre che vivo in un mare di ghiaccio, ma forse infine ho trovato un mare nuovo.

Fuori fa freddo.

Qui c'è come un camino - io li adoro.

Il camino scalda solo se vi stai vicino, già a pochi metri perde d'intensità il calore che, viceversa, nella prossimità della fiamma è intensissimo.

Ma il camino non è solo questo.

Contemplando la danza imprevedibile della fiamma immagini i riti magici dei nostri progenitori, seduti in circolo, o danzanti, attorno un falo', e nelle traettorie delle piccole particelle incandescenti, che di tanto in tanto si liberano nell'aria vedi sacerdoti o streghe indovinare il responso di chissa quale oracolo.

E quando la fiamma brucia quei particolari aghi di pino, o quelle foglie d'alloro (credo), un'aroma magnifico, sprigionandosi da quell'involucro, si infonde nelle narici.

Mi ero dimenticato la gioiosa confusione che regna in casa mia: un via vai continuo di persone, un ripetuto squillare di campanelli o telefoni, l'abbaiare in lontananza di cani sconosciuti, il rispondere, vicino, dei miei.

Questo per dire che con questa confusione non riesco a scrivere molto di sensato ;-)

Domani vi diro' forse di un tizio interessante con il quale ho scambiato quattro chiacchiere in treno.

Ecco, peccato non fosse una fanciulletta.

A presto!

Gio

3 comments:

  1. Sorrido beata...anche se ancora non sono una tua amica da aggiungere, magari lo farai. Io ti ho trovato, anzi ti ho scelto come amico...e si sa, sono sempre le donne a scegliere;)
    Bacibà Gio

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  2. Non esserne troppo sicura, cara Nicole ;-)

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  3. :0...beh sicura mai eh...ostento:)

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