Friday, 18 December 2009

Casa mia - prima parte

Domani torno a casa.

Passo le alpi - mi dicono che anche li in Italia faccia freddo, ma di sicuro non quanto qui, dove ormai si è costantemente sotto zero e quando si rientra in casa, la prima cosa che si fa è sempre scaldarsi un po' le mani nell'acqua calda.

Le mie dita sottili, intrizzite dal freddo, irrorate da piccole venuzze e per loro natura quindi soggette a patire il gelo, perdono di sensibilità nei miei tragitti casa-ufficio-casa.

Scaldandole, la sensibilità torna piano piano, ma se sei stato poco accorto, e le hai messe nell'acqua bollente, le devi ritrarre di colpo - all'improvviso il dolore lacerante dell'ustione ti arriva tutto assieme, perchè sei stato stupido, e per sentire subito il sollievo del calore, non ti sei riuscito a controllare.

E' così anche la vita, no?

Il freddo è la solitudine, la paura di aver sbagliato un po' tutto, la fame di baci e abbracci. L'acqua sono 'gli altri', nella migliore delle occasioni Alice - lontana centinaia di chilometri e savia, nel peggiore dei casi qualcuno cui ti avvicini troppo e che, mica per colpa sua, ti fa male.

Io so che è sempre e solo colpa mia quando nei rapporti umani mi ustiono.

Perchè io di solito capisco gli altri, ci vedo dentro, anche se non sempre lo do a vedere o intendere.
Gli altri no a quanto pare: per quanto possano essere intelligenti, possono essere privi di empatia.

A questo non avevo pensato - quando mi sono deciso a scrivere di casa mia avevo proprio in mente la casa come luogo fisico di abitazione, non allegoricamente, come amicizia, luogo di agio dell'anima.

Urge pausa di meditazione.

A presto.

5 comments:

  1. Chissa' se puoi dare un'interpretazione anche al mio appassionatissimo abbraccio al calorifero di questi giorni...giusto perche' in Italia dovrebbe fare meno freddo che lì!!!

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  2. Non è vero quello che dici...non è proprio così. Io ho incontrato persone meravigliose in rete e tu sei tra questi.
    Vorrei abbracciarti forte, ma ho paura di stritolarti con le mie tettone!:)

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  3. Eva, oggi passeggiavo in città.

    Sono entrato in un negozio che ero già in avanzato stato di congelamento - entrato, ho abbracciato il calorifero ;-)

    Nicole, grazie dell'abbraccio :-)

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  4. Prima di tutto, piacere di aver incontrato il tuo blog, poi entro in argomento:
    E' strano, anch'io lo dico sempre che mi ustiono nei rapporti umani, specie in quelli a due...
    Ma non sarà, forse, che non siamo in grado di decifrare il linguaggio degli altri perchè ci manca l'aggregazione e parliamo con lingue diverse?
    Ne scaturisce, così, che la traduzione risulta approssimata e spesso errata e si finisce che invece di parlare d'amore diciamo parolacce e ci becchiamo schiaffi e calci!!!!!
    ehehehehe, ciao. M

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  5. Devo confessarti Marisa che io di rapporti a due, intesi uomo-donna, non ho alcuna esperienze, quindi posso solo immaginare le ustioni, e il calore che possono esservi associati.

    Io purtroppo sono piuttosto certo di essere un poliglotta alla base della torre di Babele ;-)

    Non è presunzione, bada bene: il fatto è che io per via della mia vita particolarissima, ho dovuto per forza apprendere un diverso linguaggio da quello comune, che pure non mi è del tutto alieno in quanto in mezzo 'agli altri' vivo da sempre.

    Grazie delle belle parole.

    PS: amo Firenze.

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