Thursday, 12 November 2009

Un mondo di pavidi

Estate di chissa quando, più di dieci anni fa direi.

Ero con la mia prima moto, un fuori strada a due tempi, sotto la nostra casa di montagna. Quando entrava la coppia era gagliarda la piccola. Quella nella foto somiglia parecchio alla mia, che ho ancora in garage.
Ho imparato a guidare con quella, e vi racconterò di come sono andate le cose, di tutte le pazzie che abbiamo fatto assieme.

Stavo parcheggiando in tranquillità.
Passano dei tizi in motorino, a una decina di metri da me.

Iniziano a insultarmi - di sicuro non mi conoscevano, altrimenti non si sarebbero mai sognati di farlo.

Mi insultavano per il semplice fatto che, ai loro occhi, apparivo fisicamente terribile - vero. Dovevo sembrare davvero ridicolo, su quella moto enorme poi ...

Ingenui: potevano giusto ridere della mia magrezza, ma non potevano immaginarsi cosa ci fosse di veramente orribile dentro di me.

Ai loro insulti reagisco con stupore - per prima cosa con lo sguardo smarrito di chi crede che non stiano parlando con te stesso ma con qualcun altro.

Ma loro mi fanno notare che ce l'hanno proprio con me, e giù ancora insulti gratuiti.

Questo genere di insulti non mi ha mai ferito.

Mi ha viceversa sempre fatto incazzare come una bestia, e, lo ammetto, ha spesso disperso la mia usuale freddezza. Non sono sicuro di saper gestire la mia rabbia, o almeno non ancora.

Salgo in casa, ne parlo con mio padre - grande, grosso, e che ama suo figlio.

Mi vede un po' scosso e dice semplicemente 'Ok, vuoi che andiamo a prenderli?'

Lascio morire la cosa, anche perchè è vero che 'vana ira sine viribus', e che quindi la mia ira grandi danni non li può causare, ma quando l'ira è di un padre incazzato può venir fuori un macello.

Prendo la moto e vado a fare un giro.

In quel villaggio c'è una grossa strada, chiusa ad anello, di un paio di chilometri, a senso unico. Una volta dentro, devi rimanerci fino la fine.

Con la mia bestia a 2 tempi, parto a tutto gas lungo la salita.
E chi vedo davanti a me?
Due di quei tizi, sul loro ridicolo scooter, alle prese con la salita.

Rallento.
Gli sto alle spalle.
Non potete sfuggirmi deficienti.
Si accorgono subito di me.
Li lascio andare un po' avanti, poi tiro la marcia e li riprendo subito.
Così, fino alla fine dell'anello, è un tira e molla.

Arriviamo alla piazzola.

Si fermano.

Il passeggero scende di scatto, e va di corsa verso il bar dai suoi amichetti.

Il guidatore resta li, sulla moto.

Lo affianco.

'Un eroe il tuo amico' gli dico.
Poi lo squadro dall'alto al basso e aggiungo
'Stai attento a non far incazzare qualcuno che non conosci, ok?'.

Fine di tutto.

3 comments:

  1. Come fine? le hai prse? le hanno prese? cosa ti ha risposto?...no che non è finito tutto.

    ReplyDelete
  2. No, è finito tutto!
    Lui è stato zitto, e da quel giorno nessuno mi ha preso più in giro.

    Ovviamente le avrei prese da chiunque ;-)

    ReplyDelete
  3. glie ne hai date di santa ragione, altroche'!

    ReplyDelete