Wednesday, 18 November 2009

Un anno fa

Lo stesso Gio di oggi, con la stessa storia personale, le stesse lezioni impartite dalla vita, prendeva la moto, di notte, e andava per la campagna deserta. Doveva farlo, un malessere tremendo lo aspettava ovunque la sua concentrazione non fosse deputata a qualche attività che lo distraesse.

Odiava i week end, specie quelli con il solito male, che lo costringevano in casa per ore. Odiava la sua insonnia, che lo teneva desto, non per riflettere, ma per soffrire.
Odiava le cose belle, che lo facevano sentire povero e solo, come deve sentirsi Re Mida.

Giunsi ad odiare Le Nozze di Figaro, e la canzonetta sull'aria, e voi che sapete, e pace pace mio dolce tesoro.

Giacomo no, lui l'ho sempre amato, ma lui non è bello, lui è sublime, romantico prima dei romantici.

A gennaio ero in vacanza dai miei: capodanno con amici, come se non ci fossi stato.
Ma sono abituato a fingere da sempre.
Ero a casa, in Italia, e non c'era abbastanza per distrarsi - forse pioveva e non potevo giocare con i miei cani.

Ho vomitato su google tutto il mio odio per le donne.

Beh, come prima risposta è uscito un blog.

Quello è stato l'inizio della risalita.

Prima ... prima cercavo qualcosa che non era dove pensavo. E, poverello, non potendo consumare, non potendo provare in prima persona questa vacuità, ne immaginavo la consistenza. Sto parlando di miei parametri folli cui nessuno deve ambire, sia chiaro. Vivano felici quelli che ho accanto, non devono cambiare di una virgola.

Nè io.

Per carità!

La vita continua nella solita carcassa in disarmo, con il solito dolore quotidiano, con la stessa solitudine esteriore e le bollette da pagare, e la solita insonnia ovviamente. Anzi, ora mi sento pure piu' distante da chi mi è intorno che non prima, quando pensavo di avere qualcuno vicino.

Ma la solitudine non è questa.
Ho smesso di andare in giro di notte.

Molte delle mie notti, quando non devo risolvere enormi, monumentali problemi lavorativi, le ho passate un po'chiacchierando, un po' scrivendo, un po' guardando lontano, e infine un po' guardando tratti simili ai miei in chi mai, avrei potuto pensare di sentire cosi' vicino.

7 comments:

  1. Tu oramai lo sai che ho passato un periodo di NON-VITA e che ne sto uscendo ora...ma è come una calamita...basta distrarsi un secondo ed è la fine!

    Sai anche che capisco la solitudine ed il malessere di cui parli.
    Scrivere e guardare lontano, sono due ancore.

    Scusa ma riguardo questi argomenti ho poche parole, forse perchè sono ancora provata.

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  2. Cara Guernica, la non-vita che è toccata in sorte a te, e ad altre persone come te, mi ha fatto riflettere molto. Scusami tu se forse ho ridestato una malinconia remota.

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  3. girare di notte da solo, l'ho fatto per anni.
    così... senza meta...o forse la meta c'era e non l'ho mai trovata.
    niente moto però, banalissima autovettura.


    ciao

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  4. Sono reduce da un'estate da dimenticare. Ho ululato persino alla luna. Ho molto combattutto nella mia vita. Gioito anche, ma poi l'ho sempre scontato.
    Da un po' di tempo ho quello sguardo perso nelle foto.
    Ma non mi arrendo al destino.
    ormai sono una Veterena delle Montagne russe.

    Io vengo qui, perché mi ritrovo in tante cose. Ma anche perché , mi affascina quello che non dici. Ma che sento.

    Ciao.

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  5. Un abbraccio Nicole, spero di sentirti presto.
    Siamo in buona compagnia, anche se così lontani.

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  6. bello leggerti.......è come scorrere pagine di vita vissuta al limite del possibile ..come la tua la mia un po' quella di tutti..o di molti .. graffiata un po'la pelle si arriva alla carne ..poi restano ossa ...ossa fragili .....

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  7. Gutta cavat lapidem, non vi sed saepe cadendo.
    Se ricordo bene.

    La goccia scava la roccia, non con la forza, ma spesso cadendo.

    Eh si ...

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