Tuesday, 24 November 2009

Quanti deficienti al mondo

Oggi sono andato al lavoro in autobus.

Avevo un appuntamento al negozio di strumenti musicali, avrei dovuto ritirare la mia chitarra - non mi era sembrato il caso di scendere in moto.

Come misura precauzionale, il medico mi ha consigiato di mettermi la mascherina quando sono in mezzo alla gente - misura forse eccessiva, dopotutto ho fatto il vaccino, e il mio sistema immunitario, con tutte le porcherie che mi sono preso nei miei ricoveri, dovrebbe essere piuttosto resistente.
Ma in effetti come sistema complessivo ho dei problemi non banali, specialmente a livello polmonare.

Niente mensa per me ultimamente, ma non ne sento la mancanza.
Anzi, mi sa che non ci tornerò proprio, preferisco mangiare in ufficio.

Allora, verso le 6 del pomeriggio torno a casa - ho iniziato presto oggi e farò un paio di calcoli stanotte, tanto il cluster lavora tutto il giorno, no?
Prendo l'autobus - ora di punta, è pieno e sento un po' troppi colpi di tosse.
Tiro fuori dunque la mia mascherina.

In carrozza nessuno mi degna di uno sguardo, cosa che mi sembra assolutamente naturale.

Prima fermata dopo la stazione centrale.
Scende qualcuno, poi si chiudono le porte.
La mia attenzione è rapita da un tizio, che aspetta alla fermata con un paio di amici.
Elegante, barba curata, cappello, soprabito di fino.

Non so dire se la mia attenzione sia stata catturata dalle sue smorfie di beffeggiamento, a me indirizzate, o se viceversa le abbia iniziate quando i nostri sguardi, io in vettura, in partenza, lui alla fermata, si sono incrociati per un secondo.
Più ridicola quell'espressione da bulletto adolescente sul viso di un adulto che non la mia maschera per altro.
L'ho guardato con glaciale disprezzo, di cui lui ovviamente non s'è minimamente avveduto.

Cazzone.

Vieni a farmele quando posso venirti appresso a mandarti a farti fottere!

'So, do you find it hilarious?'

L'ho già detto ma lo ripeto: non mi feriscono questi sberleffi. Anche perchè questi deficienti pensano di sfottere forse la mia apparente bruttezza, quando non hanno idea che io sono il mostro che li perseguita nei loro incubi, e che le loro paure io le uso come stuzzicadenti. Sapessi quante ne ho viste io di mascherine idiota. Nè mi preoccupo per i miei simili, figuriamoci per te, che sei dieci volte più forte di me. Io odio questi mentecatti per il male non necessario che possono far provare ai piccoli Gio ancora in rodaggio.

Ma capita sempre che 'loro' quelli che ti fanno le smorfie, siano o su un treno, o su un autobus. Quanti deficienti al mondo. E quasi tutti vili.

9 comments:

  1. Non sono vivi ma vivono di riflessi condizionati.

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  2. Bella, questa la userò in futuro, grazie mille ;)

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  3. Oltre che idiota e vile, sicuramente un grandissimo frustrato. Altrimenti non si spiega!
    Il saperlo però non ti placa la rabbia.

    Ciao Gio!

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  4. Caro Milo, mi è accaduto diverse volte, e la prima reazione è sempre lo stupore. Poi arriva la rabbia omicida :D Vabbè, spazzatura ;-)
    Grazie!

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  5. Succede sempre quando c'è in mezzo una barriera o un fossato, un po' come quelli che si divertono a fare il verso agli animali negli zoo.
    Quello che non sanno è che nella gabbia ci sono loro.

    ciao

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  6. Più che rabbia provo infinita tristezza e quasi ..rassegnazione (bruttissima sensazione,so che è un pò come aver perso una battaglia !). Mi dico che le cose non miglioreranno mai, se già una mascherina suscita e provoca reazioni inconsiderate ...figuriamoci altre cose ..l'uomo è vittima della propria ignoranza e tende persino a coltivarla con zelo e costanza..una perversione in sé, ecco perché esistono le guerre ed i suoi derivati , anche le guerre silenziose che distruggono anime e alimentano l'ignoranza di chi non meriterebbe alcuna considerazione . L'unica è tenere duro,aiutare sempre (!) i più deboli ,quelli che la massa di pecore decreta "diversi" e tirare dritto !

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  7. Si, il mondo ne è pieno.
    E' molto difficile, ma basta ignorarli e laciarli al loro triste destino.

    Credo che se ciascuno vivesse non rompendo gli zebedei al prossimo ed impicciandosi dei fatti propri, senza guardare agli altri, sarebbe un mondo migliore!
    Tesi sempre più radicata.

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