Monday, 2 November 2009

Mi è sempre sembrato osceno - prima parte



Pensieri buttati li a caso, in una domenica di pulizie domestiche e lotta senza quartiere al calcare.

Non ricordo le date precise, probabilmente erano i mesi dell'inverno '93-'94.
Ero un ragazzino, avevo da poco imparato i primi rudimenti di latino e già amavo la storia e farmi raccontare dai vecchi i piccoli e grandi episodi delle loro vite.

Diversamente dai libri, che pure amo, le persone si possono interrogare.

Un ricordo di mio nonno.
Era penso il '92. Ci sarebbero state le Olimpiadi, penso a Barcellona.
Su 'Sette' del Corriere della Sera, o 'il Venerdi' di Repubblica c'era una foto del Dream Team USA, la squadra di Basket stellare.
Sotto, un titolo 'Noi vinceremo di sicuro, e voi?'.
Messaggio semplice: le olimpiadi per noi saranno una passeggiata, ma vi promettiamo spettacolo, per tutti. Mio nonno aveva quasi novant'anni.
Lo vidi dare un'occhiata al giornale - era ancora lucidissimo, lo è stato fino alla fine.
Con una smorfia mi guardò e disse 'Vinceremo ... tsè! Lo dicevano anche i fascisti, e guarda come è andata! Stai attento a chi dice 'Vinceremo''.
Non era mai stato fascista: durante il ventennio dovette rinunciare a degli incarichi amministrativi, e dopo il '43 fu ricercato dai repubblichini, e si dovette dare alla macchia, rischiando anche di essere preso una volta. Quindi il suo non era rammarico per una vittoria mancata, ma unicamente per la menzogna, cui in milioni avrebbero creduto.

Mi interessavo di storia, ma non di politica: avevo seguito ovviamente gli sviluppi dell'inchiesta 'mani pulite', ero rimasto scioccato dalla stagione stragista che uccise a Capaci, via D'amelio, Milano e Firenze e colpì Roma, ma senza frenesia e accanimento.

A quei tempi per me Berlusconi era semplicemente il presidente del Milan e proprietario di televisioni generaliste e sciocche.

Il mio giudizio sulla televisione commerciale era davvero pessimo - venduta al miglior offerente, la pubblicità m'è sempre sembrata una sorta di inganno legalizzato volto a danno degli ultimi, un Robin Hood alla rovescia.

Rimasi scandalizzato dall'utilizzo che si fece delle reti televisive nell'affare Berlusconi. Ricordo chiaramente Fede, Liguori, e poi Vianello e Bongiorno asserviti al padrone: professionisti alcuni, senza etica tutti.

A quei tempi si sapeva che Berlusconi era amico di Craxi, ma nulla si sospettava dei suoi legami con mafiosi e piduisti, nulla delle sue perversioni private, nulla della sua megalomania. S'ere scelto i fascisti come compagni, e la Lega, ma non era neppure questo il problema.
Quello che già m'era inviso era il monumentale conflitto di interessi, il pericolo per la democrazia di una potenza mediatica nelle mani di un politico.

Questo offendeva il mio pudore, molto più che non 'i fascisti' al governo.

Sono passati più di 15 anni.
In quest'epoca sventurata, sono maturati i frutti della degenerazione italiana.

Questa cancrena etica, quest'onda maligna comincia prima di Berlusconi, ma lui, ottundendo con miti orgiastici ed edonistici gli italiani imbevuti di sexy commediole e Vaticano, non solo non l'ha tentata di arginare, da uomo di governo, ma anzi l'ha cavalcata indencentemente.

Da un po' di anni non vivo in Italia.

Ogni volta che torno resto scioccato: dai dibattiti politici in cui si urla, dalla maleducazione che, se è in alto, nei luoghi di potere, non può che non essere anche in basso, tra la gente. Non c'è serietà: e perfino chi ha ragioni valide da proporre, lo devo fare sempre in termini sarcastici. Ieri c'era la penna graffiante di Montanelli, oggi abbiamo le battute di Travaglio.

A me Travaglio piace molto, ho regalato un abbonamento del Fatto Quotidiano ai miei genitori - ma sono deluso dalla piega 'ironica' che ha preso anche lui.

Questione crocifisso: secondo me non dovrebbe stare nelle aulee.
Mi sembra un messaggio subliminale, e il fatto che l'abbiano messo i fascisti, la dice lunga. Anche nel luogo in cui si formano le menti, dev'esserci 'il dogma'.
Io sono per il primato della libertà di pensiero, la dove il pensiero si forgia, e il crocifisso, quando non è puro arredamento, è molto ingombrante.

Ho notato che queste polemiche hanno fatto inviperire molti, specialmente molti tra i meno cristiani che abbia mai visto, che non hanno resistito e hanno colto l'occasione per gonfiare il petto e vomitare un sacco di sciovinistiche sparate.

Un'eccitazione da overdose di viagra, come a dire, per nulla naturae. Imbarazzante.

Un commento sul video, che mi ha letteralmente devastato.

Dopo tutte le CAZZATE che La Russa vomita (compreso un bel 'possono morire' rivolto a chi non la pensa come lui vuol far credere di pensarla), il giornalista non ha avuto nulla di meglio che dire 'Io la penso come lei'.

Questa è la normalità italiana.

Anzi, italica.

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