Tuesday, 3 November 2009

Lui non cede ai ricatti.

Leggo su Repubblica:

Nessun ricatto. "La risposta - dice il presidente del Consiglio - vale per oggi come per il passato, in quanto io non mi sono mai lasciato ricattare da nessuno, né mi sono mai comportato in modo per cui un simile evento si potesse verificare. Quando nei miei confronti sono state avanzate richieste che secondo il giudizio mio e dei miei legali si configuravano come ricattatorie, mi sono immediatamente rivolto all'autorità giudiziaria".
Mi permetto di non credere a una parola, ma c'è ben di peggio.

Il nostro supereroe ha ceduto pero' alle estorsioni della Mafia, anzi la cosa gli apparve talmente normale da parlarne coi carabinieri.

Questa è una intercettazione telefonica tra Berlusconi e Dell'Utri, in cui si parla di una bomba esplosa nell'86 in Via Rovani, presso una sua abitazione, e di cui i due sospettano Vittorio Mangano:

- Marcello –
- Eccomi –
- Allora, è stato Vittorio Mangano –
- Ueh, che succede? –
- E’ lui che ha messo la bomba –
- Non mi dire –
- Sì –
- E come si sa? –
- E, da una serie di deduzioni, per il rispetto che si deve all’intelligenza –
- Ah! –
- Mangano è fuori –
- Ah, è fuori? –
- Sì, è fuori –
- Ah, non lo sapevo neanche –
Come a dire: “Ma guarda un po’, esce di prigione e neanche una telefonata fa, non è proprio carino.”
Berlusconi continua descrivendo la scena della bomba e dice che per come l’ha vista fatta con un chilo di polvere nera è una cosa rozzissima ma fatta con molto rispetto, quasi con affetto. Quindi, lui si schiera dalla parte di colui che ha messo la bomba, lo difende:
Solo sulla cancellata esterna. Ecco, secondo me è come una richiesta; un altro manderebbe una lettera, farebbe una telefonata, lui ha messo una bomba –
- E il perché non si spiega proprio – chiede Dell’Utri.
- Io, purtroppo, stasera sono stato interrogato dai carabinieri sul fatto di Vittorio Mangano, cioè gli ho dovuti avvisare, ho dovuto dire: sì, è vero, era là, cioè ce l’avevamo ad Arcore, l’avevamo scambiato anche per stalliere per due anni, gli ho raccontato la storia ma loro la sapevano benissimo –
- E si capisce –
- Loro c’erano arrivati prima di me –
- Sì, sì, lo sanno benissimo –
- Ecco, io penso che sia lui, perché scusami tu spiegami perché uno deve mettere una bomba, poi una bomba proprio rudimentale, con della polvere nera, per dire proprio faccio un botto - - Ecco, sì, faccio un botto – continua Dell’Utri.
- Sì, ma fatto con molto rispetto perché mi ha incrinato solo la parte inferiore della cancellata, una cosa da poco, un danno da sole duecento mila lire –
A questo punto si sganasciano dalle risate perché si rendono conto che ne stanno dicendo di troppo grosse, Berlusconi dice:
- E’ la stessa di via Rovani, come allora –
E allude a un’altra bomba, un episodio avvenuto nel 1975 e continua:
- E’ un’estorsione come undici anni fa –
Quindi sanno che mentre Mangano soggiornava ad Arcore metteva bombe, non l’hanno mai denunciata questa cosa, gli inquirenti la apprendono perché se la dicono al telefono e ricordano anche che Mangano poi mandò una lettera con una croce nera sopra, lo dice Confalonieri a Dell’Utri:
- Come quella lettera con la croce nera dell’altra volta, ti ricordi? –
Insomma, i tre rievocano i bei tempi andati e poi Confalonieri commenta che Mangano no è uomo di fantasia, mette sempre le stesse bombe e Dell’Utri dice:
- Sì, esatto, è uno che si ripete –
Confalonieri continua:
- Ha incominciato a dieci anni a fare così e ora ne ha quarantasei –
Quindi, loro sanno tutto di Mangano, sin da quando andava alle scuole elementari. A questo punto Berlusconi riprende il telefono da Confalonieri e dice:
- Io penso che sia lui, sai, un chilo di polvere nera è proprio il minimo,come uno che manda una raccomandata, caro dottore, e adesso mi ha messo una bomba –
- E perché lui non sa scrivere – afferma Dell’Utri.
- Stamattina glielo detto anche ai carabinieri –
- Che gli hai detto? –
- Oddio, se mi telefonava io trenta milioni glieli davo
- Come trenta milioni, come glieli dava, lei non glieli deve dare (carabinieri)
- Ma no su, per trenta milioni
- Madonna! –

Non voglio giudicare l'uomo su cui è gravata un'estorsione, un uomo i cui figli sono minacciati di morte.
Quello che voglio indicare è che quest'uomo non è in grado di intendere neppure quello che dice. La sua 'normalità' non è solo fatta di 'giudici, professori, bidelli' comunisti. E' anche fatta di 'gentlemen agreement' con i mafiosi.

8 comments:

  1. Eccellente!

    P.S.
    shhhhhhhhh

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  2. NIcole!

    Finchè non smetterai di essere eccellente ti beccherai i miei 'eccellente' ;-)

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  3. Non mi ricordo chi disse che con la mafia bisogna convivere. Un ministro di un paio di governi fa mi pare.
    Ho sentito personalmente un dirigente d'azienda, la parola manager non era ancora di moda, ricordare, compiaciuto di sè stesso, di come era riuscito a mettersi d'accordo col mammasantissima della zona, perchè se non avesse fatto così il cantiere sarebbe stato ancora fermo.

    C'è stato qualche giornalista che ha detto al capetto come mai non ha avvertito la magistratura quando ha saputo che girava un filmino ricattatorio riguardante un avversario politco?
    Che succeda così lo posso immaginare. Scambio di favori tra colleghi se pur di aziende diverse...
    Ma che il pres. del consiglio dica in televisione che ha avvertito privatamente il pres. di una regione come se fosse un merito l'averlo fatto...Beh, la cosa non mi piace.

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  4. Era il ministro Lunardi.
    Berlusconi da quant'è che convive con Dell'Utri?

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  5. Perché limitarsi a conviverci, con la mafia, quando ti può anche fornire ottimi stallieri?

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  6. ottimi stallieri, solo? Nani, ballerine e..la lista sarebbe troppo lunga, non voglio rubare spazio ad altri commenti..

    e comunque qui non si riesce ancora a capire chi l'ha votato...

    Ciao:)

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  7. Ma come? I sondaggi non lo danno mica al 70%?

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