Wednesday, 4 November 2009

Le tradizioni -> Nascondino e ricordi varii.

Messaggio complesso, credo di non esserne all'altezza.

Anzi, ne sono sicuro, quindi cambiamo argomento.

Quando eravamo piccoli, alle elementari, giocavamo in cortile durante l'intervallo quando il tempo era bello.

C'erano tanti castagni, pini, cespugli nei quali mimetizzarsi.

L'intervallo durava mezz'ora.

Quanti ricordi!

Tra i giochi preferiti, sicuramente il piu' emozionante era 'nascondino'.

Una volta, con una bambina, c'eravamo nascosti sotto una scala e stavamo li vicini, a parlare di storie assurde. Ricordo chiaramente una di queste storie assurde: chi è cresciuto negli anni '80, è cresciuto con la paura 'delle siringhe dei drogati'.
Questa bambina, avevamo forse otto anni, mi racconto' di una bambinetta che si era punta con una siringa un dito, ed era talmente malata e contagiosa che la tenevano chiusa in una stanza d'ospedale e addirittura non le portavano neanche da mangiare: le lanciavano un carrello con il cibo e nessuno osava avvicinarsi.

Terribile.

Mi piacevano le bambine: c'era Sabrina dai capelli rossi, che a quanto pare era la piu' bellina. A me comunque piaceva di piu' un'altra ragazza, esile e pallida, parlava poco. Lo dissi a qualcuno, che mi derise, dicendo che era bruttina.

Deficiente.

Con quelli dell'altra sezione ogni tanto ci si picchiava in letizia. Io ai tempi ero una furia, e non mi sono mai tirato indietro in nessuna rissa. Il primo giorno di scuola per motivi a chiunque ignoti, organizzammo' una spedizione punitiva nell'altra sezione. Senza motivo apparente: non ci conoscevamo tra compagni (a parte alcuni), non conoscevamo gli altri. Cosi', una strafexpedition alla Gulliver. Qualcuno disse che non era bene che quel bambino portasse i capelli a quella maniera.

Piccoli leoncini che giocano o deficienti?

Mi ricordo il primo giorno di scuola: i banchi erano messi a 'ferro di cavallo'. Io ero tranquillissimo, ma tutti gli altri facevano andare a ventaglio le gambe. Erano agitati. Io già allora ero un po' indifferente, e miope, sicchè il mondo non esisteva per me.

La maestra mi amava: mi concedeva libertà che agli altri erano negate. Potevo disegnare in bianco e nero, mentre tutti gli altri dovevano usare i colori. Le devo moltissimo: è sicuramente una delle persone che piu' di tutte mi ha reso curioso in ogni direzione.

Il maestro mi odiava nella stessa misura: mi chiamava 'saputello antipatico'. A quanto pare era conosciuto perchè odiava i figli di quelli che facevano la professione di mio padre. Organizzo' un incontro coi genitori per spiegare che i bambini erano aggressivi e le bambine no. Mio padre prese la parole e gli disse che era un pirla (dote di famiglia, siamo piuttosto diretti), e che l'aggressività delle ragazze si esprime in modi diversi da quella dei ragazzi, con cattiverie meno fisiche ma non per questo meno perfide. Da allora mi odio' ancora di piu', ma io ero divinamente indifferente ai pirla allora forse ancora piu' che adesso.

Nascondino ... un giorno un mio compagno di scuola mi spiego' il segreto.

Non bisogna nascondersi affatto.

Bisogna sedersi sulla panchina e far finta di niente. In due riesce meglio ancora, se si sta li a parlottare.
Quello ha fatto la conta non ti vedra', e se ti vedra' pensera' che non stai neppure giocando.

Posso dirvi che funziona.

Che dite?
Mi sono immedesimato fin troppo nel perfetto giocatore di nascondino?
O forse il gioco non mi interessa per nulla?

Forse mi interessano quelli che sono seduti sulle panchine.

'Passavo di qui signorina, posso sedermi solo per brevi istanti?'

7 comments:

  1. Mod, il tuo commento è stato fagocitato dal sistema informatico ... quando l'ho pubblicato è sparito.
    Grazie ;-)

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  2. Eheheh mi hai ricordato l'episodio in cui mio padre disse all'insegnante di Ragioneria che era "incapace ed inadatta all'insegnamento"!:D
    Da quel giorno...sempre 4 al compito in classe, fino agli esami di stato.

    Anche io avevo i banchi a ferra di cavallo in prima elementare...ma nessuna maestra mi amava.Diciamo che non sono mai stata la preferita dei più.
    Di qualcuno, ma non dei più.
    Visto che non sono una lecchina, voltagabbana e sono sincera...
    Eh pazienza!:D

    Odiavo giocare a nascondino.Ero cicciottella e correvano sempre tutti più veloce di me muahah

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  3. Tze tze, io ci gioco ancora adeso con Ciccio il mio cane:)

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  4. Con i miei cani attuali (due pigroni come non si sono visti dai tempi di Noè) non c'è verso di giocare a farsi rincorrere ;-)

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  5. Ti piaceva così tanto che mi pare tu non abbia veramente smesso di giocarci, a nascondino

    (scusa. è probabile che mi prenda delle libertà eccessive. Faccio un I'm sorry preventivo oppure no?)

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  6. Cara Jacqueline, temo che gli 'i'm sorry preventivi' - spesso impliciti o appena sussurrati - non mi abbiano fatto un gran bene.
    La gente pare sia un po' intimidita da me 'da questa parte' del mio mondo.
    Che almeno qui si possa avere una discussione franca :-)
    Grazie, quindi.
    E si, non ho smesso.

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  7. il trucco e' semplice: le cose nascoste nel miglior modo sono nell'ultimo posto dove le andremmo a cercare....sotto al nostro naso. :D

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