Sunday, 29 November 2009

La solitudine e la serratura

Nella mia vita ho incontrato diversi imbecilli e qualche galantuomo.

Non mi curo degli imbecilli, li ho sempre eliminati dalla mia esistenza con la tranquillità di chi sa di poter fare a meno di qualsiasi cosa, e che nulla in loro potere mi possa davvero nuocere.

Per i galantuomi, viceversa, ho sempre nutrito grande stima, e ho sempre cercato il modo di poter ricambiare la loro cortesia e gentilezza.

Per i soliti motivi di privacy, ometto ogni dettaglio: sta di fatto che, la scorsa primavera, una persona che mi piace molto mi scrisse una e-mail.

Avrebbe fatto tappa nella mia città per una settimana di lavoro fuori sede, e chiedeva informazioni circa una sistemazione economica per un suo giovane collega, che non conoscevo.

Senza pensarci un attimo, mi proposi di offrire io ospitalità al ragazzo.

Un gesto che mi costava abbastanza, vista la mia spiccata misantropia, ma che mi era stato naturale proporre.

Proprio pochi giorni prima avevo ricevuto una delle piu' pesanti delusioni della mia esistenza, da chi fino ad allora era stato il mio piu' caro amico, ed ero in condizioni abbastanza miserevoli.

Dai, sara' un'occasione in cui forzatamente mi dovro' dare una mossa per essere un decente ospite.

Una sera, eravamo li per preparare la cena, mi accorgo che non ho pane in casa.
.....
'Oh, non c'è problema, vado in moto a prendere una pagnotta al mercatino qui sotto, torno in cinque minuti'.

Vado all'ingresso, dove tengo la giacca, il casco e tutto il resto.
Piove; mi metto anche i soprapantaloni.

Esco e mi viene naturale, richiudendo la porta, dare un paio di mandate di chiavi.
.....

E' stato un attimo, e mi sono sentito sul capo gravare una malinconia tremenda, l'ho sentita scendere giu' attraverso il collo, allargarsi alle spalle e poi ancora diffondersi in tutte le membra. Ancora una volta, quel colpo di calore, quella luce invadente a mostrarmi in ogni dettaglio della mia miseria, quasi fosse un campione da analizzare, quasi fosse sotto una teca.

Gio, tu non hai mai avuto nessuno a casa.

Nessuno che apparecchiasse per voi, nessuno cui portare il pane, nessuno che ti aspettasse e ti venisse incontro al ritorno.

Hai sempre aperto e chiuso la porta da te.

E, in fede mia, non ho ancora capito perchè sia andato tutto stramaledettamente cosi, se della mia malattia quello che vedi dal di fuori è solo una parte cosi minuscola.

1 comment:

  1. Gio scusami se mi permetto...Bisogna lasciarla socchiusa 'quella porta'...e non lo dico solo a te.
    Entrerà di tutto è vero...delusioni, amarezze, stupore...ma anche tante sorprese e non sempre spiacevoli. Alcune ti scaldano davvero il cuore e ti fanno comprendere che se lottiamo per vivere o sopravvivere forse perché sia pur in modo diverso, andiamo tutti nella stassa direzione.

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