Monday, 9 November 2009

Comportamenti strani

Nel cortile della nostra scuola io e tre-quattro miei amici giocavamo non solo a nascondino, ma soprattutto a nasconderci.

Avevamo trovato un piccolo cespuglio spellacchiato a fianco della scalinata, e l'avevamo deputato a nostra 'base segreta'.

Ce ne stavamo seduti su un muretto, a parlare della 'banda', delle nostre vie di fuga, dei nascondigli segreti per le nostre riserve di cibo. Sarebbe stato bello portarci i nostri cani, per 'proteggerci'.

Giochi di bambini.

C'era un ragazzino, piu' piccolo di noi di un anno, che dava fastidio al fratellino di un nostro amico. Molto eroicamente, lo circondammo, in quattro, e gli intimammo' di smetterla. Niente botte, volevamo solo spaventarlo. Era noto per essere un bulletto, quindi noi ci sentivamo 'giusti' nel minacciarlo di chissa quali ritorsioni.

Una delle insegnanti di quel ragazzo era una nostra amica di famiglia.

Capitava che venisse a cenare a casa nostra.

Quella sera, dopo cena, si parlava proprio di quel ragazzino, e di come fosse violento e difficile. Tra me e me pensavo di essere stato proprio 'giusto' nel dargli una lezione.

A un certo punto pero' Paola, la maestra, disse che capitava arrivasse in aula pieno di lividi. E che allora lui diceva di essere caduto dalle scale. Non feci in tempo a pensare tra me e me che uno per cadere dalle scale dev'essere veramente un incapace, che 'i grandi' si misero a parlare di com'è difficile crescere quando tuo padre è un violento, e ti picchia fino a coprirti di lividi.

Mi sentii di colpo un imbecille.

E' stata una delle prime lezioni che la vita mi abbia dato.

Da quel giorno, prima di conoscere la malattia e il dolore personalmente, ho iniziato a pensare che dietro un comportamento 'diverso' dalla norma, spesso c'è una ragione terribile. Non dissi a nessuno dei miei amici quello che avevo sentito, ma non ci furono piu' aggressioni.

Il male subito non da nessun diritto di essere crudeli, questo è ovvio.
Ma il male subito rende la tua vita diecimila volte piu' difficile.
E rende la vita di chi ti è attorno egualmente complessa.

La vita è difficile fuori dalla casetta di Barbie e Ken.
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11 comments:

  1. post sempre fecondi di riflessioni. è vero, nessuno vive per mostrarsi. ma, al contrario mostriamo quella che è la vita, scelta o subita, per noi.

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  2. Grande verità.
    Non a caso mi batto per una vita che vada oltre quel che si mostra, quello che tutti noi mostriamo.
    Si, non ci sono giustificazioni, ma se si tendesse la mano un attimo prima...chissà.

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  3. Chissa.

    Hai proprio ragione Nicole.

    Sono indeciso se pubblicare o meno un'altro messaggio, che ho già scritto, proprio a proposito 'degli ultimi', quelli cui non si è mai tesa una mano, e che diventano poi 'pericolosi'.

    Bisogna tendere la mano.

    Ciao :)

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  4. sì, si impara dalle proprie azioni e la vita crescendo ci aiuta in questo facendoci riflettere... i bambini apprendono di più da quello che ascoltano dagli adulti anche quando sembrano intenti a fare altro hanno sempre un'orecchio teso verso quello che i grandi dicono e pensano... è così che si cresce!!!
    buon martedì ^__________^

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  5. L'empatia e la comprensione davanti a ciò che la vita ci mette davanti... doti sempre più rare

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  6. Lucien, ne sono assolutamente persuaso.
    Tu dici che l'empatia è una dote sempre piu' rara, non ci ho mai pensato a dirla tutta, mi incuriosice questo tuo punto di vista.

    Ma la domanda che ho per te è dunque: se diventa piu' rara, è perchè in qualche modo oggi è negletta?

    Si puo' educare la gente a essere piu' o meno empatica?

    A presto :)

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  7. Non penso che si possa "educare" in senso letterale. Credo comunque che in una società sempre più egoistica e pervasa dalla paura dell'altro e del diverso, gli aspettivi formativi nella scuola e nella famiglia potrebbero svolgere un ruolo determinante nel riuscire a creare menti critiche e allo stesso tempo aperte alla comprensione e al dialogo. Dico potrebbero, perchè purtroppo dall'alto con gli esempi e con atti concreti si va decisamente in direzione opposta: spinta al consumismo,individualismo,tagli alle scuole, proposta di classe differenziali per stranieri,ecc (elenco lunghissimo). Il ruolo dei genitori e degli insegnanti sta diventando una lotta contro i mulini a vento.
    In ogni caso: Never give up

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  8. La matematica ha proprio ragione: pare che sia assai più facile differenziare che non integrare.
    Scusate ... è umorismo ultra nerd ;-)
    Scherzi a parte: hai completamente ragione.
    La cosa paradossale è che è la MASSA che asseconda comportamenti volti alla propria sofferenza.
    Questo è il potere enorme del consumismo e dei media.

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  9. < Da quel giorno, prima di conoscere la malattia e il dolore personalmente, ho iniziato a pensare che dietro un comportamento 'diverso' dalla norma, spesso c'è una ragione terribile. > ho idea di sapere dove sia il mio neurone gemello.

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    1. E non te l'avevo detto io? :D

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