Thursday, 26 November 2009

Arthur Rimbaud

Io di Arthur Rimbaud non so assolutamente nulla, e questo davvero e' uno di quei messaggi che nascono per accostamento piuttosto che per compenetrazione di due idee.

Un ricordo l'ha innescato, una memoria flebile di un mattino in cui, erano gli anni delle scuole medie, non di rado avevo delle ricadute che mi costringevano a rimanere a casa da scuola qualche giorno, mi ritrovai come mio solito ad ascoltare la radio, il primo o il secondo probabilmente.

Mi tornano alla mente alcune trasmissioni interessanti - il 3131, dove si parlava di politica e attualità, e poi notiziarii, frequentissimi, e programmi di approfondimento culturali: erano una compagnia piu' che un passatempo, ed occasione di meditazione piu' che di svago.

In una di queste trasmissioni si parlava appunto di Arthur Rimbaud, autore di cui temo di non aver mai letto un solo rigo.

In studio si confrontavano diversi letterati ed esperti, e qualcuno, criticamente, avanzava la tesi che fosse stato omosessuale, ed addirittura commerciante di schiavi. Devo ammettere che già ai tempi l'omosessualita' come idea, forse come pratica stessa, non mi importunava minimamente, mentre la sola ipotesi di un accostamento con il mercimonio di uomini decisamente mi infastidiva, che' l'associavo ad aspetti insopportabili dell'animo umano, ad un volersi far Dio, ma anche ad una sostanziale sordita' della sofferenza umana.

Uno dei presenti prese la parola e propose una chiave di lettura interessantissima a queste voci.

Non sono in grado, naturalmente, di riproporre nel dettaglio l'argomentazione, ma la posso sintetizzare in una frase che e' una dichiarazione quasi d'etica pratica:

'Provare tutto, conoscere tutto, per poter giudicare e scegliere'.

Oggi ricostruisco nella mia mente così quel pensiero, e cerco di paragonarmi ad essa.

Non ho intenzione di mettermi a commerciare in uomini, nè di giacere carnalmente assieme a qualcuno del mio sesso, sono debole e stanco, non riesco a fare quasi nulla e la mia volontà non ha alcun potere su chi ho intorno, ma non trovo assurdo questo pensiero.

Ho una bella lista di cose da fare, persone da conoscere e vivere.

E una matita rossa, già spuntata per l'uso, per depennare nomi, usi e costumi.

11 comments:

  1. Ciao!
    un post sul mio poeta preferito:wow!
    Non succede quasi mai, nel mare di blog in cui mi sposto io.
    Dai miei studi risulta che il buon Arthur fosse bisessuale e che, si, praticava il commercio di schiavi.
    Bisogna sempre scindere l'uomo dall'artista, come insegna Freud.
    La maggioranza erano/sono dei rejetti dalla mente brillante.
    ed è un po' quello che spero i posteri possano conoscere di me (esportazione umana a parte).
    Buona serata.
    Monster

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  2. Cara Monster, parlami di lui!

    Dici che anche se letto in italiano è significativo?
    Sugli artisti la vedo come Proust: sono dei 'nervèè' ... e spero di aver usato la parola esatta ;-)

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  3. il francese non te lo potrei mai correggere, ahimè! ^___^
    si, in italiano rende ottimamente, anzi, direi che è uno dei pochi.
    Anche perchè in giro c'è una buona traduzione che è quella della Newton che ha edito l'opera omnia e praticamente direi che è quella "universalmente valida".

    Se conti di leggerlo parti da "una stagione all'inferno", assolutamente. Lì ha dato sicuramente il meglio di se' specie se tieni presente la giovane età.

    Per molti è così automatico dire che Baudelaire è stato migliore che partono prevenuti.
    Avranno ragione, forse. Ma Rimbaud prende allo stomaco, ti tiene sveglio la notte.
    E' qualcosa di passionale..
    diomio sembro pazza.
    Puoi anche cancellare il mio delirio..

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  4. Il delirio è il mio pane quotidiano, sei più che benvenuta ;-)

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  5. Volendo c'è anche un film, I Poeti Maledetti, mi pare, che parla del rapporto tra lui e Verlaine. Rimane un film, ci sarà pure molta fiction ma, quando l'ho visto non mi è dispiaciuto. Rimbaud lo interpreta Di Caprio.
    Non ho mai visto Titanic dunque non posso fare confronti tra le due interpretazioni.

    Ho controllato su wiki e il titolo esatto è Poeti Dall'Inferno.

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  6. Sono vostro debitore ragazzi :-)
    Grazie Marco, mi dai sempre delle dritte mica da ridere!

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  7. Io chiedo scusa fin da subito per il tono di questo commento, ma non posso fare a meno di dire che non ho mai visto una serie tanto imbarazzante di parole su questo genio impossibile e batterico che fu Rimbaud. Se davvero trovate necessario parlare dei suoi costumi sessuali, abbiate almeno il buon senso di leggere la minuziosa biografia redatta da Graham Robb, in modo da capirne l'infanzia, l'educazione quaresimale, durissima, viziata dalle sue continue rivolte, da quell'indole sofisticata e "itterica" che lo portò ad attraversare metà Francia a piedi. Il film con Di Caprio non è certo il modo migliore per capire qualcosa di Rimbaud (e lo dico con tutto il rispetto).
    Il nome di Baudelaire non dovrebbe essere buttato lì a caso, in una frase senza peso, pour parler.
    Rimbaud è grande perché ha stravolto le regole della poesia, ma il poeta delle fleurs è Immenso perché è "l'ultimo degli antichi e il primo dei moderni": nello stesso verso può violentare le galanterie tipiche della poesia antica e continuare a scrivere in alessandrini,a rispettare la prosodia classica.
    E' difficile trovare di meglio che aprire una pagina di Baudelaire. Tutto qua.
    "O l'Omega, il raggio violetto dei suoi Occhi!"
    Rimbaud è un colpo al cranio prima che allo stomaco.
    Ti saluto, perdona la mia lunghezza.
    P.S.
    Baudelaire è da leggere (in italiano) nella splendida versione in prosa di Attilio Bertolucci.
    ..Buoni pensieri..

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  8. Caro Cotone, sei benvenuto.

    Credo comunque che tu abbia frainteso - qui nessuno si è sognato di criticare o deridere i costumi sessuali di Rimbaud. Io non so nulla di questo poeta, e ne ho usato il nome come pretesto, in virtu' di quel ricordo remoto.

    Il tuo messaggio è bellissimo.

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  9. No, dai, non intendevo dire che avete "deriso" o "criticato", si vedeva bene che non era vostra intenzione. Solo che trovo "inutile" (come dici tu) parlare di queste cose prima che dei suoi versi.
    E' con questo spirito che mi sono permessa di scrivere, ma sono sicura che l'avevi già capito.
    Intesi allora.
    Ciao e...Tutto il meglio.
    P.S.
    Ti seguirò con cura

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  10. Ho dato un'occhiata al tuo blog.
    Interessante è dir poco, me lo voglio spulciare a dovere.

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