Friday, 30 October 2009

Sottile è il signore

Sto leggendo da qualche giorno alcuni articoli di Massimo Fini, uno degli scrittori più sottili dei nostri tempi. Il fatto che non sia noto al grande pubblico, è unicamente da imputarsi al suo spirito indipendente e per nulla accomodante. Lungi dal voler essere per forza di cose 'bastion contrario', il punto di vista di Fini è talmente libero dal preconcetto che difficilmente è aderente a quello di chi, a una parte, come ad un'ideaologia, sia legato in modo acritico. Fini argomenta sempre le sue idee, e per questo difficilmente, a mio modo di vedere, risulta inviso a chi ha la pazienza di ascoltarne le ragioni. Paradossalmente, è proprio tra la gente 'comune', come me o voi, che Fini trova i suoi interlocutori ideali: io non devo 'nulla' a 'nessuno', e quindi non sono legato in modo 'acritico' ad alcuna forma di sostentamento.

Viceversa, chi è in cima alla piramide sociale, spesso vi è in virtù di 'contratti' di reciproca assistenza (con altri notabili, con l'elettorato, con ricattatori ... dura la vita del potente che rinuncia alla libertà) e quindi non può soffrire uno spirito autenticamente libero come quello di Fini.
Fini non è una sorgente di verità che non può essere messa in discussione: diversamente da molti altri però lui offre un punto di vista non inquinato da vincoli inconfessabili con il quale confrontarsi in modo fertile.
Se non ne avete mai avuto occasione di leggerne i lavori, vi consiglio davvero di cercare in libreria 'Il conformista'. Recentemente ristampato, raccoglie un centinaio di articoli che Fini pubblicò agli inizi della sua carriera.

Ecco un piccolo estratto del suo primo pezzo:

Basta entrare in un "salotto" romano per rendersi conto che in Italia non si farà mai la Rivoluzione. Né le riforme. Né nulla di serio. Basta entrare in una di quelle stupende case - belle come solo a Roma possono essere - e vedervi prestigiosi uomini politici comunisti, socialisti, del Manifesto variamente intrecciati con palazzinari, direttori democristiani di reti televisie, cocottes, scrittorucoli da terza pagina del "Corriere della Sera', fotografi alla moda, pubblicitari e parassiti di tutte le risme, per capire com'è conciata la sinistra in Italia.
Quando vedi il parlamentare comunista che, appena lanciate duissime accuse contro la mafia, amicca complice al palazzinaro notoriamente legato ad ambienti mafiosi, ti rendi conto che le polemiche, gli attacchi, i furibondi scontri, gli scazzi ideologici di cui i giornali quotidianamente ci informano, non sono che lo spettacolo della democrazia, la commedia della democrazia, ma che la realtà è qui: nel salotto.
Ci sono qui, nel salotto, una complicità, uno sbraco, una mancanza di tensione morale e ideale, così veri, così evidenti, così sinceri che non è proprio possibile farsi illusioni.

Triste a dirsi, questo articolo fu scritto 30 anni fa.

4 comments:

  1. Un modo di scrivere libero, senza influenze di nessun tipo e senza inculcare in testa alla gente cose per secondi fini, consiglia sempre ciò che più ti piace Giò ^___^ a presto, grazie del commento!

    ReplyDelete
  2. Ecco, direi che hai estratto un pezzo MOLTO significativo.
    :-)

    ReplyDelete
  3. Fini è un grandissimo!
    Lo conosco da anni, ma leggere quello che ha scritto 30 anni fa sta facendo crescere la mia stima in termini esponenziali ;-)

    ReplyDelete
  4. Conoscevo questo suo scritto.
    Lui è una perla rara in un 'mondo'di porci.

    ReplyDelete