Saturday, 17 October 2009

Stuttgart

Primavera del 2006, elezioni politiche italiane.

Si vota per il rinnovo del parlamento, dopo 5 anni di amministrazione Berlusconi: come a dire condoni, leggi ad personam, gaffe colossali, propaganda spiccia.

Sapete bene come andò: il centrosinistra vinse per pochissimo, e durante lo scrutinio addirittura per un breve momento si profilò la vittoria del centro destra - quindi voci di brogli e Mastella ministro.

Con quei numeri il centrosinistra ha avuto la scusa di 'non poter governare' secondo il mandato degli elettori.

Disgustato da questa Italia che ancora dimostrava di aver fiducia in un essere indegno, decisi di andarmene.


Decisione folle date le mie condizioni, per certi versi senza speranze.

Già in precedenza avevo carezzato l'idea di andarmene: un CV mandato a Manchester, uno a Wichita, USA et similia: qualche contatto ma solo per sentirmi almeno in pace con me stesso - 'almeno ci ho provato' pensavo di potermi dire da impegatuccio futuro.

Difficile trovare da lavoro quando si è disabili.

Fui invitato per un colloquio a Stuttgart.

Della Germania gli italiani hanno un'idea decisamente sbagliata: nessun 'crucco', niente 'freddezza'.

Ordine e serietà non significano sciocca rigidità, così come caciara e libertà sfrenata non significano arte.

Bellissima città: il politecnico in collina, il 'castello', la stazione, quella che immagino si chiami Bahnhofstrasse, una grande area pedonale.
Dopo il colloquio, passeggiai per qualche ora.
Era una delle prime volte che viaggiavo da solo, per di più all'estero.
Ero emozionato e un po' confuso.
Quando visito una città sono sempre combattutto dalla curiosità di visitarla il più possibile e dalla paura di esagerare, di chiedere troppo al mio fisico.

Cosa mi ha colpito di Stuttgart su tutto?

Come al solito occhi, capelli, sorrisi.

Vidi tre ragazze molto belle (il mio giudizio estetico non va mai preso per prossimo ai canoni comunemente accettati) scherzare e ridere in quell'area pedonale.

Erano su delle sedie a rotelle, e se ne andavano per la città in allegria e spensierate, tra bambini in monopattino e signore in bicicletta.

Una città per loro.

Una volta che hai visto Venezia, o Firenze, o Siena, potresti pensare che sia difficile trovare qualcosa di veramente 'bello' in Europa.

Io l'ho trovato, e in questa giornata quasi invernale in cui mi sento stanco e un po' giù, ripensarvi mi aiuta un po'.

5 comments:

  1. Hey Gio, (ahh suona come la canzone di Hendrix ),

    la Germania è bella,peccato che siano in pochi, troppo pochi a saperlo.

    Un caro saluto e ..sù..sorridi, se sorridi tu sorrido io e poi sorriderai di nuovo tu e così via .. ;-)

    Tschüss !

    p.s.: forse riusciremo a far sorridere anche il vicino, quello che ci sta guardando stranito ;))

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  2. Ciao Giò! Ti sto silenziosamente seguendo da un pò..:)
    Ho vissuto, anche se solo per 6 mesi, a Monaco di Baviera e quella città mi è rimasta nel cuore così come i bavaresi! La Germania è, per me da allora, un esempio di civiltà, apertura, cultura e bellezza!!
    Sorrido anche io con te e Alessandra :)
    Buon fine settimana!! E, se ti va, passa a sentire un pò di musica!

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  3. Care ragazze,

    La Germania è bellissima davvero, Monaco nel vero senso del termine 'favolosa'.

    Grazie dell'invito, io amo il Jazz :D

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  4. Gio, Baby, è deciso: BERLINO.
    ti ci porto. one fine day, I'll take you there.
    deal?

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  5. Perfetto Mod!

    Su Berlino ho letto tantissimo, tra tutto un librone enorme di Alexandra Richie, ma non ci sono mai stato.

    Sono arrivato al massimo a Leipzig!

    A presto!

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