Wednesday, 28 October 2009

Mi guardo dai bigotti

Io mi guardo dai bigotti, da chi censura ogni istinto ingovernabile e bacchetta ogni manifestazione di irrefrenabile passione.

Salvo casi eccezionali, ritengo infatti che esistano, negli uomini e nelle donne, veramente istinti ingovernabili e passioni irrefrenabili.

Io stesso, anche se un po' invasato di filosofia, musica, poesia, non penso di negare, nè pubblicamente nè qui, il fatto che sono un animale a sangue caldo, soggetto alle non scritte leggi dell'uomo e della vita.

Paura, desiderio, passione sono accanto a razionalità, giudizio, critica.

Sicuramente la mia condizione singolare, mi ha obbligato a determinate scelte e a ponderare bene il peso che nella mia vita sia saggio dare a certe manifestazioni di me stesso.

Così, se è vero che sono attratto da 'Alice', è anche vero che evito di andarla a cercare in locali alla moda o sale da ballo di grido.
Non ho mai capito se sia prima nata la mia malattia o la mia misantropia/introversione, ma non è questo l'oggetto in discussione ora.
Per la conoscenza dell'uomo che ho maturato nei 30 anni della mia vita, nella quale ho conosciuto un po' me stesso e gli altri, posso davvero dire di temere i bigotti: perfino mi appaiono contro natura.

Riconoscere in sè il seme della passione e assecondarlo con moderazione, 'est modus in rebus', non significa lasciarsi travolgere da essa e deviare verso un distruttivo edonismo senza limiti.

Au contraire.

Sono sicuro che faccia più male all'uomo la repressione degli istinti, che non una decente soddisfazione degli stessi.
Badate bene, che in questo caso mi riferisco al canone di 'uomo buono' che i bigotti stessi considerano: raramente ho conosciuto un'umana freddezza pari a quella dei bigotti, che pure si riempiono la bocca di amore (spesso cristiano).

Lo stato mentale che proviamo quando siamo felici ci rende più disponibili al prossimo. Fin quando riusciamo a tenere un equilibrio tra questo stato, e quello adiaciente di furore perenne per la ricerca di nuovo piacere a qualunque costo, saremo uomini migliori che non chi, dall'altra parte, forse per paura di non sapersi controllare, si nega delle naturalissime gioie.

La mia avversione ai bigotti quindi non è puramente ideologica.

E non voglio neppure parlare dei peggiori, ovvero di chi predica bene e poi, nel chiuso di una stanza, si sfoga con bestialità accumulata in giorni di inappuntabile bella presenza.

Citando Orazio, uno dei più amati:

Est modus in rebus, sunt certi denique fines
quos ultra citraque nequit consistere rectum.

C'è una misura nelle cose, ci sono insomma confini ben definiti
al di qua e al di là dei quali non può esistere il giusto

Spesso la gente è convinta che il confine sia uno solo, quello che separa dall'edonismo sfrenato.
Non è così: il confine più insidioso, perchè ci minaccia tutti, è quell'altro, quello che sfuma nel grigio di una vita senza calore, emozioni e follia.

10 comments:

  1. Sei innamorato di "Alice", ma lei lo sa?

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  2. Si, sono innamorato di Alice, solo che non l'ho ancora incontrata mai, per quanto quella ragazza al bar l'altro giorno le somigliasse parecchio ;-)

    Insomma, non esiste ;-)

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  3. Bel post.
    La passione, gli istinti, se condotti senza recare danno ad alcuno...devono essere coltivati e assecondati. Ci sarebbero meno frustrati in giro.
    Il bigotto è di solito un represso che si nega il piacere, ma lo ambisce.
    Il moralista invece lo nega al mondo intero e poi lo sfoga tra quattro pareti, concedendosi di tutto e di più e persino l'oltre.
    Il confine di demarcazione è quella sottile linea rossa che di di solito impedisce alle persone con cervello, di varcarla. Tipo: Io mangerei spesso una torta, anche intera. Una volta l'ho fatto pure...ma poi sono finita in ospedale!Meglio una fetta, anche due;)


    P.S.
    Cercasi ALICIO disperatamente...ahahahah.

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  4. Cara Nicole, meglio di tutto, mi pare di capire, è una fetta IN due.

    I tedeschi la sanno lunga: la stessa parola, gluck, significa 'fortuna' e 'felicità'.

    Cosa posso fare se non augurarti di incontrare, fortuitamente, la felicità?

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  5. Anche io detesto i bigotti.E ti dirò che è così, proprio perchè molto spesso, dietro la loro ostentata "castità" nascondono un marcio infinito!

    Io credo che il giusto stia nel raggiungere l'equilibrio, il proprio equilibrio.
    L'esagerazione, da un verso e dall'altro, sono distruttive.

    Ma MAI mi sentirò in colpa per qualcosa che male non è!Come mi si vuol far credere.

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  6. Credo anch'io che siano al di fuori dei confini del giusto sia i bigotti fanatici che gli edonisti sfrenati.
    Ma se proprio dovessi peccare, preferirei di gran lunga il secondo.
    ;)

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  7. Carissimo Giò....
    ma come non appoggiare ogni singola parola????
    questo post avrei potuto scriverlo anche io!
    "mi guardo dai bigotti" poi....come credo che hai ben capito...è la frase che ho scritto in fronte.....sai...nel caso qualcuno dimentichi...

    Istinti?
    passione?
    Perchè, c'è qualcos'altro che fa sentire vivi più di questo?
    A me non viene in mente nient'altro....
    ^____^
    un abbraccio caro Giò e buon halloween!

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  8. Grazie Luna!
    Un abbraccio anche a te :)

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