Thursday, 1 October 2009

Lezioni di chitarra

Ieri sera, parlando del piu' e del meno al telefono con mia sorella, mi sono deciso: si riprende in mano la chitarra.
Ho quindi mandato un paio di e-mail a dei maestri qui in città - vediamo un po' come mi rispondono, mi sono presentato come 'the worst guitar player ever' ...
In effetti è da tantissimo tempo che non suono, e a dirla tutta non ho mai suonato davvero. La passione per la musica l'ho sempre avuta, ma sempre ostacolata da vicissitudini allegrotte e mai sostenuta dalla necessaria grinta, che ho speso per altre cose.


Peccato, perchè ora mi rendo conto che lo studio serio della musica mi avrebbe potuto aiutare in molti momenti ... un po' come lo studio della poesia, della filosofia, della letteratura ... perfino della scienza mi sono stati preziosissimi.Ho avuto un ottimo maestro, ma solo per un breve periodo.
Memore della vita di Wes Montgomery, non mi è mai parso un ostacolo insormontabile l'approccio in avanzata età allo strumento. A dirla tutta sono convinto che davvero, come era solito dire il maestro Manzi, 'non è mai troppo tardi'.
Trovai questo maestro per puro caso: mi ero fatto regalare una modestissima chitarra elettrica per il mio compleanno, ma ovviamente non sapevo da dove cominciare. Un'amica comune mi mise in contatto con il maestro - non parlero' di lui in questo messaggio, mi dovro' ben concentrare per cercare di tratteggiare in modo adeguato la sua figura, e in questi minuti rubati al lavoro non sarei capace di rendergli onore.
La chitarra me la sono portata dietro anche quando venni ad abitare qui. Qualche volta, la sera, tenevo in esercizio le dita, carezzavo la tastiera, facevo qualche scala o improvvisavo - sempre con risultati disastrosi. So a malapena mettere in fila tre note della scala Pentatonica, mi mette in crisi la Minore armonica, e non ho mai capito da dove venisse la nota 'blue'. Ma che importa? Io voglio 'giocare', tutto qui. E se il gioco passa attraverso sei corde metalliche, ben venga.
Il 'divertissement' tanto deprecato da Pascal, nell'ottica dell'ateo, è null'altro che un attimo di pausa tra un round e l'altro. Non c'è nessuna gloria particolare nello schiantarsi su una lastra di granito senza provare a battere almeno un po' le ali. Se non ci provi, come puoi essere certo di non saper volare?

E tu?
Hai mai provato a volare?

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