Monday, 19 October 2009

Le porte del Paradiso

Messaggio inutile, ne sconsiglio la lettura. L'ho scritto per passare un po' di tempo, stancarmi e sperare che la stanchezza vinca il mal di tutto che questo gelo mi ha buttato in corpo.

Ieri notte ho dormito incredibilmente bene, mi sono svegliato ed era mattino; sarebbe bellissimo se capitasse anche oggi!
(io vi avevo avvertito di non leggere)

Questa storiella è tratta dal libricino che ho regalato a diversi amici

Un soldato che si chiamava Nobushige andò da Hakuin e gli domandò: “c'è davvero una paradiso e un inferno?”

“Chi sei?” volle sapere Hakuin.

“Sono un samurai” rispose il guerriero.

“Tu un soldato?” rispose Hakuin. “Quale governante ti vorrebbe come sua guardia? Hai una faccia da accattone!”

Nobushige montò così in collera che fece per snudare la spada, ma Hakuin continuò: “Sicché hai una spada! Come niente la tua arma è troppo smussata per tagliarmi la testa”.

Mentre Nobushige snudava la spada, Hakuin osservò: “Qui si aprono le porte dell'inferno!”.

A queste parole il samurai, comprendendo l'insegnamento del maestro, rimise la spada nel fodero e fece un inchino.

“Ora si aprono le porte del paradiso” disse Hakuin

Cosa c'è di più desiderabile che trovare un maestro?
Una guida autentica, la cui autorevolezza è tale da poterci fidare di lui anche laddove il dubbio si insinua e la nostra ragione si smarrisce.

Qualcuno che ci faccia intravedere il paradiso in terra, e l'inferno dentro di noi.

Accidentalmente, per mia natura non riesco a fidarmi di nessuno, in alcun ambito che mi interessi davvero: vado avanti, consapevole della mia mediocrità di uomo, e benchè riconosca negli altri qualità a me aliene, non credo la mente umana capace di venire a capo dei problemi che da secoli ci tormentano, nè in nessuna forma di insegnamento che non passi attraverso una fase di critica pura e messa in discussione continua.

Da un maestro non posso apprendere un precetto, ma solo imparare un metodo.

PS: non ho ancora capito se Kill Bill mi sia piaciuto o meno. Ho apprezzato la dedica a Lee Van Cleef.

4 comments:

  1. Caro Gio, sto diventando tuo-blog-dipendente eh eh ..mi sento a casa qui, sensazione rarissima ,che assaporo piano, piano, come se stessi sorseggiando del buon vino accompagnato da pane e salame .
    Quello che ho letto mi ha confortata,è da una vita che io, essere mediocre,cerco una persona che m'insegni, che possa ammirare, della quale fidarmi,..un palmo di mano dove rannicchiarmi ed essistere.Chi mi sappia indicare il cammino verso il paradiso o l'inferno...per poi crogiolarmi nella consapevolezza di averlo finalmente trovato ...ma la diffidenza regna sovrana.


    un sorriso e l'augurio per una bellissima giornata :)

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  2. Io trovo di valore senza pari il riuscire a entrare in contatto con mille persone diverse da me. Non trovero' temo un maestro in carne ed ossa, se anche lo trovassi potrei non riconoscerlo, ma osservando queste mille persone, che è solo grazie alla tecnologia che incontro, riusciro' a capire 'di piu'' e mettere assieme mille pezzi di puzzle.
    Ciao :)

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  3. Io sono un presuntuoso smisurato: non cerco, né ho mai cercato, maestri, o "guru" di nessun genere, anzi mi stanno tutti cordialmente antipatici. Anche i più miti.
    Ho sempre cercato di imparare da coloro che hanno sempre sostenuto di non avere nulla da insegnarmi. Mi fido istintivamente di loro.
    (È per questo che sono un poco di buono e un pessimo soggetto.)
    Ciao Gio!
    ;)

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  4. Un proverbio latino dice 'Verba movent, exampla trahunt', ovvero
    'La parole muovono, gli esempi trascinano'.
    I migliori maestri non aprono mai bocca e non sanno neppure di insegnare ;-)
    A presto ragazzi!

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