Saturday, 3 October 2009

Le Nozze di Figaro a Venezia


Le Nozze di Figaro, Venezia.

A quei tempi me la passavo piuttosto maluccio: la mia vista continuava a peggiorare, e la mia miopia si faceva davvero seria: già da un po' di tempo avevo deciso di smettere di guidare, ma ora iniziavo a far fatica anche nella vita di tutti i giorni. Per di piu' il dislocamento progressivo del cristallino, mi rendeva difficoltosa anche la lettura. Andavo in giro con il collo leggermente reclinato verso destra, nel tentativo un po' goffo e non troppo efficace di rimettere in posizione il cristallino.

Avevamo contattato un noto chirurgo: 'rischio di perdere la vista, non c'è statistica per pazienti cosi' particolari, intervento che presenta molte difficoltà, possibilità che vada tutto male.'

Allegria!

Era il terzo anno di università: già durante i primi due i miei problemi di vista mi avevano causato grossi problemi, ma adesso la cosa si faceva drammatica, se non comica.

Un amico un giorno era assente sicchè l'indomani mi chiese i miei appunti di Metodi - me li restitui' accompagnando il gesto con dei commenti piuttosto espliciti. Erano un completo non-sense, e in verità ormai non vedevo piu' nulla alla lavagna, aspettavo prima di attraversare la strada che qualcuno prendesse l'iniziativa e riconoscere un amico per strada era ormai arduo.

Quel giorno ero veramente intrattabile: mi ero portato dietro un libro di geometria russo da leggere durante il viaggio in auto con i miei genitori.

Sentivo crescere fino a farsi incolmabile il divario con i miei compagni ed amici, non riuscivo a immaginare per me un futuro di indipendenza.
Queste preoccupazioni mi accompagnano ancora.

E poi venne la musica, e il broncio svani' dal mio volto.

A volte il dolore è cosi' intenso che anche la musica non deve entrare qui, nella mia testa, ma quante volte 'Mozart' mi ha aiutato a star meglio, o 'Leopardi' ha dato un senso al mio dolore.

Alla fine ho recuperato la vista, ma questo banalissimo problema, se paragonato a quelli che hanno messo a repentaglio la mia vita, mi ha fatto perdere piu' di un anno d'università, fatto perdere il passo dei miei compagni e gettato un po' nel caos.

Hai presente la 'canzonetta sull'aria'?

Susanna
"Sull'aria..."
Contessa
"Che soave zeffiretto..."
Susanna
"Zeffiretto..."
Contessa
"Questa sera spirerà..."
Susanna
"Questa sera spirerà..."
Contessa
"Sotto i pini del boschetto."

Susanna
"Sotto i pini..."
Contessa
"Sotto i pini del boschetto."
Susanna
"Sotto i pini...del boschetto..."
Contessa
Ei già il resto capirà.
Susanna
Certo, certo il capirà.

I concetti di 'tangenza', 'intersezione', 'concavità' non sono spiegati bene in nessun libro di analisi come sono espressi in quell'aria.
Non vedi amore saffico, ne hai solo una vaga intuizione: ma quale accenno di erotismo nell'avvilupparsi di queste voci!

l bando ogni prudenza e ogni buon senso: prossimamente potrei scrivere ancora dell'Opera, anche se sono un totale incompetente!

7 comments:

  1. ti prego, scrivi ancora dell'opera... scrivi di cherubino e della sua carica erotica di fanciullo che il sensuale mozart non poteva rendere meglio affidandolo alla voce di una donna come ruolo en travesti; o di altre opere, che fanno la ricchezza dell'anima.

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  2. Cara Maria Rosa,

    l'opera è qualcosa che davvero amo.
    Un po' di tempo fa ho scritto questo sul 'Don Giovanni'

    http://popolosodeserto.blogspot.com/2009/08/don-giovanni.html

    Proprio oggi ne parlavo con il mio babbo al telefono.
    Ha cambiato la mia vita.

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  3. Dimenticavo: sei sempre gentilissima

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  4. ...ho presente.
    mozart ti fa pensare che alla fine ogni cosa torna ad un proprio posto ragionevole.

    con affetto, mod

    p.s. sto ragionando sul tuo commento (in specifico sul "ossimoro") - e non so cosa dire.

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  5. Alla fine delle Nozze, e ancora di più del Don Giovanni, è vero, le cose tornano al loro posto.
    Ma c'è una sensazione di 'morte', specialmente nel Don Giovanni che era il motore della vita di tutti gli altri protagonisti.
    Leporello deve andare all'osteria a cercare un altro padrone.
    Zerlina e Masetto se ne tornano nella loro vita quotidiana, lontana dal 'movimento' di quelle ore.
    Donna Elvira va a lasciarsi morire, Donn'Anna rifila uno storico due di picche a Don Ottavio.
    Sullo sfondo, la figura severa e carismatica del Commendatore, l'unico pari del Don Giovanni, pure lui ormai morto.

    Ciò che rimane è un mondo senza contrasti e quindi senza movimento.

    Ciao!

    Il tuo articolo mi ha incuriosito parecchio, è scritto, secondo me, da una prospettiva diversa da quella di chi ha scritto centomila articoli su questa vicenda.

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  6. sei un osservatore molto intuitivo.
    un poco mi preoccupa sta cosa.
    :-) mod

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  7. Cara Mod,

    la cosa preoccupa un po' anche me ;-) ma mi sembri una persona molto forte, il che mi rincuora.

    Soprattutto scommetto che, nel caso ti sembrassi un po' invadente (mai volendolo), saprai mandarmi a stendere, anche questo mi rincuora.

    In passato è stato più difficile.

    Ciao!

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