Friday, 9 October 2009

Le donne della mia vita - prima parte

Ante litteram: spero non si intenda la mia ironia per autocommiserazione. Io provo un rancore spietato verso me stesso, non mi commisero. Quando sembra che lo stia facendo, è quasi sempre ironia.

Mi sono trasferito nel 2007 presso questo grande istituto di ricerca straniero.

Finalmente lontano dalla famiglia, e dalla costrizione penosa di non poter essere triste, solitario, taciturno, lunatico, e da Silvia, che ancora mi faceva visita nei sogni piu' belli che abbia mai vissuto.

Mi arriva una mail di invito per un evento di orientamento - un'occasione ufficiale che ha luogo un paio di volte l'anno, e durante il quale l'istituto, che è enorme davvero, presenta ai nuovi arrivati opportunità, obiettivi et cetera.

Il programma è assai fitto, e anche se non interessato ai singoli talk, mi godo l'atmosfera internazionale che emerge dai grafici, dall'inglese perfetto di questi relatori. Il ruolo delle donne qui è chiaramente diverso che non in Italia: qui non ti sorprendi di vedere una donna in nessun incarico. Io non sono a favore di questo o quel sesso: sono a favore delle minoranze, e non perchè io sono parte di una minoranza, ma perchè una minoranza è spesso un colore diverso sulla tavolozza del pittore. Il mio colore è viola morte - tonalità disperazione.

Arriva il suo turno - parla a nome di un'associazione di studenti, o qualcosa di simile.
Bionda, capelli corti e non completamente lisci, tedesca.
Maglietta a maniche corte blu scuro, braccia nude di cui si indovina la forza, pantaloni anche blu, sportivi, piglio deciso e nessun imbarazzo a parlare di fronte a una vasta platea.
Neppure io ho problemi in queste circostanze - per me la platea non esiste, io penso solo all'esposizione logica di un concetto. Quando parlo a qualche conferenza, mi rivolgo a uno scelto a caso nel pubblico delle prime file e del resto non mi curo, anche perchè non vedo poi cosi' bene.
Lei no.
Lei guardava tutti, e tutti la guardavano, inevitabilmente.
Calamitare l'attenzione non solo sulla propria bellezza, ma su quello che si sta dicendo è stato quello che di lei mi ha conquistato.
Penso sia stato il primo colpo di fulmine della mia vita - ero lievemente intontito a dirla tutta.
Dopo i talk, discussione presso degli stand - e lei era li.
Mi si è avvicinata - il mio english che ai tempi era pure peggiore di quello che non è oggi - arranco'.
Riuscii giusto a dire che si, il sito web l'avevo visitato gia'.
La donna spigliata e brillante che mi aveva affascinato, era anche capace di sorridere e sgranare gli occhi divertita - quanto basta per ricordarmene ancora spesso.
Avete presente che spesso dopo un evento simile vengono dati dei questionari, da compilare anonimi e imbucare in qualche urna?
Cosa pensate che abbia scritto a fianco di 'Cosa hai preferito di questo evento?'.
Ovviamente il suo nome, e un disegno stilizzato di noi due felici in fuga verso il mondo.
Sono tornato anche al successivo evento.
L'ho rivista, sempre piu' magnifica, e anche tra altre ragazze bellissime, era solo lei a meravigliarmi.
'Cosa hai preferito di questo evento?' Same as last year, of course! E ancora il nome.
Sono tornato una terza volta - lei non c'era.
'Cosa hai preferito di questo evento?'. 'Dove diavolo è lei?'
Non c'è stata una quarta volta.

9 comments:

  1. ci sono cose che rimangono indelibile ed impresse con il marchio del fuoco. Sei una piacevole scoperta, si si.

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  2. Sei troppo gentile, la riconoscenza è mia.
    Ciao!

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  3. giò, la dovevi impressionare. parlarle in italiano. fare qualcosa.QUALUNQUE COSA!
    ma che dico?! ufff. non c'è il paradiso in terra.

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  4. Mia cara Mod,

    non ho mancato di scriverle.
    La prima volta vigliaccamente in modo anonimo - poi l'anno seguente, in chiaro.
    Prima le scrissi chiedendo se ci sarebbe stato ancora l'evento, a una sua reply positiva ...
    La mia mail diceva questo:

    Dear ####

    I'm sorry to bother you again, but I think you're the only one that can answer my last question about the orientation event.

    I really appreciated the event last year.

    Most of the presentations were actually interesting, but only yours, in my opinion, has been extraordinary.
    The topic of your talk was intriguing, your speech determined but not intimidating at all, friendly but never trivial: simply amazing.

    One year passed and I don't forget your attitude.

    My question is then very simple: will you give a presentation also at this session?

    Best regards,

    Gio

    Ho provato, lo confesso, a corteggiare delle fanciulle in vita mia.
    Mai ho avuto successo, un po' mi rincuora la cosa.
    Avrei portato in casa altrui il male, e soprattutto, lungi, decisamente lungi, dal cercare 'un avventura', io non ho MAI avuto intenzione di avere una 'relazione', o di 'costruire un rapporto maturo'.

    Io cerco solo qualcuno con cui, ogni tanto, volersi bene - in modi che oggi posso solo immaginare.

    Allora, che fare la prossima volta che sentirò qualcosa per una ragazza?
    Censuro tutto o ci provo? (garantito l'insuccesso, specie finchè avrò occhi per una come lei).

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  5. Ah, lei non mi ha più risposto ;-)

    Ho notato una cosa: quando un mio collega sente il nome di una fanciulla, che magari frequenta un amico o che ha messo un annuncio per un tandem linguistico, la PRIMA cosa che scatta è 'cercare su internet la foto'.
    In questo mondo per me non c'è spazio, e c'è ben poco interesse.
    Viva la bellezza, tutti dovrebbero curarsi per quanto possibie: ma se la bellezza è il criterio primo di discriminazione siamo in guai serii.
    Ciao :-)

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  6. giò dearest,
    è sempre giusto dire se ti piace una.
    per gente come noi è un sollievo essere ignirati.
    ma sarebbe la nostra fine se dovessimo smettere di temere che magari prima o poi qualcuno ci "vede" DAVVERO.

    è un equilibrio anche questo, no?

    mit herz, mod

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  7. Adesso scendo in città.
    Dopo ti racconto di cosa capita quando lo dico apertamente.
    La grande fortuna della mia vita è che spesso al dolore si è accompagnata la farsa.

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  8. La grande fortuna della mia vita è che spesso al dolore si è accompagnata la farsa.


    ma te sei un poeta o qualcosa del genere? secondo me sì.

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  9. Cloro, sei davvero gentilissima ;-)

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