Tuesday, 20 October 2009

Piccoli incidenti in moto

Oggi ho avuto un piccolo incidente.
Semaforo arancione, io mi fermo (ma senza inchiodare) e quello dietro no - inchioda, lui si, ma comunque mi viene addosso.
Io non mi sono fatto nulla, lui ha solo perso la targa.
Non gli ho neanche chiesto nome e cognome, forse sono stato un po' sciocco: mentre lui si scusava ('entschuldigung') io ero li a dargli la sua targa e rassicurarlo che era tutto ok.
Dei bambini fermi al semaforo guardavano la scena pieni di stupore - l'unica cosa di cui c'è da stupirsi è la calma che non mi abbandona in situazioni simili (per carità, in questo caso era scontata).

Ora ho il solito mal di schiena, il solito.

Ne ho fatti alcuni di incidenti, tutti con piccole conseguenze.

Il primo il gennaio del 1996, non avevo neppure la patente, solo foglio rosa.

Gennaio, sole basso, lenti a contatto: un mix devastante quando si viaggia contro luce.
Ero su questo vialone della mia città: per un lungo tratto senza marciapiede a destra, e poi d'improvviso la carreggiata si restringe per far spazio ai giusti pedoni. Io non vidi il gradino, e precipitai.
Cosa ironica: scivolando, andai a sbattere contro una statua della vergine Maria.
'Ho preso a craniate la madre di Dio' pensai.
In un attimo era già in piedi - pura adrenalina.
Un tizio che passeggiava, sull'altro marciapiede, mi si fece incontro tutto preoccupato: lo rassicuravo 'Sto benissimo'. Mi indico' il ginocchio destro: era un distrastro! Una brutta ferita, sangue, i pantaloni strappati.
'Cazzo' pensai tra me e me.
Presi la moto e me ne tornai a casa.
Proprio sotto casa mia, mentre stavo entrando in garage, vidi un mio vicino.
Decisi di non affrontarlo, passai un paio di minuti in giro e poi tornai.
Non sentivo nessun dolore.
Lasciata la moto in garage, salii di nascosto le scale e mi chiusi in bagno.
Mia sorella capi' subito, e quindi andai dal medico.
Il dolore dell'acqua ossigenata pura su una ferita aperta è qualcosa di inimmabinabile.
Urlai come un ossesso, ma obbedientemente al medico non mi mossi.

Mio padre mi impose di ritornare in moto il giorno seguente, per scacciare ogni paura - attitudine ottima, ma per un paio di settimane non riuscii proprio a piegare il ginocchio.

Nella foto, la moto dei miei sogni.

5 comments:

  1. ufff...arancione?!
    si può parlare di un cambio di colore?

    :)

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  2. La colpa è di un mio collega, che si è appena preso una mega-multa per essere passato ad arancion-rosso inoltrato ;-)

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  3. Gio, che moto hai?
    La mia ultima: Africa Twin 650 (il primo modello), la mia prima due ruote: Benelli 4 marce cross 50 cc... Ah ah ah... Verde! pffffff! non resisto... Ah ah ah...
    (O grande Zeus!... ma perché sono così sincero? non potevo tralasciare almeno il colore?)
    Ciao!
    :)

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  4. Caro Milo

    Ora ho un Suzuki DRZ-400 SM, un giocattolino: leggera e guidabilissima. Nella foto c'è un KTM SMC 690, 63 cavalli, monocilindrico, 140 chili circa. Non sono sicuro di poterla gestire ... vedremo!

    A parte varii motorini, la mia prima moto è stata una Honda CRM 125, un due tempi piuttosto cattivello ed enorme, fuoristrada. Il mio 'secondo incidente' l'ho fatto in un bosco ... magari domani ne parlo, è stata un'esperienza quasi mistica :D

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  5. Ah, il primo motorino in assoluto è stato un 'Noi' penso Garelli, vinto dal babbo alla festa dell'unità!
    Ho avuto anche un 'issimo': Fantic Motor, cambio non a pedale ma a mano, mai piu' visto nulla di simile.

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