Saturday, 31 October 2009

In aereo

Odio viaggiare in aereo.

Ho iniziato tardissimo, e ho volato solo una decine di volte: non abbastanza per abituarsi a 'vuoti d'aria' e 'perturbazioni transitorie'.

L'ultimo volo, da Madrid a casa, è stato decisamente movimentato.

Al solito, viaggio di lavoro.

Per la seconda volta consecutiva, avevo trovato in aereoporto un collega giapponese (collega nel senso che fa lo stesso lavoro, ma in realtà lavora in Nippon): ovviamente prima del volo si è parlato di kamikaze, disastri aerei, statistiche alla mano, possibilità di sopravvivere a un ammaraggio, mostri enormi da manga e amenità simili.

Lui sarebbe partito per l'Africa - non ne ho piu' avuto notizia.

La partenza è stata tranquilla.

In aereo ero solo: il primo viaggio in aereo in assoluto, per andare a Vienna, l'avevo fatto con un mio collega. Un ragazzo buonissimo cui confidai le mie preoccupazioni, e che da allora mi aggiorna ogni volta che un velivolo, fosse anche un biposto birmano, ha anche il minimo incidente. Durante quel mio primo viaggio, affinai la mia tecnica di imperturbabile coraggio: il segreto sta nell'osservare attentamente gli altri passeggeri.

Supponiamo che l'aereo ruoti un poco - già tu ti vedi disperso in mare preda degli squali, ma se noti che gli altri passeggeri sbadigliano e sorseggiano Brendy, significa che tutto è nella norma.

Con questa nuova consapevolezza, Gio ha affrontato viaggi in aereo con relativa tranquillità per lo UK, l'Ispagna e l'Italia con il sorriso sulle labbra (ne sareste stati orgogliosi).

Ma torniamo a quella maledetta carlinga Iberia del viaggio da Madrid.

Mancava giusto una mezz'ora a casa.
La tensione finalmente scemava.

Non mi aspettavo, povero ingenuo, un 'ben tornato a casa Gio' sotto forma di tempesta tropicale nel mezzo dell'Europa.

Mi sbagliavo ovviamente.

Un vuoto d'aria.

Il battito cardiaco di Gio schizza a mille.

Mi guardo intorno: gli altri sonnecchiano, e il Brendy scorre a fiumi.

I miei vicini di posto pure sonnecchiano.
Un altro vuoto d'aria, e un altro ancora.

I miei vicini si svegliano.

Coppia settant'enne, probabilmente contadini dall'Andalusia.
I peggiori vicini possibili ...

Vuoti d'aria in sequenza.

Il brandy sparisce, e - cosa terribile - i miei vicini cominciano a pregare.

Venti minuti interessanti, non c'è dubbio.
Atterriamo e i miei vicini applaudono.

Prendo le mie poche cose.

Giusto fuori dall'area di atterraggio, c'è un enorme spazio pubblicitario a parete.
Non pubblicizza Brandy, o auto di lusso.
Invita a visitare un mega ultra bordello di lusso.
'Ma qui si gioca sporco', penso tra me e me.
Sfruttamento emotivo di poveri sopravvissuti al trapasso, e relativi buoni propositi 'di godersi la vita se sopravvivo'.
Cheaters!

4 comments:

  1. ahahahahah...se puo' consolarti, io un aereo non l'ho mai preso. Ne sono terrorizzata. Questo limita la mia passione per i viaggi.
    Se a te è schizzato il cuore a mille, io credo sarei stata preda di un attacco isterico.

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  2. E' una fobia che sono contento di essere riuscito ad arginare ... ma resta sempre lo stress. D'altra parte io voglio vedere Tokyo, Mosca, New York, Londra, Oslo, Buenos Aires ...
    ....
    PAURA!

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  3. magari un giorno lo farò per amore, stringendo la mano giusta...chi può dirlo:)

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  4. Nicole,

    Non sarà 'stringendo', ma 'strappazzando', 'artigliando' la mano del fortunato consorte ;-)

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