Thursday, 8 October 2009

Il giorno in cui Gio è diventato grande - prima parte

Mi ricordo il giorno in cui sono 'diventato grande', e mi ricordo il giorno in cui ho avuto la prova di esserlo davvero.

Seguono cose ridicole, vi avverto.

Quando sei bambino, della deformità proprio non ti accorgi.

Torno indietro di un po' di anni ... penso fosse giugno-luglio del 1987.
Quel giorno ero dunque all'oratorio estivo: caldo torrido, giochi d'acqua.
A quei tempi il male era già evidente sul mio corpo, ma non ne soffrivo per nulla.

Qualcuno penso' bene di gettarmi addosso un gavettone. Io già ai tempi non brillavo per qualità eccelse di life-management, e mi sembrava assolutamente normale andarmene in giro con una maglia zuppa d'acqua.

Data la mia inettitudine ad affrontare ogni cosa, trovo sorprendente la mia sopravvivenza.

A quel punto un nume tutelare, in transito nel cervello di un bambinetto, mi suggeri' di levarmi la canottiera.

Detto fatto - a petto nudo in mezzo alla gente, non potevo passare inosservato, ma non me ne curavo minimamente.
Lo stupore, la pena, il disgusto altrui erano a me paralleli, non mi tangevano affatto.

Passarono troppo velocemente quegli anni felici: da micro-adolescente, quando sei verso i 12 anni direi, le differenze cominciano invece a farsi importanti e tu ne soffri un po'. Inizi a guardare un le ragazze, e ti rendi conto che la cosa non è minimamente ricambiata. Per dirla tutta, spesso i tuoi coetanei sono chiaramente infastiditi da te. Ancora non sai intrattener le fanciulle con un raffinatissimo sense of humor, nè con leggiadri e inadeguati riferimenti all'arte, o alla filosofia.

Tutto, ho rapinato di tutto pur di giocherellare con alcune fanciulle - ma l'ho fatto con genuina leggiadria e senza blasfemia ... almeno spero.
E soprattutto, direi a posteriori, senza fine di lucro.

Il tempo passava, la mia malattia era diventata feroce e io guardavo con grande speranza al prossimo intervento, quello che mi avrebbe dovuto curare la scoliosi.
I miei genitori mi avevano garantito che sarebbe stato definitivo e che avrei risolto molti problemi. Lo confesso, a quel tempo essere un mostriciattolo era un problema per me - e se oggi non lo è piu' è perchè di certe cose non mi curo. Dovessi curarmene, tornerei ad avere un problema, perchè è innegabile che nei rapporti umani, tra donne e uomini, l'apparenza fisica gioca un ruolo determinante, specie quando si è ben al di sotto del 'minimo accettabile' e soprattutto all'inizio.

L'indifferenza è invero 'divina' per Gio.

Mi sveglai dall'anestesia. Non riuscivoo a muovermi molto, ed ero senza occhiali - non vedevo nulla ed ero ancora ko. Chiesi a mia madre come fosse andato l'intervento - la sua risposta fu incoraggianto: 'tutto bene, tutto a posto!'

Passo' qualche ora.

Mi portarono infine gli occhiali, quello è l'attimo in cui torni ad avvicinarti alla normalità, anche se sei ancora calpestato dal dolore, e riuscii a sollevare un po' il collo, quanto basto' per vedermi li davanti.
Non troppo dissimile da prima.
Nessuna emozione, l'indifferenza per la prima volta faceva capolino.
Riappoggiai il capo sul cuscino e pensai tra me e me, con calma e lucidità, senza tradire alcune emozione, che era tempo di diventare grandi.

Avevo 14 anni, ora ne ho una trentina.

Qualche giorno fa ho notato un lieve arrossamento vicino il filo metallico che passa sotto pelle all'altezza dello sterno - residui di un cerniera lampo passata.

Prima o poi mi decidero' a farmelo togliere, ogni tanto mi da fastidio.

Non vedendolo molto bene, decisi di farmi una foto della zona.

Davanti allo specchio, per la prima volta, 17 anni dopo, mi è cosi venuta la curiosità di vedere come sono visto dal di fuori.

Sono libero!

Pero' voglio finire con un sorriso.

Sono solito dire agli amici piu' cari che la mia tomba sarà motivo di stupore per gli alieni che nel 2892 invaderanno la terra. Arriveranno al mio mausoleo, e vorranno violare il mio sarcofago. Troveranno ossa e metallo e lo stupore sarà grande.

Un'amica una volta mi ha domandato: 'E poi cosa diranno?'
E poi si feliciteranno, perchè la scoperta avrà un alto significato scientifico, in quanto saro' identificato come l'anello mancante tra l'uomo e la cinquecento.

Su svegliatevi da bravi,
su coraggio o buona gente,
vogliam stare allegramente,
vogliam ridere e scherzar!

8 comments:

  1. Una conclusione davvero spaziale!
    Con l'ironia e la risata superi persino la divina indifferenza, alle volte...
    Bello leggerti, nel bene e nel male.
    Ciao!
    :)

    ReplyDelete
  2. Pero' sono stato troppo modesto.
    La prossima volta diro' Lamborghini ;-)

    ReplyDelete
  3. ,,no no la lamborghini fa troppo snob,,ti si addice di più la 500 fa simpatia,,,

    ReplyDelete
  4. cazzo. Sei proprio un mondo te!

    ReplyDelete
  5. mi piace leggerti, spero di non peccare d'invadenza...

    ReplyDelete
  6. Davanti ad un racconto come questo ogni parola sembra fuori posto.
    L'unica riflessione che mi viene spontanea è che la mostruosità dell'animo di tante persone "avvenenti esteriormente" (l'ho messo tra virgolette perchè il giudizio è sempre soggettivo)deforma i lineamenti e quello che si vede fa soltanto paura.
    Invece, quando la gentilezza e la dolcezza sono le doti di un individuo meno "popolare", l'aspetto fisico non ha più connotati.
    Gio, sii fiero di te!
    Capisco, però, che oggi si ha troppa fretta e non si legge più dentro l'anima.

    ReplyDelete
  7. Cara Marisa, sei benvenuta.

    Grazie delle tue parole, mi fanno davvero star meglio.

    ReplyDelete