Monday, 5 October 2009

Fanatismo, prima parte

Non sono mai stato un attivista politico: un po' perchè mi reputo un animale asociale, un po' perchè ho sempre guardato con sospetto a figure di riferimento in carne e ossa o a portata di sguardo. Mi cullo nell'illusione della grandezza greco-romana di Giuliano l'Apostata, e ringrazio gli dei di non poter rimanere deluso dalle sue piccolezze di uomo. Ad Eraclito sono grato per i suoi insegnamenti, resi piu' credibili dalla lontananza dalle sue piccole manie. L'arte di Bach mi giunge purificata d'ogni follia di stampo barocco.

La mia naturale ritrosia al contatto umano cede pero' a volte alla curiosità di indagare l'animo umano, di scavare dentro alle persone, di levar loro la maschera e scovarne la vera natura. Curiosità è ben diverso da capacità, sicchè sempre con molta tolleranza guardo agli altri dopo essermene fatto un'idea in testa.

Raramente, ma capita, semplicemente mi piace chi incontro e la curiosità diventa stupore.

Principalmente, quindi, tendo a ignorare in senso di relazione chi mi sta attorno, nella speranza di essere a mia volta ignorato, ma non in senso di comportamento.

Ai tempi del liceo, quarto o quinto anno, capitava che ci fossero manifestazioni politiche: una buona scusa per andare a zonzo per molti, per passare qualche ora con Silvia per altri. Io pur di stare nelle sue vicinanze, pur di intravedere il suo maglione giallo e i suoi lunghi capelli, andavo a lezione anche quando stavo maluccio, e ogni volta che lei era assente la giornata era sprecata.

Alla prima di queste manifestazioni, già si rumoreggiava a suon di 'Iervolino no, Iervolino no'.

Beata ingenuità.

Ricordo un viaggio in treno, per Milano. Sul vagone, con me, volti che conoscevo appena, e canzoncine partigiane o di stampo fascista.

Ho sempre provato grande perplessità per i fanatici di ogni sorta, principalmente perchè spesso costoro sono ignari di paradossi grandi come case nei loro ragionamenti, e poi capaci, quando messi di fronte a detti paradossi, di reazioni violente.

Un detto latino suggerisce che 'vana ira sine viribus', e visto che io non sono esattamente pieno di forze, ho spesso preferito stare un po' sulle mie e tenere l'ira per me.

Vile? Si, vile.

Ho conosciuto un gran numero di fanatici nella mia vita.

Leggiamo nelle 'Memorie di Adriano'

'Caio Caligola e Aristide il giusto si equivalgono nel sonno.'

Mi sono dunque domandato se questi fanatici, oltre che nel sonno, ma non certo nei sogni, si equivalgano alle persone che riteniamo lucide, anche in altri ambiti. O viceversa se le persone per cosi dire 'lucide' possano diventare in qualche modo fanatiche.

4 comments:

  1. Per me la risposta è si, possono le persone lucide diventare fanatiche.Credo sia nel DNA, come le altre caratteristiche e prima o poi spuntano.

    Spero, in quanto blogger, di far parte di quegli eventi rari allora!:)

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  2. la lucidità non fa parte del carattere di una persona.
    la lucidità è uno stato d'animo - una persona lucida può commettere atti negativi o positivi.
    ma comunque non è sempre controllabile.
    essere fanatico è il contrario di lucido - uno stato d'animo in cui si è capaci di fare qualunque cosa - ed è anche uno dei pochi stati d'animo esclusivamente negativo.

    ...blablabla...mod, tornatene a letto che lucida non sei stamane...

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  3. Guernica,

    un paio di anni fa ho iniziato a scrivere un blog, che ho poi cancellato completamente. Ai tempi scrivevo per 'buttar fuori' il malessere che era dentro di me. In quel caso pero' la cosa non funziono' molto, e adesso capisco perchè.
    Non c'era alcun feedback.
    Ora è diverso: ho iniziato a scrivere seguendo l'esempio di un'amica, Klara, e li, nel suo blog, ho 'incontrato' persone in grado di capire certe cose, e io penso, o spero, di aver capito un po' meglio anche altri punti di vista.
    Una volta colta questa realtà, mi sono guardato un po' in giro, e ho trovato non solo 'interessanti' ma 'vicine' alcune persone, per quanto sconosciute - te ad esempio.

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  4. Mod, non celare il tuo bla bla bla!

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